Carlo Macchiavello

Tutto è possibile

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Workflow che parolaccia

Workflow in inglese indica il corretto flusso di lavoro per eseguire nel modo corretto un lavoro X, ma pare che la maggior parte delle persone sia allergica a tale processo.

Nella mia vita ho visto milioni di persone, dal vivo o online lamentarsi che la camera/il programma/lo strumento XXX non fa XYZ, senza studiare come vanno usati o come vanno gestiti correttamente, perchè invece di leggere 10 pagine di manuale preferiscono perdere mesi su facebook e su google a cercare la risposta che hanno sotto gli occhi.

Gente che chiede perchè non riesce a fare l’operazione X che faceva su un prodotto completamente diverso, quando nel manuale è scritto esplicitamente che non si può fare o che si fa in modo diverso. Ad esempio con buona parte delle camere Blackmagic le persone riempono i forum di domande imbarazzanti piuttosto che leggere 19 pagine (con le figure) di manuale, e se una persona arriva a chiedere come si vedono le clip appena girate quando in grande ci sono i bottoni di play con il classico simbolo triangolare, convenzione esistente da prima che nascessi io…

Un esempio che trovo più imbarazzante mi è capitato stasera leggendo su un sito noto di filmaking una tecnica per ridurre l’effetto fisheye delle GoPro usando diversi programmi da HitFilm a PremiereCC e altri, spiegando quale funzione usare e come… peccato che GoPro fornisca gratis un sistema più efficace e di qualità per eseguire quello e altre operazioni importanti per gestire un filmato di una gopro, ma quasi nessuno lo usa… perchè è talmente facile da usare come camera, che tutti la usano subito senza leggere le istruzioni, e quindi… ne usano il 10% del potenziale.

Pur non essendo amante delle gopro per il tipo di ottica presente, sarebbe utile sapere che :

  • posseggono una modalità di ripresa log, detta protune, e un camraw per catturare meglio e in modo più cinematico le immagini proteggendo meglio le informazioni delle alte e basse luci, con differenze qualitative notevoli.
  • possono settare in diversi modi l’otturazione per avere una resa più cinematografica
  • nel sistema stesso di ripresa possono ridurre l’effetto fish eye con una elaborazione realtime della camera con diversi algoritmi creati da David Newman, autore di Cineform e di molte innovazioni Gopro
  • Il software free proprietario permette la lettura e ottimizzazione di un file log protune trasformandolo in un file più utilizzabile cineform attuando anche la conversione colore in uno spazio a 10bit 4:2:2 dal file originale 8bit 4:2:0 eseguendo l’upsampling del rosso e ottimizzando in funzione del file compresso da gopro, cosa che nessun software è in grado di eseguire
  • il software free proprietario legge i metadati della camera ed è in grado di gestire meglio la conversione da fisheys a filmato più “naturale” sfruttando i dati geometrici delle lenti goPro
  • il software free proprietario ha degli algoritmi per ottimizzare i timelapse fotografici realizzati con la gopro per fondere meglio e in modo più naturale i diversi fotogrammi.

E questo solo per dire alcune delle potenzialità che vengono regalate agli utenti gopro gratuitamente, ma che la maggior parte delle persone si perdono perchè non si prendono la briga di leggere le istruzioni o comprendere quale sia il corretto workflow di utilizzo di questa piccola ma potente camera.



Panasonic Lumix GH5 una videocamera per i fotografi 2.1

La Lumix Gh5, quinta iterazione della serie GHxx di Panasonic, è la camera più chiaccherata del momento, per caratteristiche, resa, funzionalità aggiunte, e perchè come al solito ci si lamenta sempre di ciò che non si ha…

La Lumix GH5 offre tutto quello che i filmaker hanno sempre richiesto dalle video reflex/mirrorless del passato, e molto di più,  stiamo parlando di :

