Carlo Macchiavello

Tutto è possibile

Category: I miti da sfatare (Page 1 of 9)

H264 standard… mica tanto

Spesso mi sento dire, mi faccia un mp4 che è standard … sorrido e creo un file che so essere compatibile con le esigenze del cliente.

Una volta era più facile distribuire un video, perché i supporti erano più limitati a vhs o dvd, con due standard video PAL o NTSC per distribuire in tutto il mondo.

Oggi ci sono mille e più varianti, ad esempio se si fornisce un supporto solido come il Blu-ray ci sono quelle che vengono indicate come le specifiche di base, e le varianti di formato… che ogni anno cambiano sul sito ufficiale del consorzio, perché a seconda del lettore da tavolo potrebbe essere supportata o no la variante, non dipende dalla data di produzione, o dal brand, anzi alle volte prodotti di marchi meno noti supportano più formati di altri più blasonati.

Lo standard del Blu-ray nasce a 24 fotogrammi al secondo, per rispettare la naturale creazione dei film, senza alterazioni su durata della parte video o alterazione sulla parte audio. Poco dopo la sua nascita è stato subito aggiunto il 23,976 per supportare più facilmente la riproduzione nel mondo Americano e Giapponese (NTSC a 60 hrz). Il codec di compressione di nascita era l’mpeg2 come il dvd (anche se con una variante dedicata all’alta definizione) anche se quasi subito fu introdotto il formato H264 (variante del codec mpeg 4), poi di recente aggiornato al suo successore H265.

Oggi il Blu-ray supporta dal 23,976 24 25 29,97 30 48 50 59,94 60, e neanche tutti in stream progressivo, ma alcuni solo in stream interlacciato per questioni di compatibilità.

Questo per dire come un prodotto che nasceva per uniformare e offrire il massimo della qualità della visione casalinga senza “interpretazioni” si è trasformato nell’insalata dei formati. Inoltre a seconda del monitor, televisore o proiettore su cui si vedono i risultati le immagini saranno più o meno fluidi o naturali.

Quando ci viene chiesto un H264 standard ci viene chiesto il nulla, perché lo standard è molto ampio e a seconda del dispositivo con cui verrà letto verrà INTERPRETATO in modo più i meno fedele.

Lo standard H264 prevede di registrare da un minimo di un segnale 8 bit 4:2:0 ad una serie di informazioni fino a 12bit 4:4:4, cambiare le impostazioni di codifica punto per punto del filmato, gestire più flussi video sovrapposti, alpha, riproduzioni parziali dei dati, cioè ottimizzare in lettura una scalabilità 1:2,1:3,1:4 etc dei pixel, inglobare codice, indici di capitoli, aree sensibili con dati a link e molto altro ancora; peccato che quasi nessun encoder sfrutti tutte queste caratteristiche.

Quando si crea un file H264 la maggior parte degli encoder ci permette solo di impostare il tipo di compressione e i profili, ma niente di più.

Ironicamente invece di usare un prodotto commerciale, la soluzione più versatile anche se meno comoda è il prodotto freeware ffmpeg, un programma a comando di linea che supporta praticamente tutte le funzioni di moltissimo codec sia in ingresso che uscita, ed è disponibile su tutti i principali sistemi operativi, sono state sviluppate diverse interfacce per utilizzare in modo più comodo e flessibile il prodotto.

Considerato che chi arriva ad un articolo di questo tipo di aspetta un suggerimento sugli “standard” vi posso dare dei suggerimenti su come affrontare il discorso e cosa scegliere come impostazioni e cosa influenza qualità e “compatibilità”.

⁃ Riproduzione da televisore o decoder o player multimediale

⁃ Riproduzione da computer diretto

⁃ Caricamento online

Anche se sono le situazioni più comuni in realtà aprono mille e più situazioni e varianti, perché in realtà la questione della riproduzione è al 50% dipendente dal file e al 50% dal sistema di riproduzione.

Quando si crea un file “classico” si sceglie la risoluzione, i fotogrammi al secondo, il bitrate e se questo è fisso o variabile.

In generale si deve creare un equilibrio tra i dati al secondo letto dal dispositivo e la qualità finale, questo significa che se si sceglie una compressione fissa vuol dire che ogni fotogramma avrà la stessa quantità di informazioni registrabili, immaginiamo 2000, ma se ho un fotogramma di una persona davanti ad un muro bianco tutti i dettagli vengono dedicati alla persona, se ho 20 persone gli stessi dati vengono “divisi” per registrare, quindi ogni persona al max avrà 100 per registrare i dettagli, quindi l’immagine sarà meno dettagliata.

