Carlo Macchiavello

Tutto è possibile

Categoria: Salute

Il caldo il nostro nemico numero 1

Siamo all’inizio dell’estate e i telegiornali si riempono di consigli su come combattere il caldo e i problemi che causa al nostro corpo, ma spesso si sottovaluta l’azione del calore sulle varie apparecchiature che utilizziamo, faccio due chiacchiere sui problemi del caldo su cineprese, lenti, hard disk, computer etc…

Quando stiamo lavorando all’aperto è facile che siamo sotto il sole, o anche se siamo sotto una tenda per proteggere le attrezzature dal sole, la temperatura sarà alta, e il rischio che le attrezzature lavorino meno bene è alquanto alta. Cerchiamo di capire quali possono essere le problematiche che possiamo incontrare.

Molti video maker sottovalutano il surriscaldamento del sensore e gli effetti di tale situazione sulla qualità delle immagini.

Partiamo dal discorso più ovvio e banale, se la camera si surriscalda troppo tende a bloccarsi o spegnersi per evitare danni all’elettronica, come tale ci impedisce di lavorare o peggiorerà la qualità delle immagini. Più il sensore è sensibile come gamma dinamica e più la camera tenderà a generare calore, non a caso molto dslr fullframe si spengono dopo x minuti di utilizzo o bloccano la registrazione per evitare danni (e non solo per il limite burocratico dei 29 minuti 59 secondi altrimenti viene messa in categoria cinepresa). Diverse telecamere tendono ad avere problemi con il surriscaldamento generando artefatti nella compressione o banalmente più rumore video se si alza la sensibilità.

E’ noto che esistono delle modifiche per le fotocamere ad uso astronomico per raffreddare in modo sensibile il sensore e ridurre la quantità di rumore generata sia nelle lunghe esposizioni che nelle riprese ad alti iso. Esistono diversi studi per molte camere dove aumentando il sistema di raffreddamento il rumore originale tende a ridursi in modo molto sensibile, pur lavorando nella stessa identica condizione.

Una cinepresa digitale ha il suo sistema di raffreddamento e più si va in alto con la categoria (Arriflex e Red) hanno sistemi di stabilizzazione della temperatura del sensore per cui l’oscillazione possibile è di frazioni di un grado per offrire il meglio delle immagini. La prossima volta che faremo una ripresa con una qualunque camera (escluse le suddette fasce alte), potrebbe essere utile scoprire quale sia la sua miglior temperatura di utilizzo per capire meglio le diverse risposte di resa del dettaglio e cromatica.

Quindi quando si legge che una camera lavora da -20 a +45 gradi, questo non si significa che funzionerà al meglio, ma semplicemente che può funzionare in quelle condizioni.

Qualcuno potrebbe aver notato che non tutte le lenti sono con la cover nera, soprattutto le lenti più “ingombranti” esistono in “bianco”. D’estate, sotto il sole una lente completamente nera attira il calore, e il calore significa dilatazione termica degli elementi. Con la dilatazione delle lenti, dei meccanismi interni, delle ghiere etc possono bloccarsi o danneggiarsi. éer questa ragione alcuni produttori realizzano una versione chiara per ridurre il surriscaldamento delle suddette lenti. Indipendentemente dalla “vestizione” le lenti fanno parte di quegli oggetti che non devono surriscaldarsi, e se prendono meno sole possibile fa solo bene alla vita e alla durata di questi prodotti.

Anche avvitare dei semplici filtri, se la filettatura si è surriscaldata, può diventare un’impresa perchè bastano pochi decimi di mm di dilatazione per non far funzionare la filettatura. Sotto il sole i filtri neutri o i filtri neutri graduali sono indispensabili per poter fare una ripresa esposta correttamente, per cui è importante proteggere le lenti dalle alte temperature, alle volte basta poco, una maglietta bianca o un fazzoletto posto sulla lente mentre non la usiamo per controllare il surriscaldamento.

I supporti sono robusti, le card reggono temperature molto estreme, reggono, non significa che funzionano a temperature molto estreme… quando si sottopongono le card SD e CF a temperature molto calde c’è il rischio che la dilatazione termica possa creare falsi contatti o problemi di contatti mentre state facendo la ripresa della vostra vita.

Lo stesso discorso può essere applicato anche ai dischi nel momento in cui dovrete praticare il backup e la copia dei materiali sui dischi esterni.

