Da qualche anno sono interessato ad un sistema per aggiungere un sistema di Autofocus alle mie Blackmagic, ma l’unico prodotto disponibile era il kit DJI Focus Pro più che completo, ma anche fuori budget, visto che il costo era molto alto, quasi quanto la camera su cui l’avrei messo, quindi era più economico cambiare la camera.
Dopo aver visto il PD MOVIE Live Air 4 Smart, visto che l’investimento poteva essere congruo con i vantaggi ho deciso di fare la prova e ordinare il prodotto in questo momento di sconti e offerte varie che mi offriva sotto i 300$ il kit completo, follow focus BT e in regalo un bel Mattebox pensato per montare il motore su di esso e slegarlo quindi dal corpo macchina [idea buona con le lenti prime meccaniche che hanno il fuoco morbido, non applicabile con le lenti zoom o elettroniche in mio possesso].
Cosa è :
un sistema con tre sistemi di misurazione Lidar per la misurazione della distanza soggetto – lente, a seconda dello scenario si può passare da poche decine di cm a decine di metri. Se ben impostato è un interessante sostituto ai classici sistemi di messa a fuoco e anche in low light si comporta bene.
Cosa non è :
la soluzione a ogni situazione di messa a fuoco critica con soggetti che si sovrappongono, movimenti fuori dal raggio di azione, o con troppi soggetti in movimento (in quei casi comunque anche i classici autofocus hanno difficoltà a gestire quel tipo di scenari, tranne con Soggetti pre acquisiti negli autofocus predittivi AI).
Quali sono i punti deboli :
Non è guidato da ai, quindi dipende dove si pongono i soggetti nel raggio lidar, la posizione del sistema e come viene montato è la chiave del suo buon e cattivo funzionamento.
Quali sono i vantaggi di questo prodotto :
la precisione e il metodo di cambio fuoco sono controllabili e parametrizzabili per ottenere effetti di cambio fuoco controllati, con diverse velocità di cambio nella messa a fuoco, tempi di reazione per il cambio di fuoco, distanze da gestire, e anche l’uso ibrido di due lidar combinati per passare attraverso i diversi scenari di utilizzo
Quali sono gli scenari adatti a questo oggetto :
Quando si monta su gimbal una camera con lenti meccaniche, camera in movimento costante con soggetti in continuo movimento, o riprese in lowlight. Preferibilmente in situazioni controllate dove eventualmente si può ripetere la scena e non si rischia in caso di errore di fuori fuoco.
Personalmente non lo userei su una cerimonia o simili dove un errore del genere non sarebbe recuperabile, o per lo meno non a TA ma con un diaframma che mi permetterebbe il recupero.
Quando è preferibile non usarlo :
Quando si pensa di fare continui cambi di lenti può essere scomodo, a seconda di dove si è montato il prodotto, lo si deve riposizionare sul sistema di rig, o se sulle lenti tramite mattebox dedicato, lo si deve allineare.
Di suo può memorizzare la calibrazione di 5 lunghezze focali/lenti, quindi in un set classico di lenti, o zoom, una volta fatta la calibrazione basta solo ottimizzare il montaggio smontaggio delle lenti.
Nel caso degli zoom si deve sempre tener conto della struttura costruttiva della lente, dove è la ghiera di fuoco e se rimane costante come posizione al cambio della focale, alcuni zoom hanno il fuoco sulla parte esterna della lente, e si allungano spostando tale zona avanti e indietro
Cosa è utile sapere quando lo si usa e come prevedere il comportamento (problematiche relative a tutti gli strumenti lidar) :
- il meglio viene espresso con lenti prime con messa a fuoco meccanica, lunga e costante, che offre la massima precisione
- la morbidezza della ghiera del fuoco può influenzare la reattività del sistema.
- se la ghiera di messa a fuoco non è lineare (tot gradi = tot cambio di distanza messa a fuoco) la precisione di passaggio può risentirne
- se si usando degli zoom si deve tener conto che o sono parafocali oppure non è possibile fare una sola calibrazione per tutte le focali.
- le lenti devono avere una messa a fuoco con hard stop, usare lenti che hanno un sistema di fuoco infinito (elettroservito) può creare degli errori che nel tempo si amplificano.
Una soluzione è quella di introdurre degli anelli ghiera con hard stop incorporati.
Come si usa e come funziona il cambio opzioni
questo strumento ha un bottone che accende e spegne il prodotto, e stile alfabeto morse, se si preme una, due fino a 5 volte di seguito, oppure punto linea (pressione veloce, pressione prolungata) possiamo passare da un parametro all’altro e da una opzione all’altra.
Le opzioni attive vengono indicate da due luci frontali, che a seconda dei colori, del tipo di lampeggio, indicano il setup del dispositivo.
Per alcune persone può essere frustrante dover ricordare le diverse opzioni etc a memoria, ma a parte l’esercizio mnemonico, che fa sempre bene, significa che si possono cambiare rapidamente le opzioni senza dover guardare display e anche alla cieca si lavora senza problema.
come funziona? quali opzioni possiede?
