Tutto è possibile

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Riflessione tecnica e/o analisi tecnica

LUMIX DC-GH6 bella si, ma non è FullFrame…

Di recente Panasonic ha rilasciato la nuova iterazione delle sue ammiraglie nella serie GHx, la LUMIX DC-GH6.
Personalmente ho posseduto diverse Gh2, Gh3, Gh5, usate con soddisfazione sia per fotografia che per fare video e mi sono sempre trovato più che bene, ma… una GHx ha ancora senso nel 2022?

Quindi ci vogliono convincere che questa macchina è buona perchè ci offre solo due o tre funzioni, che più o meno a nessuno interessano, ma giusto per correttezza… vediamo quali sono i piatti della casa :

  • Registrazione video illimitata (nei limiti di durata batteria e spazio supporto)
  • Registrazione interna in Prores
  • Registrazione in 10bit 4:2:2 fino a 60P fino a 5.7k
  • Registrazione HFR e VFR a 10bit
  • Sensore stabilizzato rinnovato v2

Cerchiamo di capire se ne vale al pena…

Registrazione video illimitata

Come se fosse un plus, a chi interessa che praticamente tutte le fotocamere o quasi hanno un limite di registrazione continua perchè magari i sensori si surriscaldano, le cache di registrazione sono piccole o perchè vengono vendute come fotocamere e non videocamere che in europa vengono tassate di più, quindi il limite è attivo in europa e non in australia, e per convenienza dei distributori, gli europei si trovano questa rogna. Un Dettaglio…

Tanto è una fotocamera, a chi interessa registrare video lunghi con le fotocamere?

Registrazione interna in Prores

E ancora, perchè sprecare tanto spazio sulla card (che per registrare in prores si debbono usare le nuove card più veloci e costose) per usare questo formato antico, ormai il Prores ha già più di 15 anni, quando possiamo risparmiare spazio con un bel h265 (in attesa del 266 uscito nel 2019)?

E’ una fotocamera, mica possiamo perdere tempo a copiare file giganti, tanto chi noterà che richiedono meno risorse di lavoro nei computer, che hanno meno difetti di compressione, più precisione colore, che possiamo postprodurli meglio…

Registrazione in 10bit 4:2:2 fino a 60P fino a 5.7k

Ancora a puntare su queste registrazioni di dati inutili… fate come gli altri che registrano a 8bit, sono 16 milioni di colori, sono sempre stati sufficienti, adesso è una mania di numeri, se faccio un video con una macchina fotografica è perchè non mi interessa fare color correction, sprecare spazio registrando in un formato non standard come 5.7k, nessuno ha un televisore 5.7k… forse qualche imac? e dovrei registrare per quei pochi che hanno l’imac 5k?

Registrazione HFR e VFR a 10bit

E insistono a sprecare spazio!! Riprese ad alta velocità (High Frame Rate) o con Frame rate Variabile (VFR) a 10 bit fino a 300 fotogrammi al secondo, a che serve tanta fedeltà colore, tanto già quando si fa il rallenty è figo, mica serve avere del colore preciso … Sicuramente panasonic punta a vendere tante schede costose da riempire con queste feature.

Sensore stabilizzato rinnovato v2

In un mondo dove le lenti stabilizzate esistono da trent’anni ancora si punta al sensore stabilizzato, e continuano a migliorarlo, rendendo più semplice fare le riprese stabili, per poi .. muoverle in post, dato che adesso è di moda il mosso per dare più “realismo” alla ripresa… infatti è da Cannibal Holocaust (1980) che si muove in modo più grezzo la camera per far sembrare più amatoriale e vero un prodotto di fiction.

E ci fermiamo qui, perchè le altre feature ce le hanno anche le altre fotocamere, niente di nuovo insomma, ma tutto serve a tenere l’attenzione lontana dal difetto più grande, dal quel peccato originale inaccettabile …

LUMIX DC-GH6 ce l’ha piccolo, anzi il sensore è piccolissimo, e tutti i videomaker e i fotografi non possono accettare certe cose, è offensivo quasi proporre un sensore di quelle dimensioni, si conoscono bene i limiti di certe cose….