Questo sistema permette di avere i seguenti caratteristiche:

⁃ Funziona anche su dispositivi più semplici

⁃ Prevedibilità della dimensione finale del file.

⁃ Per migliorare la qualità basta alzare il bitrate globale (entro certi limiti).

⁃ Per migliorare la compatibilità con i vecchi dispositivi basta abbassare il bitrate.

⁃ Non si notano jittering di decodifica dei movimenti perché i fotogrammi non devono essere creati ma sono tutti completi.

Se si sceglie una compressione variabile si imposta un range di dati minimo e massimo, per cui il sistema di compressione esegue due livelli di compressione, sia creando un frame Delta e un frame parziale per cui vengono creati dei gruppi di fotogrammi, con la logica di creare il primo frame intero, il secondo frame memorizza solo la differenza tra il primo e il secondo, il terzo la differenza tra il secondo e il terzo e così via fino al prossimo fotogramma Delta.

Il secondo livello di compressione variabile si preoccupa di distribuire una quantità di dati del gruppo in funzione delle necessità, di quanti dati sono necessari fotogramma per fotogramma, ottimizzando peso e qualità.

Il risultato ha caratteristiche differenti rispetto al primo metodo :

⁃ Con lo stesso bitrate massimale la qualità può essere notevolmente migliore

⁃ Lo stream dei dati è più efficiente via rete

Ma ci sono dei contro :

⁃ Questa lettura chiede cache più grandi e dispositivi più potenti perché i fotogrammi sono creati al volo, non esistono completamente

⁃ Se si vuole andare avanti e indietro nel filmato la richiesta di memoria e potenza sale

⁃ Alcuni tipi di filmati e movimenti possono con alcuni encoder dare risultati peggiori che il primo metodo perché da frame a frame sarà meno coerente come struttura e forma (se si lavora solo con bitrate molto bassi)

⁃ In caso di problemi di stream dei dati si possono vedere dei salti nei movimenti veloci, causando una visione a scatti.

⁃ Su dispositivi più vecchi possono esserci riproduzioni di artefatti (blocchi di movimento etc) che non sono presenti nel filmato originale.

In conclusione :

A seconda del dispositivo più o meno recente si deve creare un h264 con il primo metodo e bitrate bassi se si vuole vedere su ogni dispositivo vecchio e/o poco potente come molti smartphone di basso livello; con dispositivi moderni si può creare video col secondo metodo che a parità di peso offrirà una qualità superiore e con dettaglio e sfumature più efficienti.

 



Che bella cosa la compatibilità, gli aggiornamenti frequenti, di tutto…

Per chi viene dal passato dell’informatica come me, dove tutto aveva tempi biblici (per i concetti di oggi), c’è una sorta di rammarico e nostalgia ai tempi in cui per avere un aggiornamento di un programma o di un sistema passavano anni, quando i prodotti erano su supporti fisici, quando l’hardware era scarso, più limitato, dove c’erano si dei problemi, ma…

Prima di uscire una versione nuova di un sistema era testato, veramente, da persone pagate per quello, non come oggi che paghiamo per fare noi da tester, tanto poi esce la patch tra qualche giorno… e intanto diventiamo matti per chiudere i lavori perchè:

  • il sistema corrompe i dati sui dischi (un noto Os con noto marchio di dischi esterni).
  • il sistema nuovo decide che i task vanno eseguiti in stack, faccio la copia di dieci cartelle pesanti (tera) e anche se ha eseguito la metà del task, se entro nelle cartelle e modifico, aggiungo o tolgo, non vedo nulla perchè non essendo completato il task generale non fa refresh della cartella, vorrei conoscere lo sviluppatore che ha cambiato il codice (nel precedente os non era così) è un genio… del male…
  • Il sistema nuovo ha deciso che nonostante abbia bloccato da registro e da pannello di controllo gli aggiornamenti, il driver della scheda video è vecchio di 4 mesi e deve essere aggiornato, peccato che ci siano diversi bug nei driver che mi installa in automatico causandomi crash dei programmi
  • il sistema nuovo ha deciso che il driver del touchpad del portatile è vecchio e va installato quello nuovo, che non essendo compatibile con l’hardware mi costringe a usare sempre il mouse (oppure sdradico a forza il sistema e torno indietro, nonostante vogliano impedirmelo modificando il bios per renderlo incompatibile con il precedente).
  • Il sistema nuovo ha deciso che deve applicare il risparmio energetico sempre, se io apro due finestre, quella sopra è più task, quindi se metto il browser con facebook sopra un programma di rendering 3d che sta lavorando e i programmatori non hanno previsto questa logica del sistema, il programma mentre sta renderizzando perde quasi tutte le risorse di calcolo…
  • il sistema nuovo chissà come mai spesso corrompe l’utente e i dati relativi, quindi se non fossi un paranoico che salvo tutto esternamente alla struttura utente, rischierei di perdere i dati spesso e volentieri (da win 8 in poi… grazie microsoft). Ho perso il conto delle volte che è successo a me, e di quante persone gli ho recuperato i dati utente dal computer, che se va bene crea un nuovo utente, ma spesso lascia nascoste le cartelle del vecchio utente corrotto. Oggi con win10 invece avviene una procedura più drammatica, farà un ripristino alla versione precedente o altre procedure che renderanno molto più difficile recuperare l’utente perso…
    tutto causalmente per giustificare il fatto che è meglio spostare in cloud i dati così non li perdi… io rispondo dicendo così non mi li corrompete (con x metodi), non me li nascondete o cancellate (se realizzati con programma poco usato su win10 o poco aperti quindi per loro spazzatura), se non me li eliminate perchè avete perso parte della struttura database utente durante uno degli aggiornamenti inutili del sistema…
  • il sistema nuovo ha deciso di scaricare un aggiornamento, lo installa, poi si riavvia per disinstallarlo perchè non compatibile con hardware presente… fare una verifica prima no? meglio sprecare banda utente, banda server, tempo utente, che magari sta lavorando, per qualcosa che alla fine non serve…. questa non si chiama pessima programmazione, si chiama peracottaggine e quelle persone dovrebbero pagare multe per il tempo e le risorse sprecate, sia utente che microsoft.

Prima di far uscire una nuova versione di un programma si verificava che gli aggiornamenti non avessero introdotto bachi notevoli o che si fossero bloccate alcune funzionalità come accade oggi tipo :

  • L’ultima release di una suite famosa che nella comunicazione tra due programmi della suite il 50% delle funzionalità di scambio manda in crash il programma, e finchè non si riavvia il sistema, sia sotto windows che sotto mac, non si è più in grado di avviare il programma… da ex programmatore direi che qualcuno ha usato i puntatori in modo errato, ma direi anche che nessuno ha provato a usarli, visto che la funzione di scambio è un banale copia e incolla… e a mesi dal rilascio, e dalla mia segnalazione, continuano a non rilasciare patch…
  • la nuova versione di un programma che ha introdotto l’accelerazione GPU nei filtri pittorici, ma se non avete la scheda grafica giusta, i filtri stessi si disabilitano e se non potete cambiare al scheda grafica al vostro computer, dagli all in one ai portatili, avete perso quelle funzioni…
  • La versione nuova dei programmi che cambia il formato di salvataggio del progetto, e raramente si può esportare per la versione precedente così viene impedito di collaborare con chi ha versioni precedenti del programma, o se c’è qualche bug nella versione nuova, si deve ripartire da zero con quello precedente.
  • Nella nuova versione del programma non avete più la gestione multicore perchè l’azienda ritiene che non sia più importante… oggi che avendo raggiunto il limite della maggioranza delle progettazioni dei processori si viaggia sui multicore per ovviare ai limiti e ai rischi di elettromigrazione…
  • Vi viene proposto un aggiornamento, che se non leggete le descrizioni potrebbe togliervi il supporto ad un codec audio perchè hanno deciso che non vogliono più pagare la licenza a Dolby, e quindi vi dovete arrangiare..