  1. Riprese FullHD, UHD, 4K DCI, 6K in 4:2:0 8 bit
  2. Riprese in FHD, UHD, 4K DCI in 10bit 4:2:2 in camera codec Intra fino a 400mbit
  3. Ripresa fino a 60 fps in UHD, 180 in FHD
  4. Sensore Stabilizzato a 5 assi sempre (Sony offre 3 assi, 5 solo con ottiche dedicate) combinato con stabilizzatori delle ottiche
  5. HDMI (dimensione full) Out UHD 60fps 10 bit 4:2:2
  6. Doppio Slot SD per tutti questi tipi di file per registrazione parallela, simultanea, backup, o foto da una parte e video dall’altra.
  7. Niente filtro antialias per una nitidezza assurda d’immagine.
  8. Strumenti per Timelapse di ogni tipo di Serie
  9. Strumenti per Animazione stop motion, con Onion skin per favorire animazione
  10. Cattura con Profilo HLG per HDR 2020
  11. Cattura dell’immagine completa del sensore con funzione anamorfica per immagini assolutamente uniche.
  12. Rolling shutter estremamente basso (13ms) da essere più veloce di una telecamera (Sony Fs7 – 14 ms), per non introdurre artefatti di movimento nelle panoramiche.
  13. Sistema di regolazione del sincro per evitare flickering di monitor e luci di ogni tipo
  14. Interessante app che funge sia da controllo remoto che strumento per download e ottimizzazione foto e video per preview.
  15. Finalmente con il firmware 2.1 tethering per gestione remota da software Panasonic e sdk per aprirsi a tutti gli altri software.

Giusto per dare una idea delle caratteristiche di punta della camera, ma i suoi pro sono anche molti altri… non però così innovativi come questi.

Come mia abitudine, vediamo di capire quali sono i punti deboli che si possono leggere di questa camera, così poi andiamo in discesa con i punti forti di questo giocattolo.

Contro

  • Peso 725gr senza Sd o batteria per cui diventa più di 800gr solo il corpo macchina, uniti a una buona lente, ed eventualmente un adattatore arriviamo facilmente al kg e mezzo di prodotto. Per molte persone è un difetto, per il sottoscritto abituato alle reflex vecchia maniera o alle telecamere spallari, risulta più stabile quando si fanno riprese o fotografie. Il peso nasce dal fatto che ha un corpo tropicalizzato per gestire le situazioni più complesse, da umidità a polvere fino alle temperature più estreme.
  • Formato m4/3, il che significa sia crop 2X, sia ottiche dedicate.
    Ci sono punti di vista riguardo a questo discorso discordanti, per alcuni rappresenta un problema, per quanto mi riguarda troverete che indico il Formato m4/3 anche nei pregi e vedrete perchè.
  • Registrazione dei file h264/265 10bit 4:2:2 pesanti da gestire a livello informatico e spesso fuori standard per cui molti programmi non riconoscono i file della camera.
    I principali NLE supportano da giugno 2017 i file della camera, gli standard H264/265 prevedono file a 10bit, ma la maggior parte dei programmi non avevano implementato la lettura perchè nessuna camera realizzava questo tipo di file, ora lo stanno facendo.
    Al massimo basta convertire i file in un qualunque DI per usarli agilmente in ogni NLE, come si fa con ogni telecamera che registra in formato proprietario (diverse camere Sony e Jvc), oppure come normalmente fanno i programmi più professionali di montaggio che convertono in un codec ottimizzato per l’editing (Avid, FInalCut, Edius, Etc).
    Con l’attuale firmware 2.1 abbiamo anche una serie di formati Intraframe a 300mbit che sono di poco più leggeri come giga ad un file proresLt, il che significa che a livello di dettaglio e qualità queste codifiche inseriscono un mondo di dettagli in più, anche se richiedono costose SD da 300 mbits
  • Autofocus non eccezionale anche se per quanto mi riguarda più che buono, in video se si utilizzano le sue ottiche dedicate di qualità, come la serie powerzoom X come il 14-42, 12-35, l’autofocus video non è male se settato correttamente, sopratutto oggi con il firmware 2.1 che ha aggiunto funzioni specifiche per il video, ma ricordiamo che è un autofocus per contrasto quindi molto dipende dall’immagine su cui stiamo lavorando, nulla a che vedere con il dual focus della serie Cinema di canon, però la camera costa anche 1/3 della più economica di quelle…
  • Codifica Log a pagamento (99 euro), spedita in busta cartacea…
    sono d’accordo con Panasonic nel voler evitare che chi non ha la conoscenza tecnica dell’esposizione dei file log non danneggi le proprie riprese con esposizioni non corrette, Sony ha imparato sulla sua pelle questo tipo di lezione.
    Certo che essendo nel 2017 fare un acquisto online e poi aspettare per ricevere un codice in busta nera (non scherzo, scatola arrivata con DHL contenente una busta nera), per poi inserirlo on line con la firma hardware della camera, lo trovo alquanto imbarazzante… Non so per chi è abituato diversamente, ma compro Online da un quarto di secolo, ed è la prima volta che incontro una procedura così imbarazzante.
  • Log con curva molto custom che richiede buone conoscenze di color per estrapolare nel modo corretto colore e contrasto senza estrapolare rumore dalle immagini, ma se correttamente esposte offrono una gamma dinamica molto interessante.
  • Personalizzazioni discutibili di come funzionano alcuni strumenti, ad esempio la gestione del focus peaking tra mirino e LCD, tra mirino zoomato e senza, il fatto che non si può disabilitare dall’uscita video lo zoom che si utilizza sul mirino o sul LCD per la messa a fuoco (immaginate di registrare l’uscita video, questo vuol dire che non potete usare più la funzione di zoom perchè in camera viene registrato il segnale pieno mentre vi mostra su lcd l’immagine con zoom, ma in uscita sta nuovamente facendo lo zoom.

Dopo aver iniziato ad usarla a luglio, dopo qualche mese, con diverse prove di utilizzo sia con lenti sue che con lenti canon collegate con metabone, e con lenti prime manuali, posso dire che Panasonic ha fatto un ulteriore salto avanti sia con l’ergonomia che con la qualità generale del prodotto, dal lato fotografico a e soprattutto al lato video, con una vasta scelta di opzioni, strumenti professionali di controllo, esposizione e compressione del video a tantissimi livelli.

Se si vuole lavora con questa camera la lista della spesa può essere breve o lunga a seconda delle vostre necessità 😀



Crop la parola definitiva… il fullframe non è un vero fullframe, ha crop, addirittura 2.4

Più volte ho ironizzato sul fatto che non ho pensato mai al crop finchè alcuni articoli me lo hanno fatto notare, ora dopo questo dispetto che mi è stato fatto/ tempo perso a rifletterci e dopo tante fuffe inventate dai pubblicitari e dai pixel peeper di tutto il mondo, restituisco la moneta con una affermazione matematicamente corretta dicendo, no tutti i concetti di crop sono sbagliati, il full frame non è vero che non ha crop, anzi ha un crop 2.4, quindi non rompeteci le scatole e convivete con questo concetto ottico!!!!

Una prova della mia affermazione?

Il marketing dice che data focale deve avere un certo angolo visivo, altrimenti ha crop, il FullFrame non ha crop perchè se metto un 50mm ho un angolo di 46.8 gradi, mentre se lo metto davanti ad altri sensori ho meno gradi, questo è vero, tranne per un dettaglio…

Il termine full frame è stato inventato dal marketing, questo termine viene usato in riferimento al diffuso formato amatoriale 24×36 mm, ma se vogliamo creare un punto di riferimento senza crop si deve andare sul medio formato, ovvero il 60x90mm, dove il 50mm cattura ben 112.6 gradi dell’immagine…
Il vero formato di riferimento della fotografia professionale è da sempre il 6×9 (scarto il 6×6 sia perchè quadrato, sia perchè non è l’area massima di cattura di un fotogramma), quindi stabilendo che quello è il vero punto zero come crop (evito di andare sulla lastra del dagherrotipo o altri formati non diffusi del largo formato, ma resto nel medio formato), il formato 24×36 rispetto ad esso ha un crop 2.4, semplice matematica calcolando la focale sulla diagonale del sensore/piano focale.

Se volete divertirvi con i calcoli trovate sul sito foto.bonavoglia.eu il calcolatore degli angoli focali in funzione dei formati.

Quindi da oggi a chi vi dice che avete un sensore con crop perchè inferiore al 24×36, fate presente che anche quello ha crop, quasi 3… che se si vuole perdere tempo dietro il concetto di crop, si deve usare un vero punto di partenza, non quello che il marketing dell’industria fotografica digitale si è inventato per comodità, perchè la maggior parte dei produttori produce al max sensori 24×36 e quindi secondo loro quello delle essere il riferimento standard.

La realtà dei fatti qual’è?
Semplice: il concetto di crop, ovvero che state tagliando/perdendo qualcosa è stato inventato dal marketing per dare un maggior valore alle macchine fotografiche digitali Fullframe, per affermare che siano migliori; giustificare un prezzo maggiore con qualcosa di tangibile, ovvero l’angolo focale maggiore. La realtà dei fatti è che da sempre in fotografia e cinematografia a seconda dei sensori e delle lenti si ha un angolo visivo differente, per leggi ottiche, e come tali non ci si è mai fatto il problema.

Di recente è avvenuta l’introduzione degli Speedbooster della Metabone, strumenti ottici che focalizzano il fascio di luce di una lente di dimensioni maggiori a quelle del piano focale su cui si proietta, recuperando angolo focale e spesso anche luminosità.

Gli speedbooster della Metabone dimostrano che volendo i vari produttori di lenti fotografiche e cinematografiche potrebbero ridurre in modo considerevole il limite dei sensori più piccoli con una focalizzazione doppia della luce, guadagnando magari uno o più stop, ma il costo di tale operazione mantenendo la qualità originale è talmente alto che nessuna azienda vuole affrontare tale operazione per le proprie lenti, pur potendolo fare in modo più agevole e solido che un adattatore esterno ad esse come il Metabone.

 


Scegliere una lente, il costo vale la candela?

Spesso ho scritto sulle lenti fotografiche, un argomento molto dibattuto tra fotografi o videmaker, si ammirano da lontano lenti costose, se ne usano di più economiche, resta il mito che le lenti siano uno dei segreti del cinema, della qualità e che se non si spende determinati budget non si hanno i livelli di qualità.

Da un lato esistono differenze reali, meccaniche, strutturali, operative delle lenti cinema verso le lenti fotografiche, per cui il motivo del loro costo è pienamente giustificato, dall’altra non sempre in altri ambiti le differenze sono così evidenti da giustificare differenze di prezzo molto ampie.

Mi sono divertito a fare qualche foto a mia nipote, e mentre le facevo ho cambiato diverse lenti 85mm, dalle più economiche a più costose, passando da una lente vintage che si trova nell’usato intorno ai 200 euro, ad una lente media meccanica, ad una serie L Canon da quasi 2000 euro.

Ognuna di esse esposte nella stessa situazione, massima apertura per metterle in difficoltà, con l’incarnato di una bimba di quasi 3 anni. Indovinate un po’ quale lente è per ogni foto ?

Le fotografie sono state sviluppate allo stesso modo, croppate al 100% da file raw, il risultato è piacevole e dettagliato in ognuna di esse. Dimostrazione che le diverse lenti se ben usate possono offrirci visivamente un ottimo servizio qualitativo.

Per la cronaca si parla di una lente vintage Nikon 85mm serie H, Samyang 85mm 1.5, Canon 85mm 1.4 Serie L IS USM. Nelle stesse condizioni offrono una resa talmente simile che difficilmente si possono distinguere, quindi… forse interscambiabili per molte situazioni.

Ovviamente ognuna di esse ha i suoi vantaggi e svantaggi, ma quello che vede lo spettatore saranno queste immagini, non la tecnica e tutto ciò che si fa dietro di esse.

Una lente cinema o di fascia superiore rispetto ad una lente vintange offrono :

  • No breathing, quando si cambia il fuoco l’ottica non respira, non cambia nulla, il che evita movimenti non voluti durante il cambio di fuoco nè aspira aria con la possibilità di introdurre aria e polvere nell’ottica.
  • Se la lente è uno zoom parafocale, si può cambiare la focale senza perdere il fuoco impostato, mentre per la maggior parte delle lenti zoom al cambio di focale si perde il fuoco.
  • Struttura e meccanica molto più robuste per reggere sollecitazioni fisiche molto intense.
  • Quasi tutte sono tropicalizzate per poter reggere senza problemi schizzi di liquidi e polvere senza danni.
  • Coating frontale e non solo pensato per evitare riflessi e degenerazioni colorate sulle alte luci (Purple fringing).

In conclusione, di fondi di bottiglia e plasticotti ce ne sono tanti, ma non sempre le differenze tra le diverse lenti sono così evidenti da giustificare dieci o trenta volte il loro prezzo, inoltre qui vedete le lenti che si sono espresse al loro meglio con un sensore senza pixelbinning o line skipping, ma se mettete delle lenti davanti a sensori fotografici, che saranno poi scalati in qualche modo, che comprimeranno in modo violento e percepibili il materiale catturato, molte lenti moderne saranno non solo superflue, ma deteriorate in modo così considerevole che rispetto alle lenti kit dette plasticotti, non saranno più nitide o più risolute.



dal 2K al 16K, a quanti K ci vogliamo fermare?

16K magari in 3D a 360 e in Odorama…

i K di risoluzione oggi sono i cerchi in lega delle camere digitali, ovvero orpelli con cui si attira l’acquirente ma non sempre si equivalgono a una vera crescita di qualità, ma questo non è un articolo tecnico dedicato a questo o quell’altro formato, a questo o l’altro codec o strumento, è un articolo dedicato a quello che i venditori di fumo vi vogliono far dimenticare… Fisiologia umana

In tutti i discorsi sui K di proiezione, di tv, si dimentica il dettaglio fondamentale, ovvero se e chi è in grado di vedere quel dettaglio, perchè fisiologicamente l’occhio umano ha dei limiti… non siamo aquile, anzi l’umanità è destinata tra visione ravvicinata con cellulari e tablet, Visori 360 e simili a perdere sempre di più la capacità visiva a distanza.

Secondo il test con la tabella di Snellen, una persona con una vista a 10/10 (non la media delle persone) ha la capacità di distinguere due elementi distinti con un alto contrasto (elementi neri su fondo chiaro) a distanza X.

Questo tipo di capacità è al massimo con il bianco e nero, nel momento in cui ci sono anche dei colori questo valore si alza, ma per amor di semplicità teniamolo buono anche per il colore.

Il calcolo in funzione dell’acutezza visiva umana si può ottenere in modo semplicistico dividendo la distanza di visione dell’elemento in mm / 687,5 = il dettaglio minimo in mm che si può vedere.

a 1 metro si possono vedere al min di 1.45 mm
a 3 metri si possono vedere al min di 4,36 mm
a 5 metri si possono vedere al min di 7,27 mm
a 10 metri si possono vedere al min di 14,5 mm
a 20 metri si possono vedere al min di 29,09 mm

Partendo dal concetto di avere immagini perfettamente nitide, in ogni caso, con massima acutezza e massimo contrasto delle stesse :

Immaginiamo di metterci davanti ad uno schermo cinema da 24 metri x 10 metri in una proiezione 2.40, due tipi di proiezione, 4K e 2K:
– 4K abbiamo una risoluzione verticale di 2160 pixel, quindi 4,6mm per linea.
– 2K abbiamo una risoluzione verticale di 1080 pixel, quindi 9,2 mm per linea.

quindi per poter vedere effettivamente il dettaglio della proiezione a 4K dovremmo essere al max a 3 metri dallo schermo, mentre per il 2K a non più di 6 metri, peccato che…
per vedere uno schermo da 24 metri per intero, considerato che il sistema visivo umano non è quello dei camaleonti, c’è all’angolo visivo che percepisce il dettaglio, perchè noi vediamo a 90 gradi di fronte a noi il dettaglio, mentre man mano che ci si sposta lateralmente percepiamo solo il movimento e non il dettaglio.
Comunque per vedere interamente uno schermo da 24metri dobbiamo porci a circa a 20 metri, quindi possiamo distinguere solo dettagli distanti tra di loro 3 cm, mentre il 2K è inferiore al cm…

Immaginiamo una situazione casalinga, guardiamo a 2 metri un televisore 60 pollici, dim media 133 x 75cm. A 2 metri siamo in grado di distinguere il dettaglio di 2,9 mm di distanza, il dettaglio esprimibile in FullHD è di 750mm diviso 1080, ovvero 0,694 mm cioè ben 4 volte quello che possiamo vedere, se la tv è 4k abbiamo 750mm diviso 2160 è di 0,347mm cioè ben 8,35 volte la nostra capacità visiva.

In realtà al cinema la struttura dell’immagine è più continua, quindi ulteriormente più complesso leggere il dettaglio singolo, mentre sul televisore esiste un microspazio tra un elemento luminoso e l’altro che spesso danno la percezione di leggere più o meno dettaglio di quello che realmente siamo in grado di percepire.

Se voi vi avvicinate allo schermo cinematografico, essendo luce riflessa, il microspazio tra i pixel proiettati va a sparire, per la distanza di proiezione, per la riflessione e diffusione della luce, quindi non percepite i singoli pixel, mentre se fate una proiezione casalinga, si vedono gli spazi nella matrice e questo fornisce una peggior percezione del dettaglio finale.

Già se si osserva un monitor da computer, un 32 pollici è alto circa 40cm, con una risoluzione di FHD abbiamo una linea di dettaglio per ogni segmento da 0,37mm, monitor che noi guarderemo a circa 50 cm di distanza, dove siamo in grado di leggere circa 0,72mm di dettaglio, cioè più del doppio… da qui nasce il dilemma e la reale utilità dell’utilizzo di monitor 4k per il computer… visto che difficilmente avremo la capacità visiva di percepire la differenza tra le due risoluzioni…

Tutto questo ammettendo che abbiate 10/10, il sottoscritto non ce l’ha, ammettendo che le immagini abbiano una gamma dinamica perfetta, un dettaglio talmente elevato da poter separare ogni singolo elementi per pixel senza antialiasing intermedio, che sia compresso e riprodotto al meglio per non perdere questa acutezza, che non ci siano effetti di postproduzione che alterano la percezione di tali elementi, che il sistema di riproduzione sia in grado di riprodurre per ogni singolo pixel un reale punto di luce nello spazio, ma soprattutto che il sistema di cattura abbia realmente catturato quelle informazioni e non abbia usato nessun sistema di pixel shifting (vedi più avanti) nè interpolazione da sensori a risoluzione più bassa.

Posso immaginare che qualcuno possa dire, ma io se vedo un SD o un FullHD sullo stesso tv vedo la differenza, ovvio, anche perchè la sorgente SD di solito arriva da una fonte di qualità talmente bassa che non offre realmente la risoluzione reale, cioè è più sfuocata e quindi i pixel non offrono il contrasto che potrebbero realmente dare. Ad esempio un DVD se visto in 4/3 ha pixel che vengono leggermente scalati in larghezza, ma se visto in 16:9 il numero dei pixel è sempre lo stesso, ma viene scalato di quasi il 30% in orizzontale facendo perdere molto dettaglio, se guardiamo una trasmissione televisiva la registrazione originale anche se digitale non conservava realmente tutte le informazioni per pixel, se poi è passata per una trasmissione via etere la quantità di dettaglio perso è semi infinita.
Inoltre che le varie rielaborazioni che le tv offrono sulle immagini in basa definizione in realtà si amplificano questi divari, contrastando gli impasti dei pixel.

Comunque non sono l’unico ad aver fatto i conti, anzi… soprattutto una azienda che produce ottiche da cinema e ha tutto l’interesse a far cambiare le ottiche per vendere le nuove… oppure no..

Quindi girare in 4K o 8k è inutile?

Dato che il 4k sembra diventare lo standard anche per la visione su cellulare, partiamo dal differenziare un paio di concetti: ripresa vs delivery.

Ripresa al massimo della definizione e qualità è un ottimo principio perchè quando si deve fare il downsampling (la scalatura verso il basso) la qualità globale, il dettaglio saranno sempre migliori che girare in risoluzioni inferiori. Se sono necessarie maschere, effetti di post, reframing etc una maggior risoluzione lascia spazio a lavorazioni dell’immagine senza perdite di qualità percepita.

Delivery al massimo della definizione… anche no…

  • se il sistema di trasmissione non permette un flusso dati sufficiente, meglio una definizione inferiore con più dettaglio che una maggior risoluzione più compressa che in ogni sistema di compressione creerà più artefatti e macroblocchi, non a caso molte tv digitali la trasmissione HD è preferita anche al FHD, per ottimizzare il flusso dati, solo NetFlix oggi ha trasmissioni 4K da riprese 4k, con controllo del flusso di lavoro.
  • se il sistema di visione non è adeguato per la risoluzione maggiore lo scalerà al volo, spesso con maschere di contrasto etc danneggiando il filmato, peggiorando notevolmente il dettaglio e la gamma dinamica generale
  • se la fruizione non è adatta a quella risoluzione, alla meglio sarà uno spreco di risorse di trasmissione, lettura, gestione, alla peggio non si vedrà la differenza

Detto questo non voglio incentivare il ritorno al vecchio formato SD, ma prima di comprare il nuovo monitor o tv 4k invece che un fullhd valutate bene le distanze da cui vedrete il tutto, valutate se effettivamente farà la differenza o ci sarà qualche altro elemento più interessante da valutare



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