Questo strumento include tutto nel corpo principale, sia i tre lidar che il motore per guidare la lente. Si decide che tipo di messa a fuoco si vuole usare decidendo quale lidar usare, in funzione dei gradi di angolo di proiezione su 4-16-28 gradi e da li si ottiene un comportamento differente del sistema.
il Lidar 28 è un’area di 28 gradi per la messa a fuoco da vicino, un’area centrale sul quale il sistema analizza il movimento interno all’area.
il Lidar 16 è una linea centrale che serve a mantenere a fuoco una persona o un soggetto in movimento in un range di qualche metro.
Il Lidar 4 gradi è un punto che analizza la posizione del soggetto fino a qualche decina di metri.
La cosa interessante è che si può abilitare il sistema Hybrid che passa tra due tipi di Lidar in automatico a seconda della distanza del soggetto, cosi che sia più semplice mantenere il fuoco da vicino a molto lontano anche con soggetti in continuo cambio di distanza.
Attenzione a non fare il mio errore iniziale, pensando che si debbano usare i tre lidar in funzione della distanza, ma semplicemente in funzione del tipo di soggetto da seguire, si sceglie se far si che il sistema cerchi più in modo ampio e random, oppure in modo più controllato, ad esempio qui si può vedere come il sistema da 4 gradi vada bene per seguire solo un soggetto da molto vicino a lontano.
Quali sono stati i miei errori?
cosi non li fate anche voi
Primo errore è stato usarlo su lenti fotografiche, dove la corsa del fuoco non è lineare e quindi la gestione di controllo del fuoco ad inseguire già non è semplice.
Secondo errore è stato come montarlo, PD Movie da per scontato che si monti su lenti Prime con ghiera di fuoco vicino alla camera o vicino alla filettatura dei filtri, come tale ha sviluppato diversi accessori per montare il motore nel posto corretto, ma con la maggior parte delle lenti fotografiche ci si trova o nel posto sbagliato o a una distanza tale dal punto di montaggio, che crea una possibile torsione tra mount e punto di appoggio, introducendo errori di trasmissione della messa a fuoco.
La mia soluzione è stata montarlo su un doppio Rod da 15mm montato sotto la camera, con blocco distanziatore, in modo che ottengo più vantaggi:
– montaggio sicuro senza torsione
– montaggio ripetibile su lenti con ghiere fisse
– adattamento a diverse lenti, sbloccando e ribloccando il sistema che scorre solo su asse Z e non si altera negli altri punti, in modo da avere la possibilità di passare attraverso le 5 focali memorizzate, anche su lenti diverse e di forme diverse, a patto che le ghiere siano dello stesso diametro, cosa che mi sono premurato di avere/fare, dato che me le sono create io con la stampa 3D.
Terzo errore [compreso dopo un po’ di prove] è stato pensare che i diversi Lidar siano relativi solo alla distanza soggetto lente, mentre in realtà si tratta di collegare lo scenario con il tipo di Lidar e l’analisi delle distanze che vogliamo ottenere
Quarto errore è stato essere poco attento dove mettere il target per la calibrazione all’inizio. Dato che la calibrazione serve a far capire la distanza tra soggetto e lente e quindi prendere le misure tra angolo di rotazione della lente, e fuoco relativo, all’inizio avevo appoggiato il target su un oggetto dove Lidar sbagliava prendendo sopra e sotto, quindi anche se precisa la messa a fuoco, era il riferimento sbagliato.
Un pezzo di nastro carta, lo si mette su un muro e via di calibrazione, tanto se nn si cambiano troppe lenti, si fa le 5 volte che serve per le lenti che abbiamo e via.
Quinto errore è stato trascurare le combinazioni ibrido Lidar, che una volta capito in che area cerca la distanza permette di lavorare in modo interessante con i soggetti.
Sesto errore non scriversi quello che serve… ora ho una nota sul telefono con tutte le combinazioni di luci, di pressioni dei bottoni e note di comportamento dei diversi metodi di ricerca della profondità. Se non si fanno tutti i giorni uso di questi prodotti è umano dimenticare qualcosa o peggio, che la memoria fissa informazioni errate.
Settimo errore non prendermi subito il tempo per fare prove sistematiche e capire bene come funziona, lasciando attivo il focus peaking per il controllo del fuoco e muovendomi nello spazio o su soggetti in movimento, per capire bene il suo modo di ragionare.
Conclusioni
Il prodotto è interessante e per la cifra che costa offre un interessante sistema di autofocus che per chi ha lenti vintage, lenti prime con ghiere, lenti meccaniche è un interessante upgrade.
Non è un autofocus guidato da AI, quindi non mi aspetto miracoli come soggetti seguiti se entrano ed escono dall’inquadratura, ma anche sistemi più blasonati che ho noleggiato, incontrano i loro limiti in quel tipo di situazioni, o peggio confondono soggetti simili saltando da un soggetto all’altro solo perchè avevano una barba simile ;-D
Per quanto mi riguarda l’unica discriminante è il sistema di setup con il bottone e il sistema punto linea, o lo ami o lo odi, inzialmente lo odiavo, poi ne ho apprezzato l’immediatezza e la comodità.
Ovviamente spero come ho suggerito che aggiungano anche la possibilità di settarlo o leggere il setup dalla app IOS.






