Carlo Macchiavello

Tutto è possibile

Mese: dicembre 2017

Workflow che parolaccia

Workflow in inglese indica il corretto flusso di lavoro per eseguire nel modo corretto un lavoro X, ma pare che la maggior parte delle persone sia allergica a tale processo.

Nella mia vita ho visto milioni di persone, dal vivo o online lamentarsi che la camera/il programma/lo strumento XXX non fa XYZ, senza studiare come vanno usati o come vanno gestiti correttamente, perchè invece di leggere 10 pagine di manuale preferiscono perdere mesi su facebook e su google a cercare la risposta che hanno sotto gli occhi.

Gente che chiede perchè non riesce a fare l’operazione X che faceva su un prodotto completamente diverso, quando nel manuale è scritto esplicitamente che non si può fare o che si fa in modo diverso. Ad esempio con buona parte delle camere Blackmagic le persone riempono i forum di domande imbarazzanti piuttosto che leggere 19 pagine (con le figure) di manuale, e se una persona arriva a chiedere come si vedono le clip appena girate quando in grande ci sono i bottoni di play con il classico simbolo triangolare, convenzione esistente da prima che nascessi io…

Un esempio che trovo più imbarazzante mi è capitato stasera leggendo su un sito noto di filmaking una tecnica per ridurre l’effetto fisheye delle GoPro usando diversi programmi da HitFilm a PremiereCC e altri, spiegando quale funzione usare e come… peccato che GoPro fornisca gratis un sistema più efficace e di qualità per eseguire quello e altre operazioni importanti per gestire un filmato di una gopro, ma quasi nessuno lo usa… perchè è talmente facile da usare come camera, che tutti la usano subito senza leggere le istruzioni, e quindi… ne usano il 10% del potenziale.

Pur non essendo amante delle gopro per il tipo di ottica presente, sarebbe utile sapere che :

  • posseggono una modalità di ripresa log, detta protune, e un camraw per catturare meglio e in modo più cinematico le immagini proteggendo meglio le informazioni delle alte e basse luci, con differenze qualitative notevoli.
  • possono settare in diversi modi l’otturazione per avere una resa più cinematografica
  • nel sistema stesso di ripresa possono ridurre l’effetto fish eye con una elaborazione realtime della camera con diversi algoritmi creati da David Newman, autore di Cineform e di molte innovazioni Gopro
  • Il software free proprietario permette la lettura e ottimizzazione di un file log protune trasformandolo in un file più utilizzabile cineform attuando anche la conversione colore in uno spazio a 10bit 4:2:2 dal file originale 8bit 4:2:0 eseguendo l’upsampling del rosso e ottimizzando in funzione del file compresso da gopro, cosa che nessun software è in grado di eseguire
  • il software free proprietario legge i metadati della camera ed è in grado di gestire meglio la conversione da fisheys a filmato più “naturale” sfruttando i dati geometrici delle lenti goPro
  • il software free proprietario ha degli algoritmi per ottimizzare i timelapse fotografici realizzati con la gopro per fondere meglio e in modo più naturale i diversi fotogrammi.

E questo solo per dire alcune delle potenzialità che vengono regalate agli utenti gopro gratuitamente, ma che la maggior parte delle persone si perdono perchè non si prendono la briga di leggere le istruzioni o comprendere quale sia il corretto workflow di utilizzo di questa piccola ma potente camera.


Panasonic Lumix GH5 una videocamera per i fotografi 2.1

La Lumix Gh5, quinta iterazione della serie GHxx di Panasonic, è la camera più chiaccherata del momento, per caratteristiche, resa, funzionalità aggiunte, e perchè come al solito ci si lamenta sempre di ciò che non si ha…

La Lumix GH5 offre tutto quello che i filmaker hanno sempre richiesto dalle video reflex/mirrorless del passato, e molto di più,  stiamo parlando di :