Tutti i dischi meccanici si basano sulla scrittura magnetica con puntine che stanno in prossimità della superficie del disco. Se sopponiamo un disco a temperature più alte, possiamo avere più punti deboli della catena di trasmissione e registrazione dei dati:

  • il disco magnetico se dilatato dall’alta temperatura potrebbe scrivere i dati con una leggera sfasatura di posizione rispetto alle indicazioni date dal firmware del disco, e quindi essere non leggibile in rilettura a temperatura di normale esercizio.
  • il surriscaldamento del meccanismo di spostamento dei bracci può creare degli scontri tra i bracci e gli elementi intorno a se (un vecchio modello wd che conservo come esempio di pessima progettazione…)
  • il surriscaldamento dei chipset di controllo del disco può corrompere i dati in scrittura, per cui è sempre importante fare copie dei dati con un software di verifica MD, in modo che durante la copia il software ricontrolla i dati scritti (se non avete o non sapete quale software scegliere, la versione free di DavinciResolve ha questa funzione sotto mac, win e linux).
  • Il box / la docking station del disco stesso surriscaldandosi potrebbe dare problemi di riconoscimento / lettura scrittura dei dati ad alte temperature. Ho usato diversi box per dischi, dischi di ogni tipo dai lacie a semplici maxtor, wd, fino a prodotti più professionali come G-Drive, ma le alte temperature possono mettere in difficoltà praticamente tutti questi prodotti sul set. Ho sperimentato dal docking station che ad alte temperature funziona con un connettore e non con un altro (usb 3.0 no thunderbolt), oppure che a surriscaldamento i dischi non vengono più riconosciuti dal raid, appena si raffreddano il sistema torna a funzionare. Il che potrebbe anche essere urtante per un sistema da quasi 2000 euro di dischi, ma gli ingegneri hanno pensato come mettere quasi cento tera dentro il box ma non un sistema di raffreddamento per gestire il surriscaldamento generato da tutti quei dischi fatti funzionare insieme al massimo della velocità.

Non dimentichiamo poi il nostro computer, ha due elementi che non solo generano calore, la CPU e la GPU, ma sono sensibili all’aumento della temperatura, raggiungendo determinati limiti il processore può ridurre le sue prestazioni, la scheda video si disabilita, oppure si arriva allo spegnimento completo del computer, impedendo il backup che stavamo facendo.

Tutto questo senza contare che il caldo darà problemi alla nostra salute, alza la pressione, ci disidrata, ogni oggetto diventa caldo da tenere in mano, e ci abbronziamo… a luglio 2017 durante una giornata di riprese sotto il sole ho cambiato letteralmente colore, oltre al fattore rischio ustioni c’erano ben altre problematiche legate alla salute fisica, quindi facciamo attenzione all’attrezzatura, ma attenzione prima di tutto alla propria salute.


Danni collaterali

E’ curioso come gli animatori, e tutti coloro che lavorano al computer siano tra i meno tutelati tra i lavoratori. Spesso si sottovalutano tutti gli aspetti di salute che vengono a mancare nei lavori come l’Animazione, Compositing, Programmazione e così via…

Chi passa diverse ore al computer spesso sottovaluta aspetti della sedentarietà, delle posizioni sbagliate che si assumono per 10-14 ore al giorno, che sul lungo termine influiscono sulla struttura ossea e articolare.Senza parlare dell’alimentazione e di ciò che la maggior parte di noi beve mentre lavora al computer, rovinando oltre che il peso anche fegato e stomaco…

Ho iniziato ad usare un computer a 9 anni, era un Commodore 64, con un televisore come monitor, a circa 50 cm dagli occhi…
Sono passati 31 anni da quel giorno, nel tempo ho cambiato tanti computer, almeno una trentina di sistemi operativi (si, contrariamente a quello che credono la maggior parte delle persone, non esistono solo windows mac e linux, ma ne sono esistiti tanti altri…).

Ci sono delle cose che sono cambiate, in peggio… le mie abitudini di salute… Intorno ai 15 anni mi allenavo con i pesi tutti i giorni, e a periodi alterni ho ripreso, ma ho lasciato spesso lunghi periodi che mi hanno appesantito sempre di più… Di recente ho trovato nella corsa una nuova passione, grazie al fatto di avere un posto splendido dove correre, la litoranea che unisce Santa Margherita Ligure e Portofino.

