Carlo Macchiavello

Tutto è possibile

Category: Recensioni Hardware

BlackMagic VideoAssist 4k, un recorder, un monitor o cosa?

Blackmagic Design è una azienda molto strana, ha idee interessanti, ma impiega tempo a svilupparle correttamente, spesso passando attraverso prodotti che molti chiamano polemicamente beta, perchè non sono perfetti alla loro uscita, e purtroppo costano troppo poco per NON finire nelle mani di chi non apprezza ciò che può ottenere da certi prodotti.

Questa introduzione perchè ricordo bene la RedOne che surriscaldandosi durante le riprese si bloccava sul più bello, o la prima versione della Alexa che registrava solo in prores fullHD, senza audio perchè pur avendo gli ingressi audio il firmware non prevedeva nessuna opzione di registrazione audio interna, nè era pensabile di registrare in raw o in 2k, pur avendo un sensore che lo permetteva…

e mi fermo su nomi blasonati come questi, perchè altrimenti l’elenco sarebbe infinito, ma questo tipo di prodotti sono sempre stati abbastanza costosi da finire in mano a professionisti, che invece di fissarsi sui piccoli difetti di gioventù dell’hardware ne usavano tutti i pregi di questi splendidi prodotti.

Blackmagic Design ha prodotto hardware professionale a prezzo consumer, e come tale ha pagato il prezzo di finire in mano a gente che si lamenta di funzioni mancanti, quando non hanno neanche letto le 14 pagine del manuale base, dove sono indicate le funzioni che cercano… ma preferiscono scrivere e perdere giorni su forum facebook etc a lamentarsi della mancanza di funzioni presenti… Persone pronte a lamentarsi del mancato funzionamento di questa scheda o dell’altra, quando sia sul sito che sul manuale è specificato che per funzionare è necessario un determinato chipset o un determinato hardware a cui collegare tali prodotti…

La mia scelta di Blackmagic è fatta per la stessa ragione di tante altre persone, posso permettermi di acquistare questo tipo di prodotti e non la fascia superiore, conoscendo limiti e potenziale di tali prodotti. Spesso si scopre come un produttore intelligente come Blackmagic Design possa offrire dei prodotti a costi molto popolari, alle volte con qualche limite, ma sicuramente meglio di tanti altri.

Si deve fare una scelta, tra pro e contro di cosa si può comprare o no.

Di recente ho avuto modo di mettere mano su un prodotto molto chiaccherato, il VideoAssist 4k, parliamo di un recorder UltraHd in prores e dnxHD/HR con monitor FullHD da 7 pollici, con una ricca dotazione software per gestire le diverse situazioni in cui diventa molto importante avere un monitor di qualità e un recorder video.

Pur non essendo perfetto non esiste concorrenza a questo prodotto al di sotto dei 1000 euro che permetta :

  • registrazione in 4k prores e/o dnxhr o fullHD su doppia scheda
  • monitor fullHD di buona qualità per fuochi con focus assist
  • ingressi e uscite sia SDI che HDMI con conversioni attive

Avendolo usato per diversi giorni nelle riprese di un documentario posso dare un parere più che positivo per il prodotto che è, pur avendolo usato prettamente come monitor per il fuoco e controlli varii di esposizione e immagine, pur non avendo in quel momento le ultime features aggiunte con l’ultimo update firmware, ovvero le lut di preview e i falsi colori per il controllo dell’esposizione.

Usando spesso diversi tipi di monitor devo dire che mi sono trovato più che bene, ha fatto il suo lavoro e ho scoperto delle interessanti funzionalità che spesso non sono messe in risalto.

Con l’ingresso SDI da una camera è possibile comandare via remoto la registrazione, per cui usare la camera master come trigger di registrazione tramite l’sdi e quindi avere sia una copia del girato con sincrono del time code (se la camera lo manda via sdi), sia creare dei proxy o dei filmati da usare come giornalieri per la visione del materiale senza richiedere conversioni e/o sviluppi dal raw girato in camera. Ad esempio dalla Bmpc4k è possibile via sdi creare una copia proxy dei girati sincronizzati sul VA4K, e quindi avere un girato raw e immediatamente dei proxy su cui lavorare in prores o mxf per avid.

Il Videoassist 4k viene alimentato da due batterie LP-E6 (standard di molti monitor) ma anche da un ingresso 12v, e fin qui nulla di nuovo, ma molti non sanno che quando si collega l’alimentazione esterna il sistema ricarica le due batterie in contemporanea anche se il prodotto è in uso, il che significa che possiamo sia caricare le due batterie senza mai scollegarle dal monitor, sia usarle come batterie temporanee quando lavoriamo lontano da camera (nel caso sia montata su un jib), e poi ricollegare il tutto e muoversi solo con le batterie del monitor e della camera nel caso si abbia bisogno di essere più leggeri in situazioni di ripresa particolari. Con il prodotto spento con il suo alimentatore connesso è in grado di ricaricare entrambe le batterie in circa 70 minuti, per cui lavorando o con due coppie di batterie o collegandolo alla batteria della camera si può avere una autonomia continua senza problemi particolari.

Utilizzando le Lut possiamo previsualizzare diversi tipi di visualizzazione delle immagini, sia gestire una preview nel caso si voglia girare per una color particolare o in bianco e nero e avere una percezione migliore di ciò che potremo estrapolare nella finalizzazione del prodotto.

Miti e leggende

Ha un consumo esagerato delle batterie …

con 2 batterie da 1300 mhA  in registrazione, in semplice monitoriale, con o senza lut applicate ha una autonomia tra i 60 e i 70 minuti di attività continua.

Considerata la dimensione esigua delle batterie e la dimensione e la luminosità del monitor (7 pollici) è un piccolo miracolo, se volete maggiori autonomie ci sono anche LP-E6 da 2000 mha oppure batterie più serie a cui collegarlo andando avanti ore. Usandolo con la 12v della mia g-mount non mi accorgo del problema della durata delle batterie, e chi si fa il problema, sicuramente ha preso il prodotto sbagliato, perchè se si spendono 1000 euro di monitor / recorder non si può lesinare su batterie da 30 euro la coppia (Patona) per un ora di lavoro.

Ha una dominante verde nell’immagine

verissimo, sono convinto che chiunque usi i colori di un monitor e non strumenti tecnici per analizzare esposizione e colore non lo giudico un professionista.

Comunque lo trovo un problema relativo, ho sviluppato in pochi minuti una lut che annulla in modo più che soddisfacente tale dominante, che vale sia per la versione da 5 che da 7 pollici, come si può vedere nell’immagine a lato.

Certamente se ci fossero i controlli di temperatura e tinta all’interno del monitor forse, e sottolineo forse il problema sarebbe facilmente annullato, ma è anche vero che ricalibrare un monitor su temperatura e tinta se non si usano strumenti e target adeguati è comunque un’operazione molto effimera, per cui probabilmente usare una lut comporta anche adeguarsi ad un certo livello di qualità e preparazione tecnica sulla gestione del colore.

Ha difficoltà con i flussi PsF

e chi non ne avrebbe… battute a parte, quando si manda un flusso progressivo in uno streaming interlacciato i problemi nascono a non finire in ogni tipo di apparecchiatura. Questo problema nasce sulle apparecchiature prosumer dove per poter vedere correttamente su ogni televisore il girato progressivo viene incapsulato in un flusso interlacciato per essere sempre compatibile, questo mette in crisi l’ingresso di molti dispositivi, VA compreso. Altri recorder equivalenti MOLTO più costosi come gli Atomos prevedono di gestire anche i flussi psf, ma oggi se uso una camera che mi butta fuori un flusso del genere dovrei esserne cosciente, quindi non compro il video assist.

Con le video reflex ha problemi a leggere il segnale

mah… diciamo che se un prodotto esce con un segnale standard, lui può registrare e visualizzare le immagini correttamente, per test è stato collegato a diverse dslr panasonic e sony con ottimi risultati, con canon 7dmkII (ufficialmente una delle poche con uscita video pulita fornita da canon), diverse canon dslr con magic lantern per abilitare una uscita hdmi pulita, non castrate dal firmware originale, e non ci sono stati problemi di registrazione, anzi…
mi sono divertito a collegare anche l’uscita di una HV30, vecchia HDV canon, che ha potuto esprimere tutto il suo sensore fullHD castrato all’epoca da registrazione HDV a basso bitrate. In generale se si offre un segnale non protetto da una sorgente compatibile agli standard indicati sul manuale pdf e sulle specifiche del prodotto, va tutto bene.