  1. Riprese FullHD, UHD, 4K DCI, 6K in 4:2:0 8 bit
  2. Riprese in FHD, UHD, 4K DCI in 10bit 4:2:2 in camera codec Intra fino a 400mbit
  3. Ripresa fino a 60 fps in UHD, 180 in FHD
  4. Sensore Stabilizzato a 5 assi sempre (Sony offre 3 assi, 5 solo con ottiche dedicate) combinato con stabilizzatori delle ottiche
  5. HDMI (dimensione full) Out UHD 60fps 10 bit 4:2:2
  6. Doppio Slot SD per tutti questi tipi di file per registrazione parallela, simultanea, backup, o foto da una parte e video dall’altra.
  7. Niente filtro antialias per una nitidezza assurda d’immagine.
  8. Strumenti per Timelapse di ogni tipo di Serie
  9. Strumenti per Animazione stop motion, con Onion skin per favorire animazione
  10. Cattura con Profilo HLG per HDR 2020
  11. Cattura dell’immagine completa del sensore con funzione anamorfica per immagini assolutamente uniche.
  12. Rolling shutter estremamente basso (13ms) da essere più veloce di una telecamera (Sony Fs7 – 14 ms), per non introdurre artefatti di movimento nelle panoramiche.
  13. Sistema di regolazione del sincro per evitare flickering di monitor e luci di ogni tipo
  14. Interessante app che funge sia da controllo remoto che strumento per download e ottimizzazione foto e video per preview.
  15. Finalmente con il firmware 2.1 tethering per gestione remota da software Panasonic e sdk per aprirsi a tutti gli altri software.

Giusto per dare una idea delle caratteristiche di punta della camera, ma i suoi pro sono anche molti altri… non però così innovativi come questi.

Come mia abitudine, vediamo di capire quali sono i punti deboli che si possono leggere di questa camera, così poi andiamo in discesa con i punti forti di questo giocattolo.

Contro

  • Peso 725gr senza Sd o batteria per cui diventa più di 800gr solo il corpo macchina, uniti a una buona lente, ed eventualmente un adattatore arriviamo facilmente al kg e mezzo di prodotto. Per molte persone è un difetto, per il sottoscritto abituato alle reflex vecchia maniera o alle telecamere spallari, risulta più stabile quando si fanno riprese o fotografie. Il peso nasce dal fatto che ha un corpo tropicalizzato per gestire le situazioni più complesse, da umidità a polvere fino alle temperature più estreme.
  • Formato m4/3, il che significa sia crop 2X, sia ottiche dedicate.
    Ci sono punti di vista riguardo a questo discorso discordanti, per alcuni rappresenta un problema, per quanto mi riguarda troverete che indico il Formato m4/3 anche nei pregi e vedrete perchè.
  • Registrazione dei file h264/265 10bit 4:2:2 pesanti da gestire a livello informatico e spesso fuori standard per cui molti programmi non riconoscono i file della camera.
    I principali NLE supportano da giugno 2017 i file della camera, gli standard H264/265 prevedono file a 10bit, ma la maggior parte dei programmi non avevano implementato la lettura perchè nessuna camera realizzava questo tipo di file, ora lo stanno facendo.
    Al massimo basta convertire i file in un qualunque DI per usarli agilmente in ogni NLE, come si fa con ogni telecamera che registra in formato proprietario (diverse camere Sony e Jvc), oppure come normalmente fanno i programmi più professionali di montaggio che convertono in un codec ottimizzato per l’editing (Avid, FInalCut, Edius, Etc).
    Con l’attuale firmware 2.1 abbiamo anche una serie di formati Intraframe a 300mbit che sono di poco più leggeri come giga ad un file proresLt, il che significa che a livello di dettaglio e qualità queste codifiche inseriscono un mondo di dettagli in più, anche se richiedono costose SD da 300 mbits
  • Autofocus non eccezionale anche se per quanto mi riguarda più che buono, in video se si utilizzano le sue ottiche dedicate di qualità, come la serie powerzoom X come il 14-42, 12-35, l’autofocus video non è male se settato correttamente, sopratutto oggi con il firmware 2.1 che ha aggiunto funzioni specifiche per il video, ma ricordiamo che è un autofocus per contrasto quindi molto dipende dall’immagine su cui stiamo lavorando, nulla a che vedere con il dual focus della serie Cinema di canon, però la camera costa anche 1/3 della più economica di quelle…
  • Codifica Log a pagamento (99 euro), spedita in busta cartacea…
    sono d’accordo con Panasonic nel voler evitare che chi non ha la conoscenza tecnica dell’esposizione dei file log non danneggi le proprie riprese con esposizioni non corrette, Sony ha imparato sulla sua pelle questo tipo di lezione.
    Certo che essendo nel 2017 fare un acquisto online e poi aspettare per ricevere un codice in busta nera (non scherzo, scatola arrivata con DHL contenente una busta nera), per poi inserirlo on line con la firma hardware della camera, lo trovo alquanto imbarazzante… Non so per chi è abituato diversamente, ma compro Online da un quarto di secolo, ed è la prima volta che incontro una procedura così imbarazzante.
  • Log con curva molto custom che richiede buone conoscenze di color per estrapolare nel modo corretto colore e contrasto senza estrapolare rumore dalle immagini, ma se correttamente esposte offrono una gamma dinamica molto interessante.
  • Personalizzazioni discutibili di come funzionano alcuni strumenti, ad esempio la gestione del focus peaking tra mirino e LCD, tra mirino zoomato e senza, il fatto che non si può disabilitare dall’uscita video lo zoom che si utilizza sul mirino o sul LCD per la messa a fuoco (immaginate di registrare l’uscita video, questo vuol dire che non potete usare più la funzione di zoom perchè in camera viene registrato il segnale pieno mentre vi mostra su lcd l’immagine con zoom, ma in uscita sta nuovamente facendo lo zoom.