Anche questa passione va a momenti, perchè mi lascio fregare dal fatto che magari faccio un lavoro, finisco una cosa e poi si riparte, ma nel frattempo il tempo passa, e io rimetto su peso…
Quando si fa a vent’anni è una cosa riprendere, a trenta un’altra, ma quest’anno tocco la cifra dei quaranta e quindi è ora di darsi una regolata, altrimenti rischio di girare una boa che diventerà senza ritorno, la boa della mia pancia…

La cosa curiosa è che mi piace allenarmi, correre, quindi può sembrare strano che io mi fermi per questi lunghi periodi, ma ammetto anche di essere una persona che si annoia facilmente per cui o riesco a distrarmi durante questi allentamenti, o rischio di provare noia e quindi smettere di allenarmi, anche se magari sono 5 anni che mi alleno, o ho iniziato da 8 mesi a correre e ho già superato i 600 km…

Perchè parlo di questo?

perchè vedo tanti amici, colleghi che lavorando al computer si lasciano andare, e sul lungo termine vedo su di me gli effetti, e quindi vorrei mettere in guardia chi mi sta a cuore, coloro che iniziano ora una carriera in questi ambiti e potrebbero trascurarsi.
E’ curioso come facendo due ricerche, non sono il primo che si è preoccupato di questo, ma Blogger illustri hanno riflettuto e scritto post proprio sulla salute di chi lavora, soprattutto in questi ambiti e nel libero professionismo…

Le persone normali hanno una cassa malattia, hanno supporto mutuale, sono riconosciute malattie relative al tipo di lavoro che si compie, ma chi lavora al computer spesso è esposto a malattie disparate, senza che siano realmente riconosciute, e/o spesso gestite come tali.

Le lunghe ore al computer portano a infiammazioni alle diverse articolazioni, in particolare a spalle, gomiti, ginocchia se l’altezza della sedia e della scrivania non sono nella posizione corretta; problemi circolatori varii derivati dallo scarso movimento, accentuati se si è anche fumatori e si mangia male e troppo grasso; la sindrome da tunner carpale è spesso accentuata da mouse dalle forme strane, posizione sbagliata della spalla che fa sforzare il polso.

Che cosa si può fare?

Studiando la Tecnica del pomodoro usate i vostri 5 minuti di pausa per muoversi e fare streching, iscrivetevi in palestra, anche per 30 minuti di sessioni 3 volte a settimana, ma basteranno a darvi un’idea di workout per evitare la pigrizia di non muoversi.
Evitare di bere le bibite al computer, quando il cervello è distratto si tende ad assumere più zuccheri e cibi spazzatura, e soprattutto saturandosi i recettori dei gusti dolce/salato si tende ad eccedere, più di quanto servirebbe.
Bere almeno due litri di acqua al giorno durante il lavoro, che ha due vantaggi, vi mantiene idratati e vi forza a fare una serie di pause pipi che vi fa muovere più spesso dalla vostra postazione di lavoro.
Imporsi di mangiare sano e non avere snack o altro cibo spazzatura a disposizione alla postazione di lavoro.
Riservarsi il week end se ci si vuole dare alla pazza gioia.

Perchè vi suggerisco questo?

Perchè voglio condividere con tutti non solo le cose che so, i trucchi e le mie esperienze, ma anche i miei errori, per evitare che facciate gli stessi errori miei.
Buon Allenamento.


La disciplina al computer

Negli ultimi anni lavorare al computer è diventato sempre più complicato, o semplicemente più difficile concentrarsi. Un qualunque utilizzatore di computer ha tanti modi per distrarsi, dalla semplice posta elettronica a twitter, facebook, youtube, i vari servizi di instant messanger, etc etc
Il lavoro di animatore è un lavoro complesso, perchè serve concentrazione, focalizzare gli elementi, il movimento, altrimenti diventa lungo e noioso. Oltre che diventare un lavoro molto ripetitivo e tecnico, per cui poi le animazioni diventano banali e senz’anima.

Ammetto che con internet le cause di distrazione sono aumentate all’infinito e ci sono cascato anch’io… ma sempre su internet ho trovato una tecnica di produttività e concentrazione interessante., creata da un italiano : La tecnica del pomodoro.
Geniale e semplice, aiuta non solo a creare maggiori risultati, ma analizzare giorno per giorno i risultati ottenuti e migliorare la produttività, capire dove ci sono problemi e quali…
La chiave della tecnica è nella capacità di ottimizzare il tempo, scoprirete come potrete lavorare meno ore e farle rendere molto di più.Provatelo. E’ gratis e funziona realmente.

Per imparare la tecnica ci vogliono 5 minuti e lo potete applicare ad ogni tipo di lavoro!


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