Non va bene con tutti i cavi SDI

mah… diciamo il contrario, forse parliamo di usare cavi non adeguati… per quanto riguarda i segnali FullHD ho gestito tranquillamente il VA con SDI di bassissimo costo e cavi coassiali da computer da 10m senza difetti o sganci, se si parla di segnale in 4k allora è il cavo a fare la differenza, perchè il cavo non di qualità l’elemento castrante e non il video assist a non essere compatibile.
Il fatto che SDI utilizzi un tipo di connettore usato anche in altri ambiti, con una forma storica e forse ricorda prodotti antichi, non significa che i cavi, le impedenze etc siano stati aggiornati per supportare flussi dati più importanti come quelli del 4k. Si torna al discorso iniziale, se si lavora con un prodotto di un certo livello anche batterie, cavi, cablaggi etc devono essere in linea altrimenti si rompe la catena della qualità.

Insomma per concludere prima di una breve carrellata tecnica, prodotto promosso oggi a pieni voti, per la fascia di prezzo offre features e qualità inarrivabili.

Specifiche tecniche :

  • Ingresso e uscite video SDI
  • Ingresso e uscite video HDMI
  • MiniXLR per ingressi audio bilanciati di alta qualità
  • Alimentazione sia tramite due batterie standard Canon LP-E6 oppure 12v da alimentazione esterna
  • Doppia SD ad alta velocità per la scrittura continua di file audio video
  • Registrazione ProRes e DnXhd/hr in vari container.
  • Touchscreen FullHD con zoom centrale per il fuoco
  • Porta Usb per upgrade firmware e caricamento lut.

 

Specifiche Software del VideoAssist

  • Strumenti di analisi video
    • istogramma del segnale entrante
    • zebra per esposizione
    • focus assist a tre colori e più livelli
  • Guide di diverso tipo per gestire il framing e l’inquadratura
  • Supporto di Lut di preview (6 slot di 6 differenti lut)
  • Falsi colori per verificare l’esposizione

Pro e contro del prodotto

Contro

  • leggera dominante verde del monitor, che naturalmente non viene registrata, prontamente neutralizzabile con una semplice Lut
  • con una coppia di batterie EP-L6 (marca Patona 1300mha) abbiamo una autonomia di circa 64 minuti di registrazione continua, o monitoraggio continuo, quindi se si lavora a batteria è importante farsi una piccola scorta di batterie o usare una batteria esterna, personalmente lo alimento con la batteria della camera, una 170W quindi il problema di alimentazione non sussiste.
  • ha un certo peso (avendo un corpo in metallo per dissipare la temperatura)
  • non ha di serie un paraluce, per cui si deve ovviare con prodotti di terze parti

Pro

  • Ottimo Monitor SDI FullHD al prezzo di un monitor Hdmi
  • Recorder UltraHd in vari formari e codec a 10bit con codifica 4:2:2
  • Zoom centrale su segnale 4k, quindi zoom 1:1 ottimo per il fuoco su situazioni complesse
  • Focus Assist con peaking a diversi livelli e di diversi colori per coprire ogni tipo di situazione
  • 6 slot per Lut di preview
  • False Color per controllare l’esposizione delle immagini.
  • Capacità di ricarica delle batterie durante l’uso del prodotto o da spento

E per concludere… un piccolo regalo per tutti gli utenti del video assist e video assist 4K, un lut pack molto utile 😀

LutsPackv01

Qui dentro troverete diverse lut per :

– iso standard semplice lut di correzione colore eliminando la dominante verde
– 1600 emulazione di una immagine a 1600 iso dall’originale 400 iso per aiutare la messa a fuoco nelle riprese lowlight
– 3200 emulazione di una immagine a 3200 iso dall’originale 400 iso per aiutare la messa a fuoco nelle riprese lowlight
– 6400 emulazione di una immagine a 6400 iso dall’originale 400 iso per aiutare la messa a fuoco nelle riprese lowlight
– BN una simulazione dell’immagine in bianco e nero con una elaborazione ricca delle tonalità.

Le emulazioni sono state realizzate fotografando le stesse immagini e tabelle gretag con una BmPc4k e una Sony A7r, ed elaborando i raw tramite Resolve per ottenere lo stesso tipo di tonalità e luminosità delle immagine della Camera bmd come la Sony.

Un buon filtro ND variabile Genustech Eclipse

71SPYgEAUVL._SL1500_Pur essendo un amante dei filtri a lastra, ammetto che un filtro ND variabile di ottima qualità può essere molto utile, soprattutto se si hanno macchine molto sensibili, e durante il giorno una macchina a 400 iso è ESTREMAMENTE SENSIBILE…

Dopo aver studiato in giro molti siti, review etc, ho scelto il Genustech Eclipse.
La recensione che mi ha convinto è quella del filmaker tedesco Frank Glencairn. In cui vede il confronto tra il Genustech Eclipse e l’Heliopan.

Cos’è e a cosa serve?

Un filtro Nd serve a ridurre la luce, il filtro ND variabile è una coppia di polarizzatori che ruotando uno rispetto all’altro riducono progressivamente la luce passante di diversi stop in modo graduale. Ruotando una parte del filtro si riduce o aumenta la quantità di luce che passa, mentre un filtro a lastra ha valori fissi di passaggio della luce.

Perchè è meglio di un filtro a lastra?

Perchè migliora la gamma dinamica dell’immagine! Il filtro ND variabile essendo un polarizzatore va a tagliare le alte luci, prima le alte luci delle medie, mentre un filtro a lastra abbassa la luce in generale, quindi usando un filtro ND variabile abbiamo la possibilità di controllare ancora più facilmente la luce in ingresso per una parte dell’immagine senza chiudere le ombre.
Inoltre potendo decidere in modo più preciso quanta luce togliere con la rotazione, è possibile dosare meglio la luce, evitando di comprare troppi filtri a lastra, e allo stesso tempo togliere troppa luce quando non si ha un filtro neutro intermedio tra due.

Perchè è peggio di un filtro a lastra?

perchè essendo un polarizzatore potrebbe togliere alcune alte luci (riflessi), che potrebbero essere utili per dare maggior tridimensionalità alle immagini, è parte della sua natura.

Alcuni filtri variabili possono introdurre degli effetti di moires, non è questo il caso.

La soluzione banale (come indica Frank) è accoppiare il filtro a un polarizzatore senza cristallo (solo la cornice), quindi si ruota il filtro ND per decidere la luce che serve, poi ruotando il secondo filtro collegato si orienta il filtro ND in modo da non togliere i riflessi di luce che ci danno fastidio. Quindi tutti i vantaggi senza gli svantaggi.

Perchè lo ho scelto?

perchè è il meglio che potevo scegliere ad una cifra più che onesta.
Il filtro mostra un’ ottima nitidezza anche a chiusura massima, nessun inquinamento cromatico evidente, non fornisce difetti visivi come il moires che viene introdotto da altri filtri come l’Heliopan, quindi per meno di 150 € è un ottimo prodotto.

Perchè non si deve comprare una BlackMagic Cinema Camera :-D

bmcNOMolti di noi, acquistato un nuovo giocattolo diventano un piccolo “evangelist”, termine tanto caro al marketing americano per definire quelle persone che impongono un oggetto, uno strumento decantandone lodi così tanto intensamente da farli diventare miracolosi, persino quando non lo sono, o esaltando proprietà e valori che sono presenti negli stessi identici prodotti della concorrenza, ma la loro capacità sta nel far vedere che queste capacità miracolose le hanno solo i loro prodotti, distorcendo la realtà.

Personalmente ho superato quel periodo da almeno 20 anni, a me interessa il risultato, per questo motivo se trovo uno strumento più interessante cambio, non sono legato a marchi o prodotti, nè mi pagano per pubblicizzarli, e anche quando lo ero, lavorando come demo artist, imparai che l’onestà nel presentare punti deboli e punti forti del prodotto mi distinse dagli altri, perchè non volevo imporre il prodotto, ponevo in evidenza la realtà e lasciavo a chi doveva acquistare la scelta, nel tempo ha sempre dato ottimi frutti.

