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Ursa Mini Pro 4.6k una vecchia signora ancora in gamba?

Il 2 marzo del 2017 Blackmagic Design rilasciò al pubblico la notizia della Ursa Mini Pro 4.6k, oggi conosciuta come Ursa Mini Pro G1 perchè è stata seguita dalla edizione G2, 12k, la 12kLF e la 17K LF.

Quasi dieci anni dopo questa macchina potrebbe essere un prodotto interessante, per tante persone, nonostante i limiti della sua età.

Ne parliamo oggi, perchè mi è capitato di recuperarne una che era data per spacciata.

Il problema che era stato diagnosticato come funghi e spore sul sensore, si è rivelato il filtro del sensore degradato, problema che capita spesso su le camere di casa Blackmagic Design.

Dopo una buona pulizia tutta la parte della torretta era a posto, ma il filtro era effettivamente corrotto e andava sostituito, senza filtro non si può usare, sia perchè manca il taglio dell’infrarosso, sia perchè a quel punto il sensore sarebbe senza protezione.

Grazie anche ad un video realizzato dall’amico Mauro Casotti a proposito del filtro del sensore della pocket 4k, e sono riuscito a trovare una serie di possibili soluzioni:

Insomma partiamo da cifre più accettabili fino ad arrivare ad un certo investimento, e quindi da rifletterci prima di procedere dato che si parla comunque di una camera che ha quasi dieci anni.

La prima soluzione è un filtro onesto, ben fatto, e prendendo la versione coated come ho fatto io si ha un buon upgrade rispetto all’originale con un costo molto contenuto.
I colori sono fedeli e ben rispettati, ridando vita al sensore.

Richiede un minimo di manualità e di capacità per scollare il filtro dal telaio originale e rimontare il nuovo.

Occhio a scegliere il modello corretto per la vostra camera, controllate bene o piuttosto smontate temporaneamente il tutto per vedere le forme.

La seconda soluzione rende più semplice il montaggio perchè basta svitare le brugole, le viti e fare un semplice swap, ma costa più del triplo della prima soluzione. Kolari ha diverse versioni dei filtri, con Ir Cut, Infrarosso etc.

La terza soluzione è la più costosa, quasi dieci volte, ma se si lavora con ledwall, immagini con soggetti ad alta frequenza come tessuti etc è la soluzione ideale. 

L’operazione di sostituzione

La procedura è stata abbastanza semplice, ho scelto un vetro della Tangsingnuo con coating, ho recuperato un set di chiavi a brugola e un cacciavite a stella di precisione.

fase 1 : identificare le brugole e svitare il mount.

Estrarre il mount che lascia a nudo la parte del sensore.

Fase 2 : identificare e svitare le viti a croce del telaio

Fase 3 : estrarre la cornice inserendo il cacciavite in uno dei fori

Per staccare il filtro è stato necessario porre il telaietto a contatto con dell’acetone per sciogliere la colla originale. Con un cotton fioc l’ho passato lungo il bordo per farlo andare a colare dentro la cornice, e dopo un paio di minuti ho potuto estrarre il vetro dal telaio.

Qui è evidente come il filtro sia degradato e abbia diversi difetti visibili

Dopo qualche minuto ho pulito la cornice dalla vecchia colla, ho poi passato qualche punto di silicone agli angoli con la punta di un bisturi e ho posizionato il nuovo filtro con coating della Tangsingnuo.

Ho aspettato un paio di ore che il silicone polimerizzasse, e poi ho rimontato il tutto.

La camera è tornata a riprendere come nuova delle splendide immagini per realizzare dei grandi prodotti.

Troppo spesso si guarda all’ultima camera nata, ma si trascurano le camere che essendo tecnicamente vecchie potrebbero essere acquisite a bassi costi, e sicuramente tra una camera che era venduta a 6k, che oggi si trova usata sotto 1k, e una camera moderna da 1k, c’è da farci due pensierini.
Pro di questa camera :

  • Risoluzione 4.6k con readout sotto gli 8 ms
  • Controlli fisici in stile broadcast
  • ND integrati di serie
  • Mount intercambiabile EF, PL, MountB, Nikon
  • Corpo solido e pensato per lavori di un certo tipo
  • Ingressi XLR audio pro
  • Uscite SDI e con apposito recorder registrazione raw su ssd esterni classici.
  • Con firmware 6.0 ancora disponibile sul sito Blackmagic Design è possibile avere la registrazione Prores, Braw, CDNG anche non compresso!!!
  • Prima Blackmagic Design Certificata Netflix…

Contro :

  • Si deve saper illuminare se si lavora al buio, non si alzano le ombre, pena FPN Fixed Pattern Noise.
  • Viaggia con batterie o Vmount o Gmount, altrimenti adattatore per doppia np-f sony, ma è una camera energivora
  • Ha il suo peso, ma pensata come spallare o da cavalletto, non è un grande problema, su gimbal la usate se avete un easyrig o simili
  • Registrazione su sd, cfast, o tramite recorder venduto a parte su ssd
  • ha quasi dieci anni, quindi pur essendoci tanti esemplari in ottime condizioni in circolazione, tenete conto che potrebbe morire l’elettronica in qualunque momento e … non riparabile, se non giusto i connettori se li avete fritti con connessioni sbagliate.

