Tutto è possibile

Autore: carlomacchiavello Pagina 1 di 36

La giusta importanza dei numeri

Spesso si discute di numeri: i K del sensore, i bit del sensore, il bitrate del file, la lunghezza focale, i bit di profondità colore e così via…

L’ossessione per i numeri è prodotta dal Marketing, che ossessivamente inculca nelle persone l’idea che un numero inferiore è sbagliato, è male, è antiquato o peggio inadeguato al mondo moderno… come se il marketing fosse esperto di questi numeri (se avessi tempo da perdere dovrei far correggere la metà delle comunicazioni commerciali di ogni brand fotografico o video per le inesattezze scritte, ovviamente a loro vantaggio).

Questo senso di inadeguatezza porta le persone a pensare che serva di più, un prodotto nuovo, che quello che possediamo è ormai sorpassato, causando non solo acquisti compulsivi ma una produzione INFINITA DI SPAZZATURA ELETTRONICA che non potendo essere smaltita correttamente viene spesso polverizzata e abbandonata chissà dove…

Faccio questo discorso sui numeri perchè spesso ho affrontato questi discorsi :

  • sui K di risoluzione necessari e/o disponibili
  • sulla profondità colore
  • sulla compressione
  • sui bitrate dei file

e adesso abbiamo l’ennesimo scontro dei numeri, dato che Sony ha lanciato le uscite 16bit lineari raw dei sensori contro il resto del mondo che salva file raw a 12 bit logaritmici, escluse le cineprese Arri che per aggirare la patent Red di registrazione del raw compresso registra in 16bit lineare raw non compresso.

La registrazione logaritmica è pensata per occupare meno spazio e allo stesso tempo offrire la possibilità di registrare tutte le informazioni della gamma dinamica di un sensore o di una pellicola. Quindi se per gli ingegneri della Kodak un file a 10 bit log (Cineon) poteva essere sufficiente per registrare la gamma dinamica di un film (7-9 stop al massimo, ricordiamo che la pellicola cine non è la pellicola fotografica, da tabelle kodak). Forse un 12bit log può essere sufficiente per molto di più? La stessa red registra un 12bit log per una camera dichiarata a 20 stop di gamma dinamica.
Ma tralasciando i fattori di … opinioni di gente (forse qualificata visto che hanno inventato tutti i principi del cinema digitale moderno) di quel tipo, facciamo due conti della serva.

8 bit = 256 sfumature di grigio e per ogni colore

10 bit = 1024 sfumature di grigio e per ogni colore

12 bit = 4096 sfumature di grigio e per ogni colore

Quindi se anche fosse un film in bianco e nero abbiamo informazioni sufficienti per coprire un 8k con una linea di pixel di luminosità differente in verticale, mentre se il film è a colori stiamo parlando di 68 miliardi di sfumatura, 719 milioni, 476736 sfumature  -> 68.719.476.736

AH no… mi sto sbagliando perchè questa cifra è relativa al 12bit lineare, se raddrizziamo questa curva di log in uno spazio a 32bit (ovvero dove è corretto gestire un file logaritmico di tale profondità) ci accorgiamo che i dati corrispondo al 16 bit linear… ma occupando molto meno spazio.

Ora in un mondo dove i forum delle cineprese digitali sono pieni di gente che si lamenta che i file raw e prores occupano troppo spazio e che vogliono i file in h264 (h265 occupa un quarto, h266 che ormai ha due al momento in cui scrivo agosto 2021 occupa un ottavo dell’h264), auspicare / desidereare la registrazione in 16 bit lineare lo trovo alquanto divertente.

Per chi mi conosce, o mi segue, ho scelto la strada del raw prima in fotografia e poi nel video appena possibile perchè ho sempre cercato di avere il massimo dello spazio di lavoro in postproduzione e quindi avere più dati su cui poter lavorare è sempre stata una mia priorità, ma questo non significa che sia sciocco o abbia disponibilità infinite per comprare supporti ultra veloci dove registrare un raw linear o di archiviazione di tali file, soprattutto perchè esistono prove storiche dove Avatar è stato girato in h264 10 bit 4:2:2 (limite storico delle camere in quel momento), spiderman e Lo Hobbit con Redcode tra 5:1 e 3:1, spesso viene scelto perchè una leggera compressione riduce l’harsh dei file e li rende più cinematic.