Perchè tutto questo discorso? Perchè essendo passato a Blackmagic come corpo macchina in tanti non comprendono la mia scelta, e oltretutto non ne parlo in modo esageratamente positivo, come se non volessi farne l’evangelist, mentre quelli che conosco devono per forza imporre le loro scelte agli altri… li pagassero almeno… ma fa parte dell’animo umano, è stato addestrato a pagare e non essere pagato per tifare :-PP

Per questo motivo amici e conoscenti utilizzatori delle videoreflex aguzzate le orecchie e leggete tutti i motivi per cui non dovete comprare una Blackmagic Cinema Camera, vi farebbe male, lavorereste scomodi e tutte le vostre abitudini sarebbero sconvolte, e soprattutto usandola poi si inizia a pretendere di più, tutto quello che non siete abituati a fare normalmente.

  1. tranne la pocket Non hanno la batteria intercambiabile, per cui dovete attrezzarvi con una o più batterie esterne, perchè per lavorare ha bisogno di tanta corrente.
  2. NON ha un sensore full frame, quindi normalmente con le lenti fotografiche si deve gestire un minimo di crop, equivalente al formato APS-C.
  3. NON ha il fuoco automatico continuo, per cui si lavora con il follow focus o con i fuochi manuali dopo aver preso il fuoco col bottone focus.
  4. Il formato di qualità più bassa che può registrare è il Prores Proxy, che occupa un sacco di spazio sui dischi, figuriamoci in raw…
  5. La qualità così alta crea file molto nitidi e puliti, quindi si è costretti ad usare lenti di ottima qualità, filtri di qualità e tutta l’attrezzatura va upgradata molto per alzare la qualità.
  6. Si lavora con solo un iso reale, 400 o 800 iso, gli altri sono fittizzi, e pochi, di solito 200-400-800 e alcune hanno anche il 1600 iso, se deve fare come con la pellicola, aggiungere luce, perchè… notizia sconvolgente, la pellicola cinema più sensibile è 500 asa!
  7. I supporti sono SSD ad alta velocità quindi costosi per registrare il girato.
  8. Non si possono cancellare le clip in camera, per evitare frammentazione del disco e cancellazioni errate, come nelle cineprese digitali professionali.
  9. La normalità è girare in raw log, quindi poi per usarlo dobbiamo imparare a sviluppare le immagini e fare un file proxy di lavorazione, pensare di montare direttamente il raw richiede risorse molto molto grandi.
  10. il monitor è fisso sulla camera non orientabile, come la 5d… è un problema…
  11. Il monitor prevede solo uno zoom 1:1 e pochi controlli, quindi fondamentale avere un monitor esterno, per fare fuochi e tutto il resto.
  12. Non ha automatismi di nessun tipo, dobbiamo imparare ad esporre, a fare il fuoco, a sapere come si lavora…
  13. Non si applica il denoise in camera, se esponiamo male e abbiamo rumore dobbiamo toglierlo in post
  14. Ha un corpo massiccio e pesante, quindi va riggata e applicata su cavalletti, bracci e slider di livello più alto per supportare un maggior peso e gestirlo al meglio
  15. Non scatta fotografie, quindi dovete usare una macchina fotografica o vi accontentate di frame estratti dai soli 8.9 mpx raw, come si faceva 5-7 anni fà.
  16. ha un microfono orrido solo per un audio buono per fare il sinc, ma nasce per usare audio esterno, infatti ha due ingressi mono bilanciati per entrare con un audio esterno professionale
  17. non ha un filtro ND integrato, lo si deve gestire esternamente…

insomma un sacco di brutte cose per gestire per chi è abituato alle dslr e alle telecamere… evitatela, poi finite col capire come si girano i film, perchè si deve pensare prima di girare ore di materiale a caso, illuminato male, di fare fuochi a caso che stanno davanti o dietro i soggetti e un sacco di altre cose…

il mio commento è naturalmente ironico, visto che ogni giorno i professionisti lavorano in questo modo per realizzare i film che ci colpiscono ogni giorno, e la maggior parte di questi commenti si adattano anche alle cineprese digitali più blasonate. Il più grande problema delle camere Blackmagic è il basso costo, quindi le prendono persone abituate al run & gun delle dslr o delle telecamere e si trovano di fronte ad una cinepresa, che è un prodotto nato con scopi diversi e finalità diverse di lavoro, che richiede operatività e conoscenze diverse. L’incomprensione che nasce da ciò è spesso causa della cattiva fama delle stesse. La mia riflessione è banale, se le usano su grandi set (e non solo come crash cam) vuol dire che hanno ragione di esistere anche ad alto livello.

Blackmagic Production camera 4k

designLe camere Blackmagic dal 2012 stanno sconvolgendo il mercato, dopo la prima 2.5k con un sensore s16 l’azienda ha lanciato diverse altre camere per affrontare diverse fasce di prezzo, fasce di produzione, ambiti di lavoro.

Per una serie di combinazioni fortunate ho per le mani una BMP4K che mi sta dando tante soddisfazioni in tanti ambiti, da quello più complesso a quello più semplice della ripresa in stile camera ENG.

Su queste macchine sono nati tanti miti, sia perchè sono apparentemente “economiche ” (la 4k costa poco più di una 5d MKIII) e quindi accessibili anche ai newbey del cinema, sia perchè molte persone hanno avuto la pretesa da una Cinema camera come una telecamera amatoriale, ovvero tutta in automatico, avendo risultati poco entusiasmanti.

Essendo più economica di una controparte come Red o Arriflex tante persone hanno potuto acquistare la camera, ma senza la preparazione, o la voglia di imparare ad usare una Cinema camera, ovvero un prodotto che nasce per il cinema, con tutto ciò che ne consegue.

Il fatto ironico è che la maggior parte dei difetti che vengono imputati alla camera sono gli stessi che si possono trovare su camere professionali da una decina di volte il suo prezzo, ma in quel caso non si trovano tanti lamenti, ma al contrario si guarda l’estrema qualità che offrono queste macchine. Il problema vero è solo ignoranza sul prodotto, sul tipo di prodotto che gli utenti hanno per le mani, quindi si cercano funzioni o automatismi tipici dei prodotti amatoriali o semiprofessionali che non esistono sulle cineprese digitali.

Mito 1 : economica = non professionale

Molte persone sentendo il prezzo di base della camera la scambiano per una fotocamera e quindi la considerano più un giocattolo che una cinepresa. Partiamo dal fatto che la camera da sola non serve a nulla, quindi oltre alla camera si deve investire una cifra superiore a quella della camera stessa per renderla operativa aggiungendo ad essa come minimo le seguenti componenti :

  • cage per gestire l’ergonomia della camera >150€
  • supporto batteria v-lock o g-mount > 150€
  • batteria g-lock v-mount 100 w > 200€
  • microfono pro >200€
  • recorder esterno / amplificatore audio > 300€
  • ssd certificato 480gb (20 min raw -> 4 ore proresHQ) 250€
  • zoom luminoso serio stabilizzato 2.8 minimo > 1200€
  • Filtro ND variabile serio (per esposizione corretta) 200€
  • Filtro IR per gestire IrPollution in situazioni complesse 180€
  • cavalletto base ma stabile >750€

quindi l’investimento minimo è di circa 7000€ ben oltre la classica vDSLR o la telecamera media base, per cui proprio giocattolo non la definirei…

Se poi una persona vuole lavorare con più qualità, a questi elementi si devono aggiungere :

  • Monitor serio SDI in Hd >500€
  • Filtri ND a lastra pieni e sfumati
  • Lenti prime 35mm-50mm-85mm-135mm  >400€ per lente

Però chi arriva dal mondo Run&Gun delle VDSLR non si rende conto che si devono prendere un minimo di accessori ed elementi per rendere operativa la camera, nè accetta che se si vuol passare dalla serie C alla serie B si deve investire non solo soldi, ma anche tempo, studio, esperienza per usare al meglio il nuovo mezzo.