Ne siamo sicuri?
Partiamo da un confronto tecnico, ovvero mettiamo a confronto la dimensione dei sensori partendo dal mitologico FullFrame, che grande non è, anzi ha un fattore di crop molto molto ampio, ben 2,4, ma pochi lo sanno, ne spiego il perchè in questo altro articolo scherzandoci sopra.

 

 

 

In questa immagine vediamo come il m4/3 è un formato minuscolo per fare video, e poi se lo confrontiamo con il fullframe non c’è paragone… è ovvio… di più piccolo ci sono solo i sensori delle camere che sicuramente sono amatoriali, se hanno un sensore da 2/3 di pollice o più piccole ancora… forse… o questo è quello che il marketing vi vuol far credere?

Qualche anno fà un ingegnere barbuto scelse delle camere da 2/3 di pollice per fare il suo nuovo filmetto : Sony F23, Sony HDC-1500, Sony HDF-F950, scelte per il loro sensore da 2.2 milioni di pixel, che restituiva in HDCAM SR una immagine 1080/24p codificata in H264 base 6, 10 bit 4:2:2.

Un formato compresso… vi rendete conto?
un formato compresso per girare addirittura un film per il cinema!!!

Dopo aver montato e postprodotto il suo filmino, ha avuto anche il coraggio di farlo stampare in pellicola, sia in 35m anamorfico che in 70mm orizzontale e Imax…
Tutto da un sensore grande come uno sputo di gatto!!!

Da ingegnere esperto nel campo, sapeva che stava spingendo ai limiti quei sensori, e nonostante potesse prendersi delle FullFrame, le belle 5dMkII erano disponibili, rifiutò in modo categorico, era un testone e voleva usare le telecamere anche se avevano quell’handicap incredibile…

State sicuri che dopo quello spreco di energie e soldi, pochi sono andati al cinema a vedere quel filmino, infatti a oggi ha guadagnato

solo 2.84 BILIONI di dollari!!!

Avatar è ancora il maggior incasso nella storia del cinema….

Pensate cosa avrebbe guadagnato se avesse girato in fullframe con una buona fotocamera?

Le informazioni tecniche di ripresa le ho prese dall’ottimo sito IMDB.com da sempre il riferimento per il cinema, per il quale non ringrazierò mai abbastanza un amico, Giancarlo Cairella, uno dei membri fondatori.


Mi piace sempre scherzare con i nuovi prodotti, con i miti ridicoli, sia perchè se prendessi sul serio il marketing e i fan boy, li metterei entrambi ai ceppi, sia perchè pur essendo alla soglia del mezzo secolo, mi piace approcciare la vita con gli occhi di un bimbo 😀

Però apriamo gli occhi di fronte a quello che spesso è solo marketing, e la qualità, la capacità è ben oltre la dimensione dei sensori e tante altre fisime, e cerchiamo di capire quali sono le feature che contano veramente per il lavoro che dobbiamo fare noi.

La giusta importanza dei numeri

Spesso si discute di numeri: i K del sensore, i bit del sensore, il bitrate del file, la lunghezza focale, i bit di profondità colore e così via…

L’ossessione per i numeri è prodotta dal Marketing, che ossessivamente inculca nelle persone l’idea che un numero inferiore è sbagliato, è male, è antiquato o peggio inadeguato al mondo moderno… come se il marketing fosse esperto di questi numeri (se avessi tempo da perdere dovrei far correggere la metà delle comunicazioni commerciali di ogni brand fotografico o video per le inesattezze scritte, ovviamente a loro vantaggio).