Personalmente preferirei la presenza di spazi colore più furbi o meglio ottimizzati verso il basso (8bit) che la possibilità di registrare questo tipo di file raw su macchine low cost, perchè poi gli utenti che desiderano quel tipo di file, non sanno che poi la gestione di post sarà improbabile su molte delle loro macchine, e che se non hanno conoscenze di un certo tipo anche i vantaggi nella gestione della color non saranno apprezzabili.

Add. vedo che sul bel sito Cined.com hanno pubblicato un articolo con una bella spiegazione tecnica del 16bit linear di Sony ad opera di un nostro connazionale Francesco Andreola.

Non uno dei miei soliti post…

E’ iniziato un altro anno, la pandemia è ancora viva nei nostri incubi, e… tutti i post che volevo scrivere su come iniziare il 2021 li ho cancellati.
In un loop, un giorno dopo l’altro, scrivevo e cancellavo…
A quelli che erano i problemi esterni, del mondo, si sono annullati di fronte a  quelli del mio mondo, della mia famiglia, perdendo anche mia madre per un tumore.

Gli artisti sensibili hanno due scelte, o sfruttano il dolore per creare o soccombono e ne vengono annientati…
tutti mi conoscano molto di più come tecnico, conoscitore di tecnologia e strumenti di creazione, ma nasco e vivo come artista, un creatore di emozioni… da sempre ho disegnato, illustrato, ritratti, immagini di fantasia con pastelli, acquarelli, tempere, aerografo fino alla scultura in creta, per passare alle forme viventi e in movimento con trucchi più o meno evoluti, scrittore, fotografo, filmaker, animatore, e chi più ne ha ne metta.

Mia madre era un’ostetrica, ma tante persone posseggono a casa loro i quadri a olio che realizzava durante le lunghe notti.
Mia madre aiutava le donne nel momento più difficile e complesso della loro vita, diventare madri, e allo stesso tempo usava il suo tempo libero per creare quadri astratti o figurativi, l’arte era un modo per lei per scaricare tensioni e emozioni.

I nostri genitori ci ha trasmesso tanti valori, tante passioni, ci hanno permesso di trasformare una passione nel lavoro di una vita, io nelle immagini, a mia sorella in qualcosa di molto più importante, lei salva vite umane, è un medico d’emergenza.

Per tutto quello che hanno fatto per noi, abbiamo il dovere di andare avanti, tener duro, e passato il dolore ricordarli, orgogliosi dei nostri risultati, ci hanno sempre aiutato a crescere e diventare delle persone adulte.

So che adesso è con papà, che sapeva illuminare la vita delle persone col suo sorriso, sono felici che ci guardano da lassù e guidano con la mano invisibile la strada dei loro nipotini Riccardo e Ginevra.

Vi renderemo sempre orgogliosi di noi.

 

 

File System essere o non essere

E’ tanto tempo che volevo scrivere due righe sui file system, sia perchè vedo che molti problemi sono causati dal un mal utilizzo degli stessi, sia perchè sento dire tante “frescacce” sui supporti che è venuto il momento di mettere i puntini sulle i… quindi le due righe diventeranno qualche pagina 😀 chi mi segue sa che non sono uno di poche parole, odio i post fatti per fare ranking, io scrivo perchè voglio essere utile e cercare di essere completo.

Cos’è un file system?

Quando utilizziamo un supporto, fisso o removibile, per scrivere su tale supporto il sistema operativo deve poter leggere una “struttura” nel supporto per organizzare i dati. Il file system serve a creare e gestire questa struttura. Immaginiamo che il file system sia un sistema di scaffalature con codici (settori), che ci permettono di organizzare i nostri dati in modo che sia facile sfruttare lo spazio e trovare i nostri dati.