L’hardware era più limitato, c’erano già problemi di compatibilità tanto che Windows 95 fu soprannominato Plug&Prey Os, ma non così drammatiche come oggi… i chipset stanno andando indietro invece che avanti…

  • schede madri con 4 slot pci express a piena velocità se si usa un solo slot, ma appena se ne occupano di più si dimezzano o peggio
  • porte thunderbolt che vanno in coppia, se ne uso una per un monitor, quella a fianco non è più una porta dati
  • chipset usb 3.0 che non sono compatibili con se stessi nella controparte di manager delle periferiche esterne causando sganci o peggio.
  • I sistemi operativi supportano da WinXp64 (2001) e Panther (2003) ben 1 tera di memoria, ma praticamente nessuna piastra madre possiede più di 8 slot di memoria, e i chipset non sono in grado di indirizzare più di 256 gb di ram, oggi dopo quasi vent’anni dalla possibilità di gestirne ben 4 volte tanto. Se va bene ne gestite 64 con le motherboard più spinte.
  • Si progettano sistemi multi GPU vista la spinta verso quel tipo di hardware sia nei giochi che nel professionale, ma nessun produttore di GPU considera il dettaglio, per cui poi ne potete mettere poche in un computer per problemi di raffreddamento, oppure più banalmente perchè sono talmente grandi i dissipatori che coprono i connettori vicini…
  • I dischi SSD e M2 sono sempre più veloci, offrono potenzialmente velocità quasi paragonabili alla ram, ma ci sono così tanti colli di bottiglia che sfruttare questi supporti è complesso e spesso non fino all’ultimo.
  • Le cpu negli ultimi 20 anni hanno rallentato notevolmente la loro accelerazione reale nel calcolo, perchè essendo sempre meno ottimizzati i codici per i processori, la potenza di calcolo non è realmente sfruttata. Usando test reali, con calcoli 3d su software da produzione, posso dire che prendendo una CPU tot di gamma di 10 anni fà, oggi spendendo la stessa cifra c’è circa 50% in più di velocità, peccato che dovendo spendere anche su memoria e motherboard il risultato migliore si ottiene spendendo la stessa cifra in una soluzione meno top di gamma, ma in quantità maggiore come cpu… se i programmi sfruttano i multicore e le multicpu che per fortuna i programmi di 3d fanno.
    Qualche numero più terra terra? un i7 4950k del 2012 (setup minimo 1000 euro solo processore e motherboard) da uno score di 962 punti, spendendo la stessa cifra oggi in un i7 + motherboard si ha uno score di 995 punti, dopo 6 anni…. per ottenere un risultato soddisfacente si deve andare su i9 top di gamma, per ottenere 2100 punti, ma l’investimento minimo sale a 2500 euro… quindi il rapporto aumento punti nasce dall’aumento del valore economico, non da una crescita reale della potenza dei prodotti nella stessa fascia di prezzo.

Ora tutto questo unito ad una pratica commerciale molto sleale, ovvero la non ottimizzazione di sistemi, hardware etc in modo che “ufficiosamente” si crei la obsolescenza programmata… spero che si concretizzi come in Francia che è stata fatta una legge per vietare e punire questa Politica di Marketing per forzare gli utenti a cambiare e spesso senza potenziare realmente i propri strumenti.



Il bistrattato genere Horror … la vera fucina dei talenti…

Johnny Deep in Nightmare on Elm Street

E’ ironico notare come spesso la critica parli male di un genere che dà spesso l’occasione agli attori di emergere : l’Horror

Il futuro Villain per Tarantino

Il genere spesso ricade nel low budget, soprattutto rispetto alle produzioni classiche, quindi gli attori emergenti spesso fanno delle parti nel genere dove nomi più altisonanti non sono gestibili con i budget ridotti del genere Horror.

Qualche nome? Giusto per non cadere nel generico, o parlare di attori che poi sono noti solo agli amanti del genere? E comunque ogni grande attore ha avuto la sua capatina nel genere, più o meno nobile dell’horror.