Questo senso di inadeguatezza porta le persone a pensare che serva di più, un prodotto nuovo, che quello che possediamo è ormai sorpassato, causando non solo acquisti compulsivi ma una produzione INFINITA DI SPAZZATURA ELETTRONICA che non potendo essere smaltita correttamente viene spesso polverizzata e abbandonata chissà dove…

Faccio questo discorso sui numeri perchè spesso ho affrontato questi discorsi :

  • sui K di risoluzione necessari e/o disponibili
  • sulla profondità colore
  • sulla compressione
  • sui bitrate dei file

e adesso abbiamo l’ennesimo scontro dei numeri, dato che Sony ha lanciato le uscite 16bit lineari raw dei sensori contro il resto del mondo che salva file raw a 12 bit logaritmici, escluse le cineprese Arri che per aggirare la patent Red di registrazione del raw compresso registra in 16bit lineare raw non compresso.

La registrazione logaritmica è pensata per occupare meno spazio e allo stesso tempo offrire la possibilità di registrare tutte le informazioni della gamma dinamica di un sensore o di una pellicola. Quindi se per gli ingegneri della Kodak un file a 10 bit log (Cineon) poteva essere sufficiente per registrare la gamma dinamica di un film (7-9 stop al massimo, ricordiamo che la pellicola cine non è la pellicola fotografica, da tabelle kodak). Forse un 12bit log può essere sufficiente per molto di più? La stessa red registra un 12bit log per una camera dichiarata a 20 stop di gamma dinamica.
Ma tralasciando i fattori di … opinioni di gente (forse qualificata visto che hanno inventato tutti i principi del cinema digitale moderno) di quel tipo, facciamo due conti della serva.

8 bit = 256 sfumature di grigio e per ogni colore

10 bit = 1024 sfumature di grigio e per ogni colore

12 bit = 4096 sfumature di grigio e per ogni colore

Quindi se anche fosse un film in bianco e nero abbiamo informazioni sufficienti per coprire un 8k con una linea di pixel di luminosità differente in verticale, mentre se il film è a colori stiamo parlando di 68 miliardi di sfumatura, 719 milioni, 476736 sfumature  -> 68.719.476.736

AH no… mi sto sbagliando perchè questa cifra è relativa al 12bit lineare, se raddrizziamo questa curva di log in uno spazio a 32bit (ovvero dove è corretto gestire un file logaritmico di tale profondità) ci accorgiamo che i dati corrispondo al 16 bit linear… ma occupando molto meno spazio.

Ora in un mondo dove i forum delle cineprese digitali sono pieni di gente che si lamenta che i file raw e prores occupano troppo spazio e che vogliono i file in h264 (h265 occupa un quarto, h266 che ormai ha due al momento in cui scrivo agosto 2021 occupa un ottavo dell’h264), auspicare / desidereare la registrazione in 16 bit lineare lo trovo alquanto divertente.

Per chi mi conosce, o mi segue, ho scelto la strada del raw prima in fotografia e poi nel video appena possibile perchè ho sempre cercato di avere il massimo dello spazio di lavoro in postproduzione e quindi avere più dati su cui poter lavorare è sempre stata una mia priorità, ma questo non significa che sia sciocco o abbia disponibilità infinite per comprare supporti ultra veloci dove registrare un raw linear o di archiviazione di tali file, soprattutto perchè esistono prove storiche dove Avatar è stato girato in h264 10 bit 4:2:2 (limite storico delle camere in quel momento), spiderman e Lo Hobbit con Redcode tra 5:1 e 3:1, spesso viene scelto perchè una leggera compressione riduce l’harsh dei file e li rende più cinematic.

Personalmente preferirei la presenza di spazi colore più furbi o meglio ottimizzati verso il basso (8bit) che la possibilità di registrare questo tipo di file raw su macchine low cost, perchè poi gli utenti che desiderano quel tipo di file, non sanno che poi la gestione di post sarà improbabile su molte delle loro macchine, e che se non hanno conoscenze di un certo tipo anche i vantaggi nella gestione della color non saranno apprezzabili.