Quando scriviamo un file immaginiamo che il contenuto del file sia un libro le cui pagine vengono messe sullo scaffale 1 (settore 1), se non basta parte delle pagine vengono messe sullo scaffale 2 (settore 2) e così via; quando scriverò il secondo file lui partirà dal primo spazio vuoto che trova vicino, e continua, fino al riempimento dello spazio.

Durante la scrittura il file system si preoccuperà di creare una lista di dati che ci permetterà di sapere, alla richiesta del file 2 in quali scaffali recuperare tutte le pagine del libro 1, in modo che durante la lettura e la ricerca del file sia facile trovare tutti i dati che compongono il libro.

Tutto questo in modo invisibile all’utente. Esistono decine di file system (che chi ha una certa età informatica come me, ne ha conosciuti diversi), anche se la maggior parte delle persone finisce con usare solo 3-4 file system nella vita di tutti i giorni :

ExfatNTFS per chi usa Windows
HFS+  APFS chi usa mac e quest’ultimo sotto iOs

I file system sono fatti da chi sa, sono a prova di errore…

Andate a leggervi come un errore di file system sia nella cancellazione che nella gestione del backup ha cancellato tutto ToyStory 2 in Pixar e poi tornate pure qui terrorizzati… sapendo che qui sarà il vostro computer a poter / voler danneggiare i vostri file.

io uso x non posso leggere o scrivere Y

Sono stufo di sentire stupidaggini su dischi, schede che non sono compatibili con uno o l’altro computer, e per partigianeria danno colpa al marchio  del computer, quando in realtà la mancanza di compatibilità è perchè il marchio (che tal ignoranti difendono) ha deciso che il loro file system è proprietario e quindi non rilasciando le specifiche per farlo utilizzare correttamente da altri sistemi operativi; sia perchè esistono driver gratuiti che a pagamento (10-12$ praticamente quello che la gente spende per una app per giocare o in un paio di giorni di cenere sprecata) per leggere e scrivere ogni mayor file system su ogni sistema operativo.
Ho computer con Windows 7 e 10, Linux e MacOs e leggo e scrivo da ognuno di essi ogni file system che mi serve, a dimostrazione che si può fare, ho messo i link per i rispettivi prodotti da acquistare, non hanno sponsor link, non ci guadagno nulla, ma salvo le mie orecchie dall’ennesimo mugugno degli ignoranti e dei pigri che non sanno aprire Google per cercare, ma vogliono sempre la pappa pronta … e so cucinare bene 😛

Perchè è importante conoscere che file system utilizzo?

Perchè il file system determina la robustezza o la fragilità delle famose “scaffalature” dove noi organizziamo i dati, e quindi se mettiamo troppi libri su scaffalature fragili tutto crolla, facendoci perdere i dati.

Troppe persone usano con superficialità i supporti e poi si lamentano come perdono i dati, si corrompono, e perdono il lavoro fatto. Sono le stesse persone che non controllano la robustezza degli scaffali o comprano una libreria in truciolato e pretendono di caricarla di libri, prima o dopo tutto crollerà addosso…

Come quando mia nonna riempiva l’armadio di vestiti e coperte e si lamentava che la roba spariva… aveva sfondato la schiena dell’armadio a furia di spingere e cadeva dietro l’armadio. Sui dischi non c’è un dietro, un file perso all’ 80% è perso perchè è danneggiata la sua struttura.

Sapere quale file system usiamo ci permette di conoscerne i limiti e le fragilità, e quindi usarlo al meglio

Ma io faccio video e foto, a che mi serve?

Se vi fate questa domanda SICURAMENTE dovete saperlo.

La maggioranza dei supporti per telecamere e macchine fotografiche usano il file system ExFat, sviluppato da Microsoft secoli fà (nel 2006) per supportare le memorie flash dentro il sistema Mobile windows CE, con mille fragilità e limiti legati alla sua età..

Usando questo tipo di file system è frequente che se non viene smontato correttamente  Windows al caricamento del supporto dirà che c’è un errore sul supporto e propone di correggerlo NON FATELO MAI!!!!!