Mito 2 : la batteria dura poco e non si può cambiare

Molte persone che vengono dalle telecamere amatoriali o dalle fotocamere sono perplessi da questa scelta, che è comune nel mondo professionale, perchè la batteria interna non è una batteria da produzione, ma di sostegno, ovvero serve a mantenere operativa la camera quando si passa da una batteria esterna all’altra.

Le camere professionali usano sempre e solo batterie esterne, perchè montare una batteria interna di grande capacità appesantirebbe troppo la camera, e la renderebbe troppo ingombrante. Al contrario in caso di uso di Gimbal o strumenti in cui serve la camera più “free” la batteria interna consente in tante situazioni di agire dove una normale cinepresa sarebbe troppo ingombrante con una batteria aggiuntiva.

Mito 3 : ha pochi iso, non va bene per le situazioni LowLight

Le camere Blackmagic Design nascono con poche simulazioni di iso, solitamente 200-400-800 e alcune hanno anche il 1600 iso.
La scelta tecnica è evidente per una persona che ha sempre lavorato con la pellicola, mentre è incomprensibile per chi arriva dal video.
Un sensore, tranne che per alcune eccezioni, ha solo una sensibilità, mentre le altre sono solo elaborazioni digitali delle informazioni catturate dal sensore.

La BMPC4K è una camera che nasce a 400 iso, dove esprime il meglio della gamma dinamica, quando si lavora in low light

porto di santa margherita ligure di notte

Esempio di shooting a 400 iso

BMD ha fatto la scelta più efficace, catturare tutto il possibile dal sensore e poi decidere in post con calma quanto tirar su, come e quanto ridurre rumore, etc.
Per la simulazione dei diversi iso ho approfondito i vari principi di lavoro in un altro articolo.

Il vero problema di avere pochi iso disponibili nella scelta (che quasi nessuno in realtà vede, ma è reale) quando si riprende in lowlight, potendo solo arrivare a 800 iso come simulazione, diventa più difficile fare il fuoco manuale, anche con il focus peaking, mentre in camere dove abbiamo la simulazione di iso maggiori, è più semplice vedere per mettere a fuoco con poca luce, mentre con la BMPC4K o si ha un monitor esterno con lut e simili o diventa complicato, ma si fa, come si è sempre fatto con le cineprese in 100 anni di cinema, non a caso nel cinema a lato cinepresa c’è un misuratore di distanza digitale per i fuochi.

Mito 4 : produce file troppo grossi da usare

beh questo è il mito che mi fa più ridere… si compra una cinepresa digitale per avere qualità e poi si pretende che registri dei file compressi come l’h264 o h265… rovinando tutta la qualità che può offrire…

Comunque oltre al Raw, che effettivamente richiede spazio e potenza per lavorarlo la stessa camera può registrare in diversi formati prores molto più parchi nello spazio occupato pur mantenendo una qualità molto alta.

Dal 4k si può passare al formato fullHD che è di ottima qualità perchè è un downsampling del segnale 4k che arriva dal sensore, quindi con un dettaglio e una nitidezza incredibili occupando comunque uno spazio ragionevole.

Se si spende 7000 € per una camera e poi non si spende qualche centinaio di euro per gli hard disk del girato… cambiate mestiere…

Mito 5 : non scatta fotografie

Per forza è una cinepresa!!! se è per quello non va su internet, e non fa un buon espresso…
anche se la maggior parte delle telecamere scattano fotografie, spesso di qualità non eccelsa, non è molto assennato comprare una cinepresa per scattare fotografie…
E’ un commento fatto da chi arriva dalle vdslr, e mi lascia perplesso… a quel punto potrei rovesciare la domanda, se compri una fotocamera da 2500 euro perchè non fa bene i video in fullHD e 4K (A7 series esclusa) ?

Comunque se una persona volesse usare la BMPC4K come fotocamera, e si adattasse ad una ergonomia non adatta a questo scopo, basta mettere la camera in modalità raw, scatto in timelapse a 1minuto, e usare il bottone d’azione anteriore per lo scatto.

Di contro si può pensare alla BMPC4K come una delle poche fotocamere al mondo da 8.6 megapixel che può scattare raffiche di 30 fotogrammi al secondo per lo spazio disponibile sulla memoria, cosa che nessuna dslr può fare…

Personalmente ho una fotocamera per fotografare, una cinepresa per riprendere, ad ogni oggetto il suo scopo dove si esprime al meglio.

Mito 6 : ha un sensore piccolo per sfuocare

La BMPC4k ha un sensore s35 standard come Alexa e Red, quindi nel formato 35mm cinematografico, con le ottiche si comporta esattamente come si comporta una cinepresa di fascia alta; la ricerca dello sfuocato ad ogni costo è una moda moderna nata con le riprese fatte con le fullframe, dove la profondità di campo viene ridotta in modo esagerato e incontrollabile.

Un sensore troppo grande impedisce l’uso di ottiche più veloci e costringe a usare iso maggiori con perdite di qualità e controllo in ripresa.
Non è un caso che il cinema sia stato per la maggior parte delle sue incarnazioni un formato 35mm, mentre il formato 70mm è sempre stato relegato a poche produzioni e in situazioni più particolari. Una dimensione di piano focale troppo grande costringe l’uso di diaframmi molto chiusi per poter gestire agilmente la profondità di campo sia nello statico ma soprattutto in movimento.

Se volete approfondire il discorso dei formati della pellicola e dei sensori potete leggere questo articolo, mentre a riguardo dei vantaggi e svantaggi dell’uso di sensori di dimensioni grandi e piccole le trovate in questo altro articolo. Con l’esclusione di Barry Lindon dove Kubrick fece fare delle lenti apposite molto veloci, si tende a usare diaframmi più chiusi per non far impazzire i fuochisti e avere spazio di movimento.

Mito 7 : non ha un Nd integrato

Solo le telecamere hanno filtri ND integrati e non sempre di alta qualità, Blackmagic ha fatto una scelta ben precisa, ottimizzare i costi creando un corpo macchina cinema, con le logiche del cinema, nessun Dop serio userebbe un Nd interno se può scegliere un Nd esterno, magari sfumato e di qualità molto più alta.

Allora lo stesso tipo di difetto lo si può imputare  a macchine più costose come Red o Alexa, ma nessuno sembra lamentarsene…

Mito 8 : non si possono cancellare le clip, riempirò il disco subito

vero, anzi verissimo, perchè come in altre camere professionali è impedita la cancellazione per due ragioni tecnico pratiche molto importanti :

  • si evitano cancellazioni accidentali di clip da parte dell’operatore o altre persone attorno alla camera
  • si evita la frammentazione del supporto con continue cancellazioni di clip e riscritture. Fondamentale quando si registrano dati raw a quasi 20 gb al minuto…
    La frammentazione causerebbe sicuramente rallentamenti nella registrazione, e/o fotogrammi saltati durante la registrazione

Il problema di riempire i supporti è proprio relativo ai videomaker, o chi è nato col nastro (me compreso) perchè abituati a supporti molto economici si tende a sprecare registrando il superfluo, e quasi a caso nella speranza di azzeccare qualcosa di migliore nel riprendere di più.

Nel cinema non si possono registrare di nuovo le pellicole, si impressionano una volta sola, se si sbaglia, si butta la pellicola… Usare gli ssd con le Blackmagic Camera segue lo stesso principio, non si butta nulla, ma prima di fare una ripresa una persona deve pensarci bene e fare al meglio.
Più che un limite lo vedo come l’opportunità di lavorare al meglio per quello che si vuol fare, per imparare a inquadrare e riprendere meglio.

Mito 9 : è una camera rumorosa

Per fortuna.. come lo sono anche Alexa e Red quando non sono esposte correttamente, o una pellicola sottoesposta… La camera nasce IN TUTTO e per TUTTO una camera votata alla postproduzione, e la riduzione rumore è un processo da fare BENE in postproduzione, farla in registrazione è una necessità delle riprese Run&Gun, ma nel cinema si cattura il materiale al meglio e poi solo dopo si andrà a manipolare, campionare e rimuovere il rumore scegliendo per ogni inquadratura i settaggi migliori, senza perdere di definizione.