Add. vedo che sul bel sito Cined.com hanno pubblicato un articolo con una bella spiegazione tecnica del 16bit linear di Sony ad opera di un nostro connazionale Francesco Andreola.

Non uno dei miei soliti post…

E’ iniziato un altro anno, la pandemia è ancora viva nei nostri incubi, e… tutti i post che volevo scrivere su come iniziare il 2021 li ho cancellati.
In un loop, un giorno dopo l’altro, scrivevo e cancellavo…
A quelli che erano i problemi esterni, del mondo, si sono annullati di fronte a  quelli del mio mondo, della mia famiglia, perdendo anche mia madre per un tumore.

Gli artisti sensibili hanno due scelte, o sfruttano il dolore per creare o soccombono e ne vengono annientati…
tutti mi conoscano molto di più come tecnico, conoscitore di tecnologia e strumenti di creazione, ma nasco e vivo come artista, un creatore di emozioni… da sempre ho disegnato, illustrato, ritratti, immagini di fantasia con pastelli, acquarelli, tempere, aerografo fino alla scultura in creta, per passare alle forme viventi e in movimento con trucchi più o meno evoluti, scrittore, fotografo, filmaker, animatore, e chi più ne ha ne metta.

Mia madre era un’ostetrica, ma tante persone posseggono a casa loro i quadri a olio che realizzava durante le lunghe notti.
Mia madre aiutava le donne nel momento più difficile e complesso della loro vita, diventare madri, e allo stesso tempo usava il suo tempo libero per creare quadri astratti o figurativi, l’arte era un modo per lei per scaricare tensioni e emozioni.

I nostri genitori ci ha trasmesso tanti valori, tante passioni, ci hanno permesso di trasformare una passione nel lavoro di una vita, io nelle immagini, a mia sorella in qualcosa di molto più importante, lei salva vite umane, è un medico d’emergenza.

Per tutto quello che hanno fatto per noi, abbiamo il dovere di andare avanti, tener duro, e passato il dolore ricordarli, orgogliosi dei nostri risultati, ci hanno sempre aiutato a crescere e diventare delle persone adulte.

So che adesso è con papà, che sapeva illuminare la vita delle persone col suo sorriso, sono felici che ci guardano da lassù e guidano con la mano invisibile la strada dei loro nipotini Riccardo e Ginevra.

Vi renderemo sempre orgogliosi di noi.

 

 

File System essere o non essere

E’ tanto tempo che volevo scrivere due righe sui file system, sia perchè vedo che molti problemi sono causati dal un mal utilizzo degli stessi, sia perchè sento dire tante “frescacce” sui supporti che è venuto il momento di mettere i puntini sulle i… quindi le due righe diventeranno qualche pagina 😀 chi mi segue sa che non sono uno di poche parole, odio i post fatti per fare ranking, io scrivo perchè voglio essere utile e cercare di essere completo.

Cos’è un file system?

Quando utilizziamo un supporto, fisso o removibile, per scrivere su tale supporto il sistema operativo deve poter leggere una “struttura” nel supporto per organizzare i dati. Il file system serve a creare e gestire questa struttura. Immaginiamo che il file system sia un sistema di scaffalature con codici (settori), che ci permettono di organizzare i nostri dati in modo che sia facile sfruttare lo spazio e trovare i nostri dati.

Quando scriviamo un file immaginiamo che il contenuto del file sia un libro le cui pagine vengono messe sullo scaffale 1 (settore 1), se non basta parte delle pagine vengono messe sullo scaffale 2 (settore 2) e così via; quando scriverò il secondo file lui partirà dal primo spazio vuoto che trova vicino, e continua, fino al riempimento dello spazio.