Talvolta questo processo di “correzione” danneggerà l’indice FAT (l’elenco scaffalature e contenuti), mentre se voi non lo correggete potrete leggere correttamente i dati, e poi eventualmente riformattare il tutto.

ExFat (chiamato anche FAT64) era nato per superare il limite della Fat32, altro vecchio File System di Microsoft, che aveva il limite di supportare la registrazione di file non oltre i 4 gigabyte, e nell’ambito video è facile superare questi limiti.

Sapere che usiamo un File system vecchio e con limiti di diverso tipo nella struttura, soprattutto nel recupero dei dati in caso di danni, ci porta a fare più attenzione ai supporti e alla loro gestione.

come evito i problemi?

ExFat è semplicemente più fragile di altri FS, ed essendo il più diffuso per ridotte licenze d’uso da pagare (non perchè sia migliore come molti credono) è bene fare attenzione. I supporti vanno trattati con cura, qualunque file system si usi, bastano poche semplici operazioni per evitare ogni problema con essi.

Supporti rimovibili per
Telecamere, Macchine fotografiche, Droni, Cineprese

  • formattare in camera il supporto prima di usarlo [SEMPRE]
  • inserire e togliere i supporti a dispositivo spento [SEMPRE]
  • collegarlo a Windows e se chiede riparazioni NON ESEGUIRLE ma copiare i dati e poi formattare il supporto

se volete una spiegazione estesa dei perchè, ho scritto un articolo sulle buone abitudini sui supporti removibili ad uso audio video.

 

Hard disk esterni, chiavette, supporti generici

  • la prima volta che lo usate formattare il disco nel file system che potete gestire meglio:

     

  • Ogni volta che dovete scollegare il disco eseguite la corretta operazione di espulsione del dispositivo sia da windows che da mac, e attendete almeno 30 secondi dopo che windows ha dato il permesso di scollegare il dispositivo, spesso il sistema mente e ci sono ancora servizi che scrivono e leggono dal disco aumentando il rischio di danneggiamento della FAT (File Allocation Table).
  • Se collegate il disco ExFat ad un dispositivo Smart (smartphone, smart TV, Smart Box), o il dispositivo ha la procedura di smontaggio (Smartphone e tablet Android) oppure prima di scollegare il supporto si deve spegnere il dispositivo e attendere qualche secondo dopo lo spegnimento (alcuni smarttv tolgono corrente al pannello, ma il sistema sta ancora finendo lo spegnimento quando tutto sembra spento).

L’operazione di riparazione di Windows parte sia all’inserimento del supporto sia all’avvio del computer. Se lasciamo collegato un supporto esterno il lettore di schede con la scheda dentro, e si riavvia il computer, durante l’avvio Windows potrebbe arbitrariamente avviare il comando di verifica e riparazione del disco chkdsk, danneggiando la struttura della scheda.

Il comando dos chkdsk va riparare l’indice danneggiato (danneggiato secondo Windows) ma spesso invece che ripararlo lo “rattoppa” creando più problemi nella lettura dei file che soluzioni. Dato che esiste ridondanza di indici, il fatto che sia danneggiato quello principale

Spesso accade che tale comando venga eseguito anche con file system estranei danneggiando gli stessi, per tale ragione potrebbe essere utile disabilitare in modo definitivo il controllo all’avvio di Windows, in questo modo si esegue solo se serve e se si collega un supporto, per evitare danni involontari dall’avvio automatico, soprattutto oggi che Windows decide di riavviarsi per aggiornamenti anche con software attivi, durante il rendering di programmi di post e 3d ad esempio….