Inoltre è importante sapere che la camera è una macchina che deve lavorare in ETTR, ovvero una camera che si espone guardando l’istogramma e spostandolo dal centro a destra, fino al limite della saturazione, in modo che si avrà l’immagine più pulita e definita possibile.

L’esposizione ETTR che molti fotografi già conoscono, sia moderni che utilizzatori della pellicola, spesso è poco compresa dagli utilizzatori classici di camere e telecamere.

Il concetto è molto semplice, per avere una immagine pulita senza rumore si deve offrire un minimo di xx informazioni luminose, quindi si apre il diaframma, si illumina, si gestisce l’esposizione per far si che le parti più buie abbiano più luce possibile senza mandare in saturazione le alte luci, poi in post si riportano le informazioni dell’istogramma nella posizione corretta, con la differenza che saranno più pulite.

Dato che sia il raw che il prores 10bit offrono maggior spazio di azione, registrare immagini sovraesposte (ma non clippate) offre la possibilità di catturare immagini più pulite, che verranno equilibrate a posteriori.

C’è un interessante articolo sull’ETTR sul blog di un filmaker molto in gamba Tom Majersky, per comprendere bene come funziona e come usarlo al meglio.

Mito 10 : non registra l’audio bene

La camera nasce con un micro microfono giusto di riferimento, poi ha due ingressi audio bilanciati per introdurre un segnale audio stereo di qualità. grazie ai ricenti firmware (dell’ultimo anno) è stata ottimizzata per registrare da microfoni esterni o attraverso recorder esterni un segnale audio di più che discreta qualità, visto che comunque cattura audio a 24bit 48 khz… Volendo si può collegare un microfono direttamente agli ingressi bilanciati, ma come per molte altre camere è meglio mettere in mezzo tra microfono e camera un amplificatore di segnale, o personalmente ho fatto la scelta di un recorder esterno Tascam dr-70, che fa sia da amplificatore che da recorder a 24bit 96khz, con canali separati (4) per cui ho sia una buona copia in camera dell’audio per il sinch automatico, sia un sistema di cattura e audio di alta qualità.

Potrei girare l’affermazione dicendo che tranne le vdslr panasonic le altre vdslr hanno un audio scarso e spesso non hanno neanche l’ingresso per l’audio serio da microfoni esterni…

Quali sono invece le informazioni che molti non sanno, e che invece sarebbe importante che i futuri acquirenti di una camera del genere dovrebbero sapere?

  • la camera nasce con lcd posteriore a bassa risoluzione per una visione veloce e il controllo touch delle funzioni, avere un monitor esterno di qualità per fuoco e gestioni generali è fondamentale.
  • la camera nasce per fare riprese votate alla post, se la si vuol usare Run&Gun esprime il suo meglio in FullHD proresLt dove tra scalatura e compressione il rumore è sparito nella maggior parte delle situazioni, e usando la curva Film si lascia ancora spazio alla post colore, mentre se si usa la curva Video, si ha già immagini di ottima qualità per montarle e usarle direttamente, essendo comunque dei file a 10bit.
  • per registrare un audio buono è fondamentale introdurre un segnale di un microfono amplificato direttamente o con un amplificatore intermedio beachtek o simili, come si fa con le dslr, per avere un buon rapporto segnale rumore
  • non tutte le ottiche canon compatibili sono supportate completamente, in particolare quelle che non hanno acquisito da canon gli schemi di costruzione delle ottiche e dell’elettronica, ma hanno fatto reverse engeneering (non faccio nomi, ma nell’ambiente e con una ricerca google si scopre), in quei casi la stabilizzazione potrebbe non essere supportata, come anche il fuoco automatico o il controllo diaframmi. Con l’uso delle ottiche native canon in generale si ha compatibilità quasi totale.
  • nascendo come cinema camera, anche riggata, è comunque una camera massiccia e che per le riprese in movimento richiede un certo tipo di attrezzatura per essere “mossa” in libertà.
  • il meglio dello sviluppo dei file avviene con DaVinci Resolve, che viene fornito in licenza full con la macchina, in particolare i file raw, ciò che si può estrarre dai file raw con davinci, per quanto si usino altri software evoluti, non si estrae tutta la gamma tonale, e comunque non con la stessa semplicità e pochi click.
  • come indicato nel mito 9, si deve sapere come va esposta, ovvero dato che il sensore lavora come la pellicola, si deve saper gestire al meglio il tutto, per poter estrapolare il massimo della qualità, se l’esposizione viene gestita in modo normale il sensore non riceverà il massimo della luce che serve e quindi i risultati saranno sempre di qualità più scarsa. Questa camera preferisce lavorare in ETTR, se non si applica questo sistema di esposizione le immagini saranno oltre che più piatte, più rumorose di quello che serve, inutilmente, meno dettagliate e povere d’informazioni nelle ombre.
  • la camera, come Alexa e Red soffre di IR pollution, quindi usando i filtri ND per ridurre la luce di giorno (perchè il problema non è quando manca luce, ma quando ce n’è troppa) si deve usare un filtro ircut che tagli le frequenze da 680 nm per evitare che i filtri neutri più forti diano una una dominante rosso marcino alle immagini.

 

Nikon 85mm 1.8 serie H, una signora (lente) che 50 anni dopo la sua nascita offre ancora molta eleganza

85mm 1.8 Nikon serie HIn mondo digitale, dove tutto deve essere spinto all’estremo, dove ogni cosa deve essere perfetta, ogni immagine perfettamente nitida, contrastata, e accentuata, trovo molto più eleganza nelle lenti vintage di un certo tipo, che offrono si un’ottima nitidezza, ma un gusto e un’eleganza d’immagine che trovo in poche lenti moderne.

Cercavo da tempo questa lente storica, perchè si annovera come uno dei migliori 85mm mai realizzati dalla Nikon, e reso famoso dal film BlowUp di Antonioni, dove David Hemmings usava la f1 e questa lente per immortalare Vanessa Redgrave. L’aura di magia che circonda questa lente è stata amplificata dal fatto che molti fotografi famosi ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia, rendendo difficile trovarla nel mercato dell’usato a cifre abbordabili in buone condizioni.

Nikon ha prodotto questo gioiellino tra il 1964 e 1972, una lente 85mm 1.8 pensata per il ritratto, ma che esprime una luce e una piacevolezza d’immagine anche in molte altre situazioni. La lente nasce come manuale completa, corpo in solido metallo come si faceva una volta, pronte a resistere alle cannonate, e con una piacevole ghiera di messa a fuoco, fluida e adatta anche all’uso video e non solo fotografico.

Montato un adattatore da Nikon a Eos EF, è stato subito amore a prima vista, la morbidezza e allo stesso tempo il dettaglio che offre questa signorina è straordinario.

Fotografare una bella ragazza sarebbe stato troppo facile come test, nasce per questo scopo, e avrebbe regalato luce ad essa, ho preferito stressarla in altre condizioni, ovvero sulla lunga distanza, anche se un pp del mio gatto per testarne il dettaglio e la pulizia, l’ho fatto per vedere come si comporta nel piano ravvicinato.

Qualche frame estratto da uno shooting fatto con una Blackmagic 4k in raw, quindi ho scattato 24 fotogrammi al secondo in raw 16 bit salvati in log 12bit dng, sviluppati poi in Lightroom come fossero fotografie.

Ognuno di questi fotogrammi è stato catturato a 400 asa, la sensibilità nativa della camera, con diaframma tra 1.8 e 5.6 a seconda della quantità di luce disponibile, nella maggior parte dei casi ho lavorato in TA 1.8, e nonostante questo le immagini offrono una buona nitidezza. Naturalmente quelli che si vedono qui sono dei semplici jpeg dove si va a perdere un poco della nitidezza originale.

BMC Black magic camera 2.5k

Classic BMC picture

Nel 2012 il mercato fu scosso da un annuncio, una macchina da presa che registrava in Raw con 13 stop di latitudine di posa a meno di 3000 dollari, con attacco Canon EF…

Oggi la camera è in uso da diverse persone nel mondo, insieme alla sorellina minore (BMC pocket) e la sorella maggiore in 4K.
Vediamo di capire a livello pratico cos’è questa macchina e come lavora, punti forti e punti deboli.