  • Leonardo di Caprio prima di essere il divo di MrGraves e Titanic combatte i criceti spaziali in Critters 3 nel 1991
  • Kate winslet, prima di salire sul Titanic per interpretare Rose, era stata una delle muse del fantahorror di Peter Jackson Creature del cielo nel 1994
  • Johnny Deep prima di essere il feticcio di Tim Burton e Jack Sparrow era una delle prime vittime di Freddy Krueger in Nightmare on Elm street del 1984
  • Winona Ryder deve il suo lancio alla commedia horror BeetleJuice di Tim Burton
  • Scarlett Johansson prima di diventare la Vedova Nera era una teenager nel film di genere Arac Attack nel 2002
  • Liam Neeson prima di essere consacrato al grande pubblico con Schindlers’ List era il dott Peyton WestLake, il supereroe horror di Sam Raimi Darkman del 1990, e ancor prima, nel 1988, nella commedia fanta horror High Spirits con Peter O’Toole e Daryl Hannah
  • Clint Eastwood esordisce nel 1955 La vendetta del mostro della laguna nera e nello stesso anno anche nel film Tarantula di Jack Arnold
  • Angelina Voight Jolie esordisce nel fantahorror del 1993 Cyborg 2 glass shadow
  • Brad Pitt esordisce giovanissimo, ma la sua stella inizia a brillare con Intervista col vampiro nel 1994 con Tom Cruise
  • Tom Cruise era già noto al grande pubblico con risky business, ma il salto di qualità lo fa diretto da Ridley Scott in Legend
  • il nostrano Zingaretti esordisce in una produzione horror italo americana Castle freak.
  • Tim Curry, istrionico, versatile artista ha attraversato ogni genere e personaggio, ma per i più resta il dott Frank-o-furter di The Rocky Horror Picture Show
  • Charlize Theron, oggi riconosciuta grande attrice dopo l’oscar di Monster e l’interpretazione in MadMax Fury Road, ha esordito in The children of the corn III
  • Robert De niro, anche se non a inizio carriera, non ha disdegnato l’interpretazione del mostro di Frankestein, in contrapposizione al dottore, interpretato da Kenneth Branagh nell’omonimo film Mary Shelley’s Frankenstein
  • John Travolta, prima delle febbre del sabato sera, faceva i suoi primi passi sul set di Carrie di Brian de Palma
  • Il grande Jack Nicholson, iniziò nel 1960 nella Piccola bottega degli orrori, per arrivare ad essere diretto da Kubrik nel 1980 in The Shining, fino a trasformarsi poi in Lupo mannaro nel 1994 in Wolf
  • Mila Kunis affronta nel 1995 in piranha per farsi largo nell’oceano del cinema
  • Kevin Bacon ha l’onore di essere una delle prime vittime di Jason nel 1980 in Venerdì 13
  • Jamie Lee Curtis è una delle prime donne che rivoluzionano l’assioma vittima carnefice nel 1978 in Halloween di John Carpenter
  • George Clooney è giovanissimo quando appare nella commedia horror Il ritorno dei pomodori assassini nel 1988
  • Tom Hanks esordisce nel 1980 in he know you are alone
  • Demi Moore, prima di ghost era nel fanta horror trash del 1980 Parasite
  • Sam Elliot nel 1972 si lancia col film Frogs
  • Sharon Stone nel 1981 viene portata alla ribalta da Wes Craven in Benedizione mortale

Insomma questa piccola carrellata per ricordare come il cinema di genere horror sia sempre stato prolifico di attori, registi, etc ma spesso si ricordano per le altre interpretazioni… dopo tutto già alla nascita del cinema si possono contare un sacco di horror, nel 1890 …



Che bel televisore per vedere le telenovelas …

La schiava Isaura, la prima telenovelas della storia.

Un po’ parafrasando una frase detta da una persona a Cannes, che la digitalizzazione delle pellicole sarebbe capace di trasformare Barry Lyndon in una telenovelas, un po’ perchè oggi tra gli addetti al settore si dice che una certa immagine è “da telenovelas” ho deciso di scrivere due righe a proposito di uno drammi moderni nel vedere un film con una televisione : la rielaborazione delle immagini.

Grazie all’avvento della teorica alta definizione casalinga, parlo di teoria perchè molti canali televisivi trasmettono sui canali hd film da master in definizione standard, oppure solo ogni tanto trasmetto in hd qualcosa, le case di tutto il mondo si sono riempite di brillanti e molto contrastati televisori per vedere telegiornali e ogni tanto anche un film.

La battuta non è causale perchè tutti i televisori moderni, anche e soprattutto se hanno una definizione superiore come il 4k sono pensati principalmente per riprodurre materiale in definizione molto scarsa, e come tale da essere rielaborata perchè altrimenti le “persone sarebbero scontente del televisore”, ho letto la settimana scorsa di una persona che si lamentava della mancanza di definizione di un televisore 4k nel vedere le partite, non su canali dedicati in hd, ma sulla semplice rai SD, e la lamentela continuava dicendo che essendo il televisore 4k tutto doveva essere migliore… e che lo avrebbe cambiato a breve col marchio x che le fa vedere meglio…

è per questo tipo di persone che rappresentano il pubblico medio che ci dobbiamo sorbire immagini orribili quando andiamo a vedere immagini di qualità.