Durante la scrittura il file system si preoccuperà di creare una lista di dati che ci permetterà di sapere, alla richiesta del file 2 in quali scaffali recuperare tutte le pagine del libro 1, in modo che durante la lettura e la ricerca del file sia facile trovare tutti i dati che compongono il libro.

Tutto questo in modo invisibile all’utente. Esistono decine di file system (che chi ha una certa età informatica come me, ne ha conosciuti diversi), anche se la maggior parte delle persone finisce con usare solo 3-4 file system nella vita di tutti i giorni :

ExfatNTFS per chi usa Windows
HFS+  APFS chi usa mac e quest’ultimo sotto iOs

I file system sono fatti da chi sa, sono a prova di errore…

Andate a leggervi come un errore di file system sia nella cancellazione che nella gestione del backup ha cancellato tutto ToyStory 2 in Pixar e poi tornate pure qui terrorizzati… sapendo che qui sarà il vostro computer a poter / voler danneggiare i vostri file.

io uso x non posso leggere o scrivere Y

Sono stufo di sentire stupidaggini su dischi, schede che non sono compatibili con uno o l’altro computer, e per partigianeria danno colpa al marchio  del computer, quando in realtà la mancanza di compatibilità è perchè il marchio (che tal ignoranti difendono) ha deciso che il loro file system è proprietario e quindi non rilasciando le specifiche per farlo utilizzare correttamente da altri sistemi operativi; sia perchè esistono driver gratuiti che a pagamento (10-12$ praticamente quello che la gente spende per una app per giocare o in un paio di giorni di cenere sprecata) per leggere e scrivere ogni mayor file system su ogni sistema operativo.
Ho computer con Windows 7 e 10, Linux e MacOs e leggo e scrivo da ognuno di essi ogni file system che mi serve, a dimostrazione che si può fare, ho messo i link per i rispettivi prodotti da acquistare, non hanno sponsor link, non ci guadagno nulla, ma salvo le mie orecchie dall’ennesimo mugugno degli ignoranti e dei pigri che non sanno aprire Google per cercare, ma vogliono sempre la pappa pronta … e so cucinare bene 😛

Perchè è importante conoscere che file system utilizzo?

Perchè il file system determina la robustezza o la fragilità delle famose “scaffalature” dove noi organizziamo i dati, e quindi se mettiamo troppi libri su scaffalature fragili tutto crolla, facendoci perdere i dati.

Troppe persone usano con superficialità i supporti e poi si lamentano come perdono i dati, si corrompono, e perdono il lavoro fatto. Sono le stesse persone che non controllano la robustezza degli scaffali o comprano una libreria in truciolato e pretendono di caricarla di libri, prima o dopo tutto crollerà addosso…

Come quando mia nonna riempiva l’armadio di vestiti e coperte e si lamentava che la roba spariva… aveva sfondato la schiena dell’armadio a furia di spingere e cadeva dietro l’armadio. Sui dischi non c’è un dietro, un file perso all’ 80% è perso perchè è danneggiata la sua struttura.

Sapere quale file system usiamo ci permette di conoscerne i limiti e le fragilità, e quindi usarlo al meglio

Ma io faccio video e foto, a che mi serve?

Se vi fate questa domanda SICURAMENTE dovete saperlo.

La maggioranza dei supporti per telecamere e macchine fotografiche usano il file system ExFat, sviluppato da Microsoft secoli fà (nel 2006) per supportare le memorie flash dentro il sistema Mobile windows CE, con mille fragilità e limiti legati alla sua età..

Usando questo tipo di file system è frequente che se non viene smontato correttamente  Windows al caricamento del supporto dirà che c’è un errore sul supporto e propone di correggerlo NON FATELO MAI!!!!!

Talvolta questo processo di “correzione” danneggerà l’indice FAT (l’elenco scaffalature e contenuti), mentre se voi non lo correggete potrete leggere correttamente i dati, e poi eventualmente riformattare il tutto.