FPN questo mostro conosciuto o forse no…

Nel mondo del video making low level ci sono diversi mostri in agguato, pronti a colpire e rovinare i video con subdoli difetti, che si vedranno solo durante l’editing, ma che diventano un tarlo che rode nel cervello dei videomaker fino a diventare un problema gigantesco, uno di questi è FPN Fixed Patter Noise, una serie di difetti che appaiono sulle immagini quando meno il videomakers se lo aspetta sfregiandole senza motivo….

o forse no…

Tecnicamente nessuna camera offre una immagine pulita, nessun sensore è perfetto, ma il segnale catturato spesso viene elaborato prima di essere in qualche modo registrato, quindi si tratta di capire cosa e quando accade che il segnale sia “sporco” in qualche modo.

Nessuna camera è esente da difetti, purtroppo esiste un assioma per cui l’aspettativa dell’utente è inversamente proporzionale al prezzo della camera, meno costano le camere più le persone pretendono come risultati.

Se avessero modo di vedere il segnale grezzo uscente da una cinepresa da 100k euro sarebbero ancora più delusi, ma quello che vedono è il risultato finale, correttamente esposto, ben processato, correttamente scalato, gradato e ben compresso per la distribuzione nei vari media.

Ogni sensore a seconda delle situazioni soffre di diversi problemi di gestione del segnale, il cmos soffre di smear orizzontale di fronte ad una scarsa informazione di base, immagini con basso contrasto (scarsa sollecitazione luminosa), e questo si può riscontrare su una red Helium 8k, come su una canon da 400 euro.

Quando si cattura una immagine l’energia luminosa convogliata dalla lente e catturata dal sensore viene trasformata in impulsi elettrici e a seconda della quantità e del tipo di informazioni possono generare informazioni più o meno dettagliate, che conterranno più o meno rumore, e a seconda del tipo di cattura, dell’elaborazione del segnale si potranno ottenere immagini più o meno pulite da suddetto rumore.

Red FPN

Molto spesso si pensa che una camera costosa sia migliore per mille ragioni, a partire dal prezzo… a lato vediamo un esempio di una red che presenta FPN, sia perchè sottoesposta, sia perchè non è stata correttamente calibrata. Alcune cineprese come Red hanno una calibrazione interna chiamata Black shading che va fatto ogni volta che si cambia in modo notevole la temperatura di esercizio, altrimenti il rischio è quello di riscontrare diversi tipi di problemi nell’esposizione, tra cui questo difetto.

 

Canon FPN

 

 

 

 

 

Comunque alla faccia di chi dice che oggi se non hai la camera X hai difetti rumore e mille altre robe, ho aggiunto qui sotto un esempio di shooting a lume di candela, senza grading, senza denoise (durante il mastering parte del noise viene eliminato dalla compressione e dalla scalatura in basso verso il 4k, quindi spesso è meglio evitare il denoise di un filmato), e nonostante sia stato solo fatto il bianco per bilanciarlo alla dinamica del tungsteno, l’immagine non presenta FPN, noise in eccesso o altri problemi…

Low light experiment with Candles and Gh5 from Carlo Macchiavello on Vimeo.

Ma naturalmente le persone direbbero che di luce ce n’è fin troppa, perchè ci sono tante candele.
Ho testato i limiti di una camera dichiarata NO LOW LIGHT l’Ursa mini Pro G1, usando esclusivamente un telefono e un tablet come elementi di illuminazione a 800 iso 35mm diaframma a 2.

Come potete vedere nel video di delivery finale, senza pump up delle ombre, senza postproduzioni strane o denoise, l’immagine è pulita e semplice senza difetti, che sono realmente presenti sul sensore, se si sotto espone fortemente. Consideriamo inoltre che riprendere in 4.6k ovvero 4508 pixel per un delivery a 4096 (4k dci) o 3840 (UHD) offre i vantaggi di poter avere nel downscaling il miglioramento e l’ottimizzazione dell’immagine finale, quindi fare i pixel peeper del singolo pixel al 100% su un formato maggiore del delivery è tempo perso.

Molto spesso si associano i difetti a una camera piuttosto che un’altra, mentre in realtà non si dovrebbe pensare di camere quanto di sensori utilizzati male e/o sotto esposti in modo vigoroso, o mal processati dal  fpga della camera.

 

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