La spiegazione è molto semplice: tarando i televisori per immagini che sono forse un quarto della definizione (trasmissione fhd) o addirittura un sedicesimo della definizione del 4k, i pixel devono essere gonfiati, e quindi come tali si vedrebbero delle immagini sfuocate o di pessima qualità, quindi vanno rielaborate per sembrare migliori. Il concetto andrebbe bene se la manipolazione fosse progressiva e dosata sulla sorgente, ovvero se forniamo al televisore immagini di risoluzioni superiori o adatte alla matrice del televisore questi algoritmi si dovrebbero disabilitare, invece lavorano comunque alterando immagine, colore, contrasto, e addirittura il movimento percepito delle immagini purtroppo non tutti gli algoritmi di rielaborazione sono modificabili o diabilitabili, addirittura ogni produttore nasconde dietro nomi diversi le diverse funzioni e alcuni impediscono la disabilitazione se non sui segnali in ingresso sulle HDMI, per cui anche ricevendo un ottimo segnale 4k da netflix, devo usare un dispositivo con ingresso esterno per evitare che venga manipolato dal televisore rovinandolo.

Ora vediamo all’atto pratico cosa succede e come le immagini vengono alterate.
Qui vediamo la situazione più comune, una immagine nativa 4k vs l’equivalente trasmessa in SD, come trasmettono la maggior parte dei canali oggi nel 2018, se non mi credete andate nelle info del canale sul vostro televisore e guardate lo stream a che definizione viene inviato.

Ricordo che una classica immagine UHD è fatta da 3840 x 2160 pixel, il FHD da 1920×1080 pixel (esattamente la metà in orizzontale e verticale, quindi un quarto), il formato HD è 1280 x 720 pixel, e infine l’SD è solo 720×576 pixel rettangolari, perchè naque in un formato più quadrato e quindi per ottenere una scalatura su matrici moderne oltre che scalato viene distorto in orizzontale.

Come si può notare la differenza tra UHD (4ktv) e il formato Standard visti al 100% è notevole, perchè abbiamo una differenza di sedici volte delle informazioni visibili, quindi ingrandendo il segnale SD si vede in modo evidente la differenza.

Dato che i dettagli non si possono inventare, in queste situazioni non si può fare nulla, tranne masticare le immagini con algoritmi varii per fingere che ci sia contrasto dove non esiste, ma con immagini con dettagli fini come questi, il problema della scarsità di qualità rimane.

Se invece andiamo a lavorare con un pò più di risoluzione, ovvero con il formato HD, già il salto non è così disturbante, e potrebbero lasciare le immagini alla loro natura.

Se potessimo vedere sempre immagini in FHD su televisori FHD o 4k, la scalatura diventa minore e quindi meno evidente, anche se presente.

L’elemento che ci inganna è il fatto che ogni segnale viene processato in più modi e la stessa immagine riceve più trattamenti, dalla cosiddetta clarity che spinge luci e ombre in due estremi, alle maschere di contrasto per rendere più definiti dettagli che non possono essere definiti perchè troppo grossolani, oppure anche se il dettaglio è presente in modo corretto, lo rende artificiale perchè applica la maschera in modo lineare su tutta l’immagine.

quindi nella realtà non vedremmo una immagine in cui ci sono poche differenze tra fhd e 4k, ma vedremmo una immagine rielaborata del FHD creando articialmente difetti e artefatti dove non servono.

Quando vediamo una telenovelas è normale una certa piattezza di luce perchè per risparmiare tempo e non rischiare differenze tra una inquadratura e l’altra si rende molto più piatta e uniforme l’illuminazione, dato che si gira con telecamere la paura di non avere immagini nitide porta ad alzare parametri di nitidezza artificiale in camera, inoltre i sensori delle camere da studio sono tali per cui non si hanno grosse sfumature e differenze tra le diverse colorimetrie del set e i diversi incarnati. In pratica esattamente l’opposto di ciò che si fa con i film per dare il look cinematografico.