Dopo aver iniziato ad usarla a luglio, dopo qualche mese, con diverse prove di utilizzo sia con lenti sue che con lenti canon collegate con metabone, e con lenti prime manuali, posso dire che Panasonic ha fatto un ulteriore salto avanti sia con l’ergonomia che con la qualità generale del prodotto, dal lato fotografico a e soprattutto al lato video, con una vasta scelta di opzioni, strumenti professionali di controllo, esposizione e compressione del video a tantissimi livelli.

Se si vuole lavora con questa camera la lista della spesa può essere breve o lunga a seconda delle vostre necessità 😀


Crop la parola definitiva… il fullframe non è un vero fullframe, ha crop, addirittura 2.4

Più volte ho ironizzato sul fatto che non ho pensato mai al crop finchè alcuni articoli me lo hanno fatto notare, ora dopo questo dispetto che mi è stato fatto/ tempo perso a rifletterci e dopo tante fuffe inventate dai pubblicitari e dai pixel peeper di tutto il mondo, restituisco la moneta con una affermazione matematicamente corretta dicendo, no tutti i concetti di crop sono sbagliati, il full frame non è vero che non ha crop, anzi ha un crop 2.4, quindi non rompeteci le scatole e convivete con questo concetto ottico!!!!

Una prova della mia affermazione?

Il marketing dice che data focale deve avere un certo angolo visivo, altrimenti ha crop, il FullFrame non ha crop perchè se metto un 50mm ho un angolo di 46.8 gradi, mentre se lo metto davanti ad altri sensori ho meno gradi, questo è vero, tranne per un dettaglio…

Il termine full frame è stato inventato dal marketing, questo termine viene usato in riferimento al diffuso formato amatoriale 24×36 mm, ma se vogliamo creare un punto di riferimento senza crop si deve andare sul medio formato, ovvero il 60x90mm, dove il 50mm cattura ben 112.6 gradi dell’immagine…
Il vero formato di riferimento della fotografia professionale è da sempre il 6×9 (scarto il 6×6 sia perchè quadrato, sia perchè non è l’area massima di cattura di un fotogramma), quindi stabilendo che quello è il vero punto