Ho lavorato come aiuto regista al film “Quaffer”, Dop Doriano Paolozza, e abbiamo utilizzato la BMC per le riprese di tutto il film in formato raw 2.5k.

Grazie a 2.4 milioni di fotogrammi registrati e circa 20 tb di dati registrati su HardDisk ho sviluppato un poco di esperienza sulla macchina e posso dare qualche giudizio sul prodotto.

La macchina in generale, come rapporto qualità prezzo è ottima, ha dalla sua una qualità eccellente per un rapporto qualità prezzo inarrivabile da nessuna camera sul mercato. Ha delle pecche che potranno correggere con aggiornamenti firmware e/o variazioni nel tempo.

Punti forti

  • In situazioni di contrasto molto alto riesce e salvare abbastanza informazioni da recuperare molto dai file RAW
  • pur avendo una ventola (rumorosa) sotto la macchina, anche dopo ore al sole a lavorare non ha sbagliato una ripresa o dato problemi di cedimento o surriscaldamento
  • la compatibilità con il formato canon EF e il supporto di diaframmi, messa a fuoco etc agevola molto nella gestione delle ottiche
  • attualmente disponibile con attacco PL, EF, m4/3 passivo
  • il corpo robusto scavato in un blocco di alluminio con diversi fori e filettature permette l’uso di accessori montati direttamente sulla camera
  • la camera prevede un uscita HD-SDI e un ingresso audio per registrare dall’esterno
  • l’uso di una batteria supplementare esterna mantiene in carica la batteria esterna, per cui prima finirete quella esterna e poi la camera userà quella interna
  • è possibili customizzare i nomi delle cartelle delle clip in modo veloce dalla camera per evitare di avere file di cartelle con nomi, date, ore e poco più… inserire metadata in modo da recuperare rapidamente le informazioni sulla clip su cui si lavora.
  • la camera non prevede la cancellazione delle clip, che per alcuni è un punto debole, io lo ritengo un punto di forza, evita la frammentazione del supporto, che comporterebbe un rischio di perdita frame durante la ripresa.
  • Registrazione raw dng 12 log da sensore a 16bit.

Punti deboli:

  • il monitor della camera è molto scuro, anche se al 100% di luminosità e con gamma colore simulata, per cui in esterni è inutilizzabile
  • la camera registra 2.5k nel formato raw DNG, mentre in DNxHD e prores registra solo in FullHD (di ottima qualità peraltro).
  • Il sensore molto piccolo (crop x 2.5) costringe all’uso di grandangolari spinti negli ambienti chiusi, il che può limitare i movimenti macchina. Anche se la versione con attacco passivo micro4/3 può usufruire dell’adattatore speedbooster della Metabone, che offre uno stop in più e un gran recupero dell’angolazione operativa.

Ad oggi la camera è in vendita per meno di 1000 euro, e chiunque voglia fare cinema in modo serio ha la possibilità con questa camera e alcune lenti o per s16 vintage, di ottima qualità e quindi con rapporto di crop più vantaggioso, o con lenti di varie produzioni realizzare prodotti di altissima qualità visiva.

Molti non comprendono perchè 2.5k cioè 2400 x 1350 pixel, la risposta è molto semplice, avete un formato 1.85 cinematografico con l’abbondanza esterna al classico 2k vi permette di stabilizzare le immagini, fare un po’ di reframing, senza perdere in qualità e nitidezza.
Blackmagic ha studiato bene sia il sensore che la scelta pratica dei formati.

Panasonic GH3 : video eccezionali, ma come fotocamera?

DMC-GH3So che è curioso intitolare un articolo in questo modo, visto che la GH3 nasce come fotocamera, ma è una domanda molto comune.

Da diversi anni, dopo che Nikon con la d90 ha lanciato il trend delle fotocamere per fare riprese, Canon ha rilanciato e dominato il mercato con le sue ammiraglie e non solo, coprendo con ottime macchine fotografiche una fetta di mercato video molto consistente. Canon nasce come marchio fotografico da decenni, e la sua esperienza e qualità è nota in tutto il mondo. Dal lato video Panasonic sta riprendendo molto rapidamente pista, e con la GH3 hanno ulteriormente ridotto la distanza, grazie a tanti accorgimenti intelligenti e una qualità indiscutibile.

La maggior parte delle persone rimane perplessa per la parte fotografica, ovvero la ragione per cui nasce la macchine, perchè rispetto a Nikon e Canon ha una serie di teorici handicap.
Dato che per passione e lavoro fotografo da oltre vent’anni, ho usato reflex digitali Nikon, Canon, Fujifilm e ora Panasonic, ho deciso di fare qualche confronto per capire cosa offre questa Fotocamera Lumix GH3.

Personalmente se voglio usare una fotocamera digitale, uso esclusivamente lo scatto in raw, perchè voglio prendere il meglio e ridurre al minimo i rischi di castratura della qualità utilizzando formati come il jpeg, l’unica camera che mi permetteva il lusso del jpeg era la Fuji s5Pro, una macchina col corpo della d200 nikon e con il sensore e tecnologia fuji, tutte le altre che ho provato comunque castrano le loro potenzialità nel jpeg, e considerato che i gb degli hard disk e delle card costano circa 1 euro a giga e di foto raw ce ne stanno circa 50. Per chi vuole fotografare in modo decente trovo che la spesa temporanea di 0.02 cent a foto sia più affrontabile, soprattutto se se ne sono spesi 1500 tra camera e un obiettivo decente.

Ad un semplice esame tecnico, la GH3 soffre di una serie di handicap :

  • raw limitato agli 8 bit, quindi lo spazio di azione in post è fortemente limitato rispetto al 12 e 14 bit offerto anche dalle entrylevel di Nikon e Canon
  • sensore m4/3:  essendo più piccolo raccoglie un po’ meno luce delle aps-c nikon e canon e ha una profondità di campo maggiore in funzione dello stesso obiettivo su un formato leggermente più grande
  • fattore di crop maggiore : in funzione della stessa lente (50mm ad esempio) su un aps-c il fattore di crop sarà di x 1,6 mentre su m4/3 il fattore è x2, quindi la lente fornirà la stessa immagine, ma con il formato m4/3 sarà tagliata ai bordi esterni un 25%, questo comporta lo svantaggio che i grandangolari sono meno spinti, ma su lenti vintage si usa solo la parte centrale e quindi quella migliore, soffrendo di meno di aberrazioni cromatiche, sfuocature laterali etc

qui potete vedere alcune fotografie scattate con la gh3, con diverse lenti, da lumix 14-42 powerX al 20mm 1.7, fino ad andare a dei vintage come il minolta rokkor 50mm 1.4, tokina 24mm 2.8 (montato dritto, o rovesciato per gli scatti macro), 35mm e 85 mm samyang 1.4. Come potete vedere il dettaglio e la pulizia esce tutta, la maggior parte delle fotografie che si vedono in giro con poco dettaglio sono causate spesso da utilizzo errato dei parametri di riduzione rumore (che eventualmente è sempre meglio fare in post, con un maggior controllo generale) o da lenti di bassa qualità (spesso vedo persone che investono 1200 euro su un corpo macchina, ma voglio usare fondi di bottiglia graffiati come lenti, il che è paragonabile a comprare una ferrari e poi mettere le gomme della topolino e il carburatore di un cinquantino). Comunque come vedete dalla lista, molte foto sono fatte con lenti vintage o manuali e i risultati sono più che buoni.

MkIII vs GH3Tirando le somme, la macchina ha una buona risposta sia cromatica che di densità al contrasto di luce, infatti non a caso gli stessi recensori di Dpreview l’hanno testata e hanno verificato che ha una sensibilità molto vicina a quella della Canon 5D mark III, personalmente sono d’accordo su questo punto per il video, mentre dal lato fotografico sarei più cauto, dato che la registrazione di un raw a 14bit offre più spazio di azione agli scatti canon e quindi ad un recupero maggiore di informazioni, oltre ad una risoluzione maggiore, ma parliamo comunque di una camera che costa quasi 1/3 della Mark III.