Prendiamo una immagine dal bluray di MonsterSquad, un classico teenager movie anni 80 a cui serie come Stranger Things devono tutto, mettiamola su un normale televisore, il risultato nel migliore dei casi sarà come quello che vedete qui sotto, ovvero una versione telenovelizzata dell’immagine originale, con applicata la tecnica della clarity per dare maggior contrasto locale all’immagine,  una maschera di contrasto per definire tutti i dettagli dell’immagine, rovinando completamente l’atmosfera dell’immagine, appiattendo l’immagine dove il direttore di fotografia aveva deciso separando con luce e ombra i due piani. E’ molto evidente se si guarda come vengano fuori gli elementi dalle ombre dietro l’attore, distraendo e comprimendo lo spazio intorno ad esso.

Naturalmente non può mancare una forte riduzione rumore perchè di sicuro tra compressione e trasmissione si creerà rumore che assolutamente non può essere accettato, peccato che venga eliminata spesso in questo modo anche la grana e la struttura della pellicola, oltre ad eliminare il dettaglio fine.

Il dettaglio artificiale dato dalla maschera di contrasto esalta in modo eccessivo i capelli dell’aziano protagonista, ma accentua anche i dettagli fuorifuoco alla sua destra, perchè purtroppo l’algoritmo viene applicato in modo piatto e uniforme ad ogni parte dell’immagine, mentre nella realtà se abbiamo una parte nitida (a fuoco) e una morbida (fuorifuoco) la nitidezza naturale è dosata e distribuita aumentando la sensazione di profondità delle immagini.

Queste tecniche potrebbero aiutare una immagine debole, ma se applicate ad una buona immagine la rendono molto più televisiva e piatta, rovinando il lavoro di un buon direttore di fotografia, e non solo. Inoltre andrebbero dosate inquadratura per inquadratura, area per area con delle maschere, per poter dare un vero contributo all’immagine, invece su qualunque televisore applicano questi effetti in modo piatto su tutta l’immagine rovinando in più punti la resa della fotografia.

Il buon Stu di ProLost, esperto di vfx, colore e immagini ha fatto un ottimo post su come non solo rovinino le immagini a livello colore e contrasto, ma rielaborino anche il movimento e la percezione dello stesso, creando artificialmente fotogrammi superflui, che diventano necessari perchè gli originali essendo stati troppo contrastati hanno perso la loro originale sfuocatura di movimento e sono diventati scattosi… insomma un serpente che si morde la coda…

Chiudiamo il discorso con un paio di immagini pubblicitarie che ci fanno capire come il brutto vizio di manipolare le immagini non è una derivazione moderna, ma da tanti anni abbiamo il problema di poter vedere ciò che i direttori di fotografia hanno pensato in origine, solo che una volta sui tubi con l’immagine analogica le rielaborazioni erano limitate, oggi purtroppo si può massacrare ogni immagine oltre ogni limite della decenza.

comunque nel mio post sui formati dell’immagine potete trovare qualche riferimento su come una volta venissero tagliate anche le proporzioni video e selvaggiamente tagliate le inquadrature per adattarle prima al 4:3 poi a rovescio per adattare al 16:9 filmati girati con aspect ratio più vicino al 3:2 (super16mm).

Invece per chi è dubbioso, feci tempo fà un post tra pellicola e digitale, le differenze effettive in ripresa e resa dei due media, sfido tante persone di distinguere al cinema quali sequenze sono girate in pellicola, quali in digitale e poi stampate su pellicola, etc… la maggior parte delle persone non si accorge di come i film contengano una miscelazione ampia di diversi media, analogici, digitali etc.

Sono sicuro che se Kubrick fosse ancora vivo, non solo avrebbe abbracciato il digitale, ma sarebbe stato così cocciutamente testardo da far creare per lui un sistema di check dei proiettori digitali e dei televisori per far vedere correttamente le immagini dei suoi film, cosa tecnicamente fattibile da anni, ma che a quanto pare non sembra interessare a nessuno, e questa non è una mia elucubrazione, ma alle prime di molti suoi film si preoccupava che la proiezione fosse a livello qualitativo eccellente per esaltare il lavoro da lui fatto svolgere, quindi se lo fece per la pellicola, lo avrebbe fatto fare anche per il digitale.

Nota a margine: la schiava Isaura, la prima telenovelas ufficiale della storia della tv era girata in pellicola, quindi ironicamente poco telenovelas come stile visivo.



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