Se si vuole disabilitare in modo definitivo tale operazione si può agire da Registro

  1. Andare in start > esegui…, digitare regedit e premere il tasto Invio della tastiera.
  2. Recarsi nella chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CURRENTCONTROLSET\CONTROL\Session Manager
  3. Fare doppio click sulla chiave BootExecute
  4. Trasformare il valore autocheck autochk * in autocheck autochk /k:C /k:E * (dove “C” ed “E” devono corrispondere alle lettere delle unità dei dischi per le quali si vuole disabilitare il CHKDSK automatico).
  5. Riavviare il computer

Siete arrivati a questo punto dell’articolo e siete tra quelli che commentano:

  1. A me non è mai successo
  2. Non ho tempo da perdere…
  3. non ti credo, chi sviluppa e fa i prodotti sa quello che fa.

Le mie risposte più banali sono :

  1. Auguri, che non ti succeda mai
  2. Non avete tempo per aspettare i 30 secondi?
    andate su facebook, poi dopo mezz’ora vi accorgerete che lo smontaggio è avvenuto 29 minuti e 30 secondi fa 😛
  3. avete ragione a non credermi:
    1. non dovete credere a me.
    2. non dovete credete al popup che appare durante l’installazione o il primo avvio di tutti i sistemi operativi che dice che il prodotto è “as is” e non sono responsabili di eventuali danni a terzi.
    3. non dovete credere alle indicazioni di togliere e mettere le card a dispositivi spenti che ci sono in ogni camera, fotocamera, tv etc
    4. non dovete credere al disclaimer di ogni manuale di istruzioni che loro non sono responsabili del contenuto
    5. non dovete credere al disclaimer della confezione della scheda o dell’hardisk che non sono responsabili di eventuali perdite di dati e in caso di danno del prodotto accidentale al massimo vi ridaranno un supporto nuovo…

In realtà scrivo questo articolo perchè conosco troppe persone che hanno perso o rischiato di perdere dati per questo tipo di atteggiamenti, e spesso li ho aiutati nel recupero dei dati.

Il mio miglior augurio è che siate sempre nella prima situazione, quella in cui non perderete mai i dati o non vedrete danneggiati i vostri dati.

 

 

 

 

 

 

 

L’abitudine all’errore

Un divertente fatto accaduto oggi mi ha ricordato un episodio accaduto una decina di anni fà: in macchina con una persona, da neopatentato noto che non ha proceduto nel modo corretto, la persona in questione mi fa notare che sono neopatentato mentre lui guida da oltre vent’anni…

L’errore ripetuto per vent’anni gli da l’arroganza di affermare che è lui ad essere nel giusto… E parlo di una banalità come dare la precedenza sulle zebre…

In un’altra situazione, discutendo con un tecnico certificato xx, pluri qualificato yy in xx categorie afferma che è impossibile che esista un determinato problema di Windows, perchè lui in 6 anni di carriera non l’ha mai visto [errore che invece Microsoft mi ha riconosciuto e risolto].

Molto spesso chi ha confidenza con un argomento può commettere l’errore di non mettere in discussione la correttezza della conoscenza.
L’esperienza personale è importante, ma nessuno ha vissuto per tutte le vite di tutti.

Conosco molti artisti in tanti ambiti, che pur sbagliando ottengono risultati mirabolanti, e dato che lo fanno da oltre trent’anni sono convinti che sia il metodo migliore (non uso il termine corretto perchè ci potrebbero essere molte sfumature), non mettendo in dubbio il fatto che potrebbero impiegare meno tempo, meno fatica, o avere più flessibilità…

d’altronde di Leonardo da Vinci ne è nato uno solo…

Quante volte nella nostra vita, e mi metto in discussione per primo, la sicurezza nella propria conoscenza, nella nostra esperienza ci ha portato all’Assolutismo?

Io per primo ho fatto questo errore spesso, poi ho passato i 25 anni e ho compreso che il mondo è un infinito in divenire, e non è possibile avere le certezze di nulla, in nessun ambito o situazione.

Se pensiamo alla medicina, da un decennio all’altro, determinati trattamenti sono stati aboliti, perchè portavano più danno che beneficio; pensiamo alle costruzioni, abbiamo usato per decenni prodotti cancerogeni come l’amianto; pensiamo alla fisica, dove si pensava di aver scoperto l’elemento più piccolo, ma grazie a metodi diversi, strumenti più sofisticati, o nuove tecnologie ogni tot tempo si scopre un elemento più piccolo all’interno.