Parlando di definizione e pulizia delle immagini, se si usano ottiche decenti, e quindi penso al 12-35 2,8 per la lumix o al 24-70 2,8 della canon si hanno delle rese ottime, un autofocus molto veloce ed efficiente, e una tropicalizzazione completa per la gh3 che non dispiace per chi fa più fotografia “action”.

Chi compra la Lumix GH3 lo fa principalmente per il video, dato che se il suo interesse primario è la fotografia e vuole un corpo mirrorless con il m4/3 si rivolge alle OMD di Olympus, ma come macchina fotografica si difende discretamente bene.

Filtri Neutri Fotga 4×4

Molto spesso i filmaker acquistano un mattebox e poi si ferma li, perchè i prezzi dei filtri costano spesso quanto il mattebox stesso… ma non sempre…

A seconda dei prodotti si possono trovare dei filtri di qualità discreta, senza spendere follie, ma il problema dei filtri è la qualità, se la qualità è bassa ne soffre tutta l’immagine perchè si perde in nitidezza, e quindi per risparmiare qualche decina di euro si finisce col peggiorare tutta la qualità dell’immagine.

Oggi ho testato i filtri neutri di un produttore cinese che si trova sotto il nome di FOTGA su Ebay. Sono partito prevenuto, perchè i filtri che in precedenza avevo provato mi sfuocavano le immagini e avendo usato sempre fotocamere della serie Lumix, note per la pulizia e la nitidezza dell’immagine, non aveva senso.

I filtri 4×4 sono filtri di base costosi; il kit di cui parliamo è composto da 3 filtri ND2, ND4 e ND 8, che per le normali situazioni di luce sono più che sufficienti. Il Kit esiste sia di ND completi che ND sfumati, utili per gestire le esposizioni di situazioni come cieli molto luminosi e simili.

Come ho eseguito il test?

  • Camera sul cavalletto Lumix GH3
  • Settata camera su compressione 24p Intra 72mbits
  • Fuoco manuale su tabella dei fuochi, che permette di verificare la caduta della nitidezza
  • Bianco su tabella
  • Prima ripresa senza filtri
  • Ripresa 2 sec per ogni filtro dopo aver rifatto il bianco per ogni filtro

Risultato?

WB_ND_0 WB_ND_2 WB_ND_4 WB_ND_8

 

 

 

 

 

 

 

Come potete verificare dalle immagini, non ci sono perdite evidenti di nitidezza anche a ND8, e non ci sono dominanti particolari se non al di sotto del 0,1% quindi nulle.

Quindi posso dire che per una spesa di poco più di un centinaio di euro potete avere il doppio Kit ND2, Nd4 e ND8 sia semplici che Sfumati.
Se avete speso un paio di centinaia di euro per il Mattebox con portafiltri, potete investire su questi filtri certi che vi potranno aiutare nel controllare la luce senza perdere in qualità sull’immagine.

Update 2015 :

Ho testato questi filtri con un canon 17-55 2.8 IS, lente in downstop a 5.6 con una BlackMagic camera 4k.
Sorpresa: si sono rivelati più che nitidi e buoni di quanto mi aspettassi, ho ripreso in 4k raw delle tabelle di fuoco e dal filtro nd2 fino a nd8 non ho perso in dettaglio, hanno superato le mie aspettative.

PRO :

  • economici, ma di qualità ottica buona, anche a ND8 la distorsione colore è nella norma, come altri filtri ND senza filtro IR
  • leggeri e forniti in doppia confezione con pellicole trasparenti per proteggerli durante il trasporto
  • essendo in resina una eventuale caduta, se non siete sfortunati che si riga, non li manda in frantumi come con i filtri di vetro
  • la sfumatura è abbastanza morbida da poterli usare per sfruttare spesso tutta la gamma dinamica della camera

CONTRO :

  • sono di resina, quindi vanno puliti ogni volta che si estraggono dalla confezione perchè per elettricità statica attirano la polvere e pelucchi di ogni tipo.
  • la resina non ha un coating per ridurre i riflessi sul filtro, quindi si deve fare attenzione, ma è anche vero che un ND in vetro di qualità con coating antiriflesso costa 2-3 volte tutto il kit dei 6 filtri.
  • sono più delicati e facili da rigare contro il classico filtro in vetro, ma se cadono è più facile che si salvino.

In conclusione un buon rapporto qualità prezzo come prodotto.

Update 2015B:

Quando si pone un filtro ND molto forte di fronte ad un sensore moderno, c’è il rischio di dominanti e cambi di colore, questi nascono non tanto dal colore del filtro, quanto da un fenomeno chiamato IR Pollution, ovvero non filtrando correttamente i raggi Infrarossi, ma alterandone la frequenza il filtro altera più o meno notevolmente il colore della luce in determinate aree, causando dominanti colorate di rosso, marrone etc sui colori scuri.

Per evitare questo problema quando si pone un filtro ND molto forte, si deve porre anche un filtro IR Cut, oppure usare filtri ND che siano trattati per tagliare quelle frequenze.

A seconda dei sensori, fotografici e cinematografici, si devono tagliare frequenze diverse, quindi un filtro ND che va bene su un sensore, potrebbe non essere adatto su un altro, per cui il filtro ND che va bene su Red non è detto che vada su Alexa o BMC, e viceversa.

Ho fatto un test relativo proprio a questo problema con la bmpc4k, e a sorpresa, la dominante diventa evidente solo quando si mettono a stack più filtri tra di loro. Nell’uso comune invece i vari filtri sembrano non introdurre una evidente dominante da preoccupare nell’uso comune di questi filtri.

Partiamo dal principio che quella minima dominante introdotta fosse un problema, vuol dire che lavoriamo ad un livello molto alto per le immagini, quindi ci sarà il budget per acquistare sia un filtro IR serio che filtri ND di alto livello, che costeranno ognuno almeno una decina di volte il costo dell’intero kit.

In questo video vedete le immagini confrontate direttamente, e se volete sperimentare su di esse potete fare il download dei dng originali.

 

Panasonic Lumix GH3 una fotocamera per i VideoMaker

DMC-GH3

Dopo aver usato per due anni la sorellina Lumix GH2, ho testato la nuova nata di casa Panasonic, Lumix GH3, una cinepresa digitale nascosta nel corpo di una mirrorless…

Dalla nascita della Nikon d90 che realizzava filmati a 1280 x 720, i filmaker avevano capito che tante cose sarebbero cambiate… Canon ha sdoganato il concetto di ripresa con le HDSLR, e Panasonic ha imparato tante cose, dagli errori e dalle mancanze della concorrenza…

Cosa offre la nuova Lumix GH3 al filmaker?

La camera nasce con caratteristiche orientate alla ripresa professionale. Dopo una partenza quasi in sordina con la GH2, Panasonic ha corretto il tiro ottimizzando il comparto video della nuova camera.