ExFat (chiamato anche FAT64) era nato per superare il limite della Fat32, altro vecchio File System di Microsoft, che aveva il limite di supportare la registrazione di file non oltre i 4 gigabyte, e nell’ambito video è facile superare questi limiti.

Sapere che usiamo un File system vecchio e con limiti di diverso tipo nella struttura, soprattutto nel recupero dei dati in caso di danni, ci porta a fare più attenzione ai supporti e alla loro gestione.

come evito i problemi?

ExFat è semplicemente più fragile di altri FS, ed essendo il più diffuso per ridotte licenze d’uso da pagare (non perchè sia migliore come molti credono) è bene fare attenzione. I supporti vanno trattati con cura, qualunque file system si usi, bastano poche semplici operazioni per evitare ogni problema con essi.

Supporti rimovibili per
Telecamere, Macchine fotografiche, Droni, Cineprese

  • formattare in camera il supporto prima di usarlo [SEMPRE]
  • inserire e togliere i supporti a dispositivo spento [SEMPRE]
  • collegarlo a Windows e se chiede riparazioni NON ESEGUIRLE ma copiare i dati e poi formattare il supporto

se volete una spiegazione estesa dei perchè, ho scritto un articolo sulle buone abitudini sui supporti removibili ad uso audio video.

 

Hard disk esterni, chiavette, supporti generici

  • la prima volta che lo usate formattare il disco nel file system che potete gestire meglio:

     

  • Ogni volta che dovete scollegare il disco eseguite la corretta operazione di espulsione del dispositivo sia da windows che da mac, e attendete almeno 30 secondi dopo che windows ha dato il permesso di scollegare il dispositivo, spesso il sistema mente e ci sono ancora servizi che scrivono e leggono dal disco aumentando il rischio di danneggiamento della FAT (File Allocation Table).
  • Se collegate il disco ExFat ad un dispositivo Smart (smartphone, smart TV, Smart Box), o il dispositivo ha la procedura di smontaggio (Smartphone e tablet Android) oppure prima di scollegare il supporto si deve spegnere il dispositivo e attendere qualche secondo dopo lo spegnimento (alcuni smarttv tolgono corrente al pannello, ma il sistema sta ancora finendo lo spegnimento quando tutto sembra spento).

L’operazione di riparazione di Windows parte sia all’inserimento del supporto sia all’avvio del computer. Se lasciamo collegato un supporto esterno il lettore di schede con la scheda dentro, e si riavvia il computer, durante l’avvio Windows potrebbe arbitrariamente avviare il comando di verifica e riparazione del disco chkdsk, danneggiando la struttura della scheda.

Il comando dos chkdsk va riparare l’indice danneggiato (danneggiato secondo Windows) ma spesso invece che ripararlo lo “rattoppa” creando più problemi nella lettura dei file che soluzioni. Dato che esiste ridondanza di indici, il fatto che sia danneggiato quello principale

Spesso accade che tale comando venga eseguito anche con file system estranei danneggiando gli stessi, per tale ragione potrebbe essere utile disabilitare in modo definitivo il controllo all’avvio di Windows, in questo modo si esegue solo se serve e se si collega un supporto, per evitare danni involontari dall’avvio automatico, soprattutto oggi che Windows decide di riavviarsi per aggiornamenti anche con software attivi, durante il rendering di programmi di post e 3d ad esempio….

Se si vuole disabilitare in modo definitivo tale operazione si può agire da Registro

  1. Andare in start > esegui…, digitare regedit e premere il tasto Invio della tastiera.
  2. Recarsi nella chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CURRENTCONTROLSET\CONTROL\Session Manager
  3. Fare doppio click sulla chiave BootExecute
  4. Trasformare il valore autocheck autochk * in autocheck autochk /k:C /k:E * (dove “C” ed “E” devono corrispondere alle lettere delle unità dei dischi per le quali si vuole disabilitare il CHKDSK automatico).
  5. Riavviare il computer

Siete arrivati a questo punto dell’articolo e siete tra quelli che commentano:

  1. A me non è mai successo
  2. Non ho tempo da perdere…
  3. non ti credo, chi sviluppa e fa i prodotti sa quello che fa.