Se pensiamo all’immagine, fino ad un paio di anni fà circa si pensava che una brutta immagine si poteva solo buttare, mentre oggi grazie alle magie della AI si possono rimettere a fuoco immagini sfuocate, ingrandire rigenerando i dettagli di immagini molto piccole, interpolare in modo intelligente i fotogrammi per rendere più fluidi i ralenty, restaurare immagini danneggiate grazie alle reti neurali che rigenerano in modo intelligente e coerente i dettagli e così via…

Concludo citando del messaggio di un caro amico, che chiedendomi il tecnicamente corretto per l’esposizione, ho dovuto deluderlo non sapendo dargli una risposta unica, perchè gli strumenti sono solo dei riferimenti …

Il classico cartoncino grigio 18% si usa per avere un riferimento di esposizione, un valore medio per esporre la pelle umana generica, ma già passando da nord a sud dell’italia la pelle può essere più chiara o più scura.

A seconda dei sensori, della gamma dinamica, e di come essa è distribuita nei diversi ISO, conviene esporre in un modo o nell’altro, a esperienza del DoP sulla macchina (come una volta si facevano i test di esposizione sulle partite di pellicola prese per le riprese del film).

I dogmi esistono solo in religione, in tutti gli altri ambiti tutto cambia, può esserci molto di più di quello che conosciamo, più di quello che possiamo sapere, o ci sarà di più, per questo è importante la crescita e il cambiamento costante.

Io stesso in questo blog, man mano che ho imparato, che ho scoperto i miei errori ho allineato e corretto gli articoli per evitare la propagazione delle informazioni non corrette.

Mattebox serve?

Ho notato che l’autorevole sito Redshark, di cui abituale lettore, spesso presenta argomenti da me discussi in post due o tre anni prima, trovo lusinghiero di averli anticipati di così tanto tempo.

Oggi farò il contrario, ovvero utilizzo lo spunto di un loro articolo per rispondere ad una domanda che si riscontra spesso: serve veramente il Matte box?.

Cos’è e a cosa serve un Mattebox?

Il buon riporta un elenco di ragioni a cui mi rifaccio e aggiungo le mie considerazioni.

  1. Sembrare più fighi
  2. Proteggere dalla luce laterale le lenti ed evitare i flare non voluti
  3. Montare filtri.

e io aggiungerei

  1. Disciplinare l’operatore nel come preparare la camera
  2. Studiare la luce prima di premere rec
Sembrare più fighi (quando le dimensioni contano).

Potato Jet mostra in questo video come non sia il rig a fare l’immagine cinematica
ps. seguite il link, è uno youtuber interessante

Per qualche ragione (psicologica) ci sono degli elementi che creano associazioni mentali nella mente delle persone, il Mattebox è uno di questi elementi, Mattebox uguale cinema, professionalità.
Quindi una qualunque camera col Mattebox diventa professionale all’occhio del meno esperto, o del cliente.
In molti ambiti la rivoluzione digitale è stata uno svantaggio, perchè i clienti abituati a associare dimensioni della camera alla professionalità dell’operatore (dimensione maggiore = investimento economico = qualità di ripresa) si trovano scontenti nel vedere macchine sempre più compatte.

Un noto brand a metà degli anni 2000 aveva una serie di camere dedicate ai matrimonialisti e chi faceva filmati aziendali e industriali, ovvero le stesse identiche elettroniche, ottiche, controlli e sensori delle camere più compatte, ma professionali in un “vestito” più engine broadcast per chi aveva bisogno di mostrare ai clienti la dimensione della loro “professionalità”.

A metà degli anni 2010 si era rovesciata la tendenza, ci si poteva presentare con delle telecamere di buon livello, cineprese, ma se non avevi la VDSLR di tendenza … sembrava che avessi un giocattolo per le mani… il mondo è dell’apparenza, non della sostanza, nella maggior parte dei casi.

 

 

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