L’ennesimo prodotto che muore, e non per mancanza di fondi, visto che l’azienda che lo ha comprato dal suo creatore per portarne avanti lo sviluppo è una delle più ricche al mondo.

In passato prima di sviluppare un software ci si pensava, erano investimenti e tempo, mentre nella generazione internet si spara nel mucchio, sperando che qualcosa funzioni, oppure, basta, si chiude baracca e burattini e chi si è visto si è visto, chi ha investito tempo e denaro (poco in questo caso) nel loro prodotto si vede abbandonato (già dal 2016) e oggi viene indicato prima via email e poi sul sito che deve essere richiesta una chiave definitiva perchè tutto andrà a sparire.

Nella mia vita informatica (dal 1982) ho visto nascere e morire molti software, molte software house, per scelte sbagliate, per mancanza di utenti e quindi fondi, per obsolescenza, ma la cosa più imbarazzante è la facilità oggi in cui si creano prodotti, si raccolgono centinaia di migliaia di utenti e poi… si chiude tutto perchè era un esperimento, perchè non sono stati capaci di gestire il rapporto investimento guadagno, perchè un manager se ne va e chi succede decide per dispetto di chiudere e cancellare quello che ha realizzato, si ho scritto dispetto, quella parola che di solito si associa ai bambini, ma che ho riscontrato come comportamento in cinquantenni da consiglio di amministrazione, perchè l’età non fa la maturità, purtroppo….

Oggi la creazione di tanti sistemi di Renting comportano un simile danno, perchè in realtà nel momento in cui si accetta il noleggio del software a tempo limitato (l’acquisto della licenza era a tempo illimitato a discrezione del produttore, non esiste l’acquisto illimitato senza clausole), state accettando di mettere un cappio al collo molto più stretto di quello che immaginiate, state mettendo in ostaggio i vostri file a gente a cui non interessa nulla del vostro lavoro, nè che voi possiate consegnare o completare il vostro lavoro, e soprattutto non hanno interesse che voi possiate mantenere nel tempo tali file.

Mi spiego meglio, se voi provate ad aprire un progetto di 5 anni fà, a seconda che voi lavoriate nel 3d, 2d, video etc potreste avere delle grandi sorprese, io ho progetti di 25 anni fà, che ai tempi archiviavo con copie dei software per essere sicuro che riaprivo allo stesso modo, e oggi archivio anche con una immagine virtuale del sistema operativo, perchè anche quello può essere un problema.

Oggi legalmente non è possibile perchè se chiudono il server che attivava il software (dalla cs4 in poi) tecnicamente non si può più usare, si deve ricorrere a tecniche illegali per tornare ad usare o convertire file che abbiamo creato.

So che qualcuno potrebbe dire che posso aprirli con le versioni nuove dei software… non sempre… ad esempio tutti i progetti di premiere pro – premiere pro cs3 non li posso aprire, questo perchè i signori sviluppavano solo sotto Windows il programma, e la versione per mac moderna da errore nel aprire quel tipo di file… un file di testo, un xml la cui gestione e parsing è cosa da terza settimana di programmazione (la insegnavo all’inizio del 2000), ma soprattutto se quella parte di codice di importazione progetto è presente nella versione win, va solo aggiunta alla versione mac, neanche creata da zero.
Non solo, aprendolo dalla versione nuova darà diversi errori, mentre aprendo “a tappe” da versioni intermedie (cs3-cs6-cc2014-cc2019) non da errori.
Le sigle citate non sono casuali ma sono dei turning point di sviluppo del pacchetto, dove hanno cambiato determinate componenti e strutture nel programma che causano errori di lettura della struttura, che come ho scritto prima resta una struttura XML, un testo… qualcosa di banalissimo da gestire per un programmatore.

Facciamo qualche esempio di obsolescenza forzata?