Le mie risposte più banali sono :

  1. Auguri, che non ti succeda mai
  2. Non avete tempo per aspettare i 30 secondi?
    andate su facebook, poi dopo mezz’ora vi accorgerete che lo smontaggio è avvenuto 29 minuti e 30 secondi fa 😛
  3. avete ragione a non credermi:
    1. non dovete credere a me.
    2. non dovete credete al popup che appare durante l’installazione o il primo avvio di tutti i sistemi operativi che dice che il prodotto è “as is” e non sono responsabili di eventuali danni a terzi.
    3. non dovete credere alle indicazioni di togliere e mettere le card a dispositivi spenti che ci sono in ogni camera, fotocamera, tv etc
    4. non dovete credere al disclaimer di ogni manuale di istruzioni che loro non sono responsabili del contenuto
    5. non dovete credere al disclaimer della confezione della scheda o dell’hardisk che non sono responsabili di eventuali perdite di dati e in caso di danno del prodotto accidentale al massimo vi ridaranno un supporto nuovo…

In realtà scrivo questo articolo perchè conosco troppe persone che hanno perso o rischiato di perdere dati per questo tipo di atteggiamenti, e spesso li ho aiutati nel recupero dei dati.

Il mio miglior augurio è che siate sempre nella prima situazione, quella in cui non perderete mai i dati o non vedrete danneggiati i vostri dati.

 

 

 

 

 

 

 

Mattebox serve?

Ho notato che l’autorevole sito Redshark, di cui abituale lettore, spesso presenta argomenti da me discussi in post due o tre anni prima, trovo lusinghiero di averli anticipati di così tanto tempo.

Oggi farò il contrario, ovvero utilizzo lo spunto di un loro articolo per rispondere ad una domanda che si riscontra spesso: serve veramente il Matte box?.

Cos’è e a cosa serve un Mattebox?

Il buon riporta un elenco di ragioni a cui mi rifaccio e aggiungo le mie considerazioni.

  1. Sembrare più fighi
  2. Proteggere dalla luce laterale le lenti ed evitare i flare non voluti
  3. Montare filtri.

e io aggiungerei

  1. Disciplinare l’operatore nel come preparare la camera
  2. Studiare la luce prima di premere rec
Sembrare più fighi (quando le dimensioni contano).

Potato Jet mostra in questo video come non sia il rig a fare l’immagine cinematica
ps. seguite il link, è uno youtuber interessante

Per qualche ragione (psicologica) ci sono degli elementi che creano associazioni mentali nella mente delle persone, il Mattebox è uno di questi elementi, Mattebox uguale cinema, professionalità.
Quindi una qualunque camera col Mattebox diventa professionale all’occhio del meno esperto, o del cliente.
In molti ambiti la rivoluzione digitale è stata uno svantaggio, perchè i clienti abituati a associare dimensioni della camera alla professionalità dell’operatore (dimensione maggiore = investimento economico = qualità di ripresa) si trovano scontenti nel vedere macchine sempre più compatte.

Un noto brand a metà degli anni 2000 aveva una serie di camere dedicate ai matrimonialisti e chi faceva filmati aziendali e industriali, ovvero le stesse identiche elettroniche, ottiche, controlli e sensori delle camere più compatte, ma professionali in un “vestito” più engine broadcast per chi aveva bisogno di mostrare ai clienti la dimensione della loro “professionalità”.

A metà degli anni 2010 si era rovesciata la tendenza, ci si poteva presentare con delle telecamere di buon livello, cineprese, ma se non avevi la VDSLR di tendenza … sembrava che avessi un giocattolo per le mani… il mondo è dell’apparenza, non della sostanza, nella maggior parte dei casi.

 

 

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