  • Tre diversi modi di gestire il video, codificandolo in Mjpeg, Avchd e infine in contenitore MOV con frame rate variabile da 60 a 24 a seconda delle impostazioni di ripresa, tutte in FULLHD.
  • Qualità nativa del mov I-frame sia a 50 che a 72 mbits eccezionale, non è necessario attualmente di Hack (vedi GH2 con Flowmotion e simili) per estrapolare dal sensore la straordinaria qualità di questa macchina. (magari per un raw…)
  • Codec robusto e pulito, no blocking o altre schifezze nelle ombre.
  • La modalità slowmotion permette di avere un filmato 24p girato a 60P quindi un vero slowmotion del 40% in fullHD in camera.
  • Time code video running free o impostabile manualmente
  • Uscita HDMI PULITA 4:2:2 8 bit per una registrazione esterna del video senza ombra di moires (presente leggermente nelle registrazioni in HighFreq).
  • Zoom con pixel 1:1 per messa a fuoco manuale degli obiettivi lumix o manuali che funziona anche con monitor esterno collegato via HDMI (cosa che non faceva la GH2)
  • Uscita cuffie che può essere usata per monitorare l’audio registrato (modalità rec sound) oppure per registrare esternamente l’audio (modalità realtime, passante senza la compressione dell’audio).
  • Ingresso microfonico a 3,5 mm con regolazione interna di ben 19 livelli audio, un ingresso remote per il controllo a distanza.
  • Connessione Wi-fi con app per Iphone, Ipad, Android per controllo remoto, visione a distanza e altro.
  • Nuovo monitor Oled luminoso e orientabile per riprese in condizioni e angolazioni complesse.
  • Temporizzatore integrato per la creazione di Timelapse senza necessità di prodotti esterni.
  • Buona sensibilità di luce e ombra, con sensibilità nativa di 200 iso.
  • Utilizzo completo del sensore e riduzione del formato al FULLHD usando la tecnica del pixelbinning eliminando problemi come aliasing delle camere che usano il line skipping.
  • A monitor è possibile visualizzare livelli audio, griglie, giroscopio che aiuta a vedere se la macchina è in bolla, istogramma di esposizione, Indicatori di sovraesposizione, e molto altro ancora…
  • Corpo pesante e robusto, tropicalizzato, battery pack previsto con contatti sottostanti alla camera (purtroppo con una sola batteria, ma attendo un battery pack compatibile con più batterie).
  • Batteria che in video mi dura quasi tre ore, da record (obiettivi manuali non stabilizzati).
  • Il corpo presenta diversi bottoni personalizzabili che ci permettono di ottimizzare l’uso della macchina a seconda delle abitudini e delle scelte personali di lavoro.
  • Sistema di finestra di zoom per il controllo del fuoco touch orientabile sull’ LCD.
  • Sensibilità molto più alta per le riprese in low light con regolazioni di settaggi dell’immagine per bilanciare il rapporto tra riduzione rumore e qualità dell’immagine finale.
  • Ottimizzazione della scansione del sensore che presenta meno rolling shutter della gh2
  • Autofocus molto più veloce della GH2, e comandabile (come GH2) tramite LCD touch toccando l’elemento che deve rimanere a fuoco.
  • Sensibilità maggiore e maggior pulizia ad alti iso rispetto gh2 senza perdere definizione, si possono usare fino ai 1600iso senza particolari perdite.
  • Il modulo WI-Fi da la possibilità di scaricare le foto subito dopo lo scatto, che normalmente sarebbe poco utile, ma fa si che si possa usare più comodamente la gh3 per la stopmotion gestita via software.
  • Funzione TimeLapse di serie all’interno della camera e preview come filmato direttamente IN CAMERA.
  • Gamma dinamica generale più estesa e molto vicina ad una concorrenza che costa il doppio del prezzo (vedere sotto il test della dinamica effettuato da Dpreview tra la MkIII e la GH3), anche se tutti gli estimatori della MkIII dicono che ci sono differenze mostruose tra la loro camera e le altre… ma le avranno mai provate con test sistematici, e verificate a livello strumentale?

MkIII vs GH3

Cosa non mi piace?

  • Iso 200 minimo in video, nessun modo per emulare un iso più basso… il che significa che nella maggior parte delle riprese in esterno devo essere ben attrezzato con filtri neutri, perchè la sensibilità minima è molto molto alta.
    Avrei gradito una qualche forma di downsampling degli iso, come gli iso estesi che ci sono nel comparto foto anche per il video, speriamo che il buon Vitality ci possa mettere mano…
  • I diversi preset colore differiscono di poco a livello di gamma tonale, mi aspettavo di più, abituato alla GH2 dove i diversi profili hanno differenti gamma di lavoro, ma la ricchezza offerta è già molto buona.
  • Con il 20mm 1.7 Lumix ogni tanto ha incertezze di messa a fuoco che non riscontro con il 14-42 powerX. Panasonic farà uscire un update firmware e risolverà, come per il 12-35 che è stato già aggiornato.
  • Alcuni elementi di setup sono presenti solo nei menù fotografici e non in quello video da elenco, ma riappaiono nel quickmenù, ad esempio se voglio disabilitare lo stabilizzatore, ho la voce di menù nel comparto fotografico, mentre nel video no, per disabilitarlo devo andare in modalità foto, disabilitarlo e tornare in video… ma nulla che un aggiornamento firmware non possa aggiustare, però è noiosa la cosa.
  • Manca il focus peak, di cui si era parlato (intervista video di un ingegnere panasonic),ma misteriosamente non presente, sulla gh3, però sulla GF6 è presente come features… apparirà con un prossimo firmware?
  • E’ inconcepibile che non si possano settare diversamente shutter e iris tra reparto fotografico e reparto video.
  • In preview prima di premere REC c’è ancora una differenza di qualità (minore di quella registrata) nel monitor di preview come nella GH2. Non è comprensibile il perchè… se la macchina in registrazione (quindi al massimo carico di lavoro dei processori) può avere la preview corretta come qualità, perchè non può quando non c’è la registrazione attiva?
  • la App lumix prevede l’avvio della registrazione in remoto via WI-fi, ma da quel momento la macchina è cieca, quindi non si può spegnere la registrazione e il flusso video non arriva più via wi-fi, quindi praticamente va bene per un autoscatto da cellulare e poco più.
  • la app Lumix prevede una volta collegata alla camera di trasferire al cellulare o al tablet solo le foto in jpeg, non ci sono sistemi di conversione al volo delle raw al jpeg per il trasferimento.
  • non esiste (ad oggi) un SDK per sviluppare supporto per la connessione wi-fi o USB, quindi non si possono agganciare software di remotaggio esterno (StopMotion, timelapse speciali, Motion Control, etc) alla macchina.
    E/o non si può sviluppare custodie stagne per riprese subaquee con controllo remoto, ma si deve poter agire meccanicamente sui bottoni, con conseguente innalzamento di costo della custodia e maggiori rischi di infiltrazione
  • Il battery pack contiene una sola batteria aggiuntiva anche se c’era spazio per due batterie.

Moires sulla GH3

In rete si parla di Moires sulla GH3 e non sulla GH2, ebbene si, è presente del moires sulla camera, in particolare usando gli obiettivi Lumix viene evidenziato in maniera maggiore, ma parliamo di piccolezze, ovvero quando andiamo a riprendere a diaframmi molto chiusi immagini con dettagli ad alta frequenza, quindi molto molto fini.

Per testare il moires potete vedere cosa ho fatto qui sotto, un filmato (da vedere nell’originale fullHD) dove il materiale girato è stato buttato in sequenza su una timeline aftereffects e fatto scorrere con i valori di contrasto e sharpness da un estremo all’altro senza vedere differenze particolari sul leggero moires della macchina.

Se volete scaricare il file originale, lo potete fare da qui, anche perchè per giudicare il file video va visto in FULLHD senza passare per la compressione di Youtube.

Lavoro con filmati di diverse DSLR, spesso con altre marche sono abituato a vedere le “bisce che si contorcono” e “i nugoli di mosche” sui dettagli ad alta frequenza.
Vedere questo tipo di artefatti sulle immagini della GH3 per me è come dire che il moires è inesistente, soprattutto perchè nell’atto pratico poi non li ho ritrovati sui filmati, perchè dovete trovare quella esatta combinazione di frequenza, distanza camera e fuoco…

Curiosità:

L’uscita HDMI è esente da moires, per cui mi viene da pensare che nasca nella compressione video, probabilmente un futuro hack, o una leggera variazione sul bitrate da parte di panasonic, o sulle tablelle di compressione potrebbero eliminare completamente il problema.

Conclusioni:

Una camera ottima per le riprese video, per la fotografia è paritaria alla gh2, soffre (teoricamente) di un raw a 8 bit, e una latitudine di posa in raw scarsa se confrontata con le entrylevel di nikon e canon dove a metà prezzo offrono raw da 12 e 14 bit, ma non si può avere tutto, l’ho acquistata per fare riprese non per fotografia, anche se comunque… se la cava bene anche in quel comparto.

Note finali: questa veloce review (ce ne sono tante e più estese, la migliore la trovate su Dpreview, dei veri professionisti della recensione delle DSLR) è una serie di osservazioni pratiche e pragmatiche da parte di un videomaker, poche chiacchere e molta sostanza. Sarà sempre in working in progress, perchè man mano che uso la camera aggiornerò la recensione e potrò dire di più su questo straordinario strumento di lavoro. Magari tra un mesetto la posso completare e corredare un minimo reel di immagini girate tutte con la GH3, in luce e ombra, di giorno e di notte 😀

Aggiornamento: ho pubblicato una breve review della parte fotografica della Lumix GH3 qui

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