Nel campo del 3d molti software cambiano i motori di rendering, cambiano i parametri come agiscono in combinata, quindi anche se apro su Maya, Max una scena di 5 anni fà potrei avere qualche grosso problema, cito questi che prendevano in licenza un engine (Mental ray) che ora non hanno più, perchè la licenza è tornata a Nvidia, e ora usano Arnold, ed essendo entrambi passati a modelli solo Abbonamento, diventa molto difficoltoso aprire le scene vecchie… E non potete acquistare o noleggiare la vecchia versione… l’unica soluzione è la via illegale, il che è imbarazzante visto che sono software che si pagavano migliaia di euro a licenza.

Andiamo nel campo dell’animazione 2D, apro un progetto fatto con la 2014 di AfterEffects, è lento e faccio la conversione del progetto in 2019, la salvo, controllo che sia a posto e tutto funziona, peccato che la scena sul vecchio computer impiegava 35 minuti, sul nuovo impieghi 17 ore per eseguire il rendering e sono disastrati tutti i colori perchè hanno cambiato da qualche parte la gestione dello spazio colore

Andiamo nel montaggio video, ho già parlato della debachè sul codec Dolby, apro una scena di due anni fà e mi ritrovo senza audio, perchè la camera girava con codec dolby AC3, e nonostante Adobe sbandierasse il fatto che con l’abbonamento avremmo potuto installare tutte le versioni che volevamo fino alla CS5, in realtà adesso è ristretto tutto alla 2018 senza codec dolby perchè non vogliono mettersi in accordo con Dolby che giustamente avendo visto lievitare in modo notevole le vendite della suite, volevano ri-negoziare gli accordi economici.

Andiamo nell’ambito del Web, quanti sono i software che sono cambiati dall’attuale Animate, che nasce dalle ceneri del secondo Flash, il primo era un programma di animazione, il secondo prettamente per programmatori, allontanando tante persone dal programma, eliminato per mile ragioni e fatto rinascere come una fenice dalle ceneri nuovamente come programma di animazione.

Aprire progetti o file vecchi non è una velleità ma una necessità reale, qualche esempio :

  • remastering dei prodotti, da sd a FHD o 4k, avendo i sorgenti 3d è meglio rirenderizzare in qualità che fare un brutale scaling del materiale
  • Materiale di repertorio acquisito nei codec dell’epoca e spesso si sono persi i master originali, molto del lavoro del documentarista si basa su quello
  • versioning dei prodotti, mi capita spesso di dover ripescare prodotti di 4-6 anni fà per modificarli e distribuirli su mercati di altro paese
  • creazione di nuovi prodotti dai vecchi, e ripartire da zero quando si hanno library già fatte è sciocco

purtroppo il mondo odierno è superficiale e limitato, si fanno le cose per fare non per farle durare, ma chi produce contenuti invece vorrebbe fare qualcosa che resta, altrimenti che si producono a fare?

Ovviamente immagino dal coro sentire le voci di chi dice… “è tua responsabilità mantenere i file e i progetti apribili” “nelle grandi aziende… “

fermo tutte queste voci citando grandi aziende come Dreamworks, che per fare la versione 3d di Shreck hanno convertito i rendering e non li hanno ri renderizzati perchè non riuscivano a riaprire correttamente le scene dalle nuove macchine e nuovi software, pur facendo molto di lavoro in casa, e i costi di riaprire le vecchie scene, rifare i compositing etc superavano i 18 milioni di dollari di costo della conversione da 2d a 3D.

Comunque se chi sviluppa i codec smette di svilupparli o viene acquisito da un’altra azienda (main concept da adobe), se i sistemi operativi cambiano il supporto ai codec esterni (sia Apple che Microsoft) chiudendo l’installazione dei codec esterni, se una azienda decide di non supportare più le versioni dei vecchi progetti (non perchè sia difficile leggerli ma solo tradurre strutture ed effetti/ plugin dal vecchio al nuovo) noi creatori di contenuti possiamo fare poco.

Nel nuovo millenio esistono nuove figure professionali che si occupano proprio delle migrazioni dei progetti e dei prodotti da un secolo all’altro e diventeranno sempre più importanti per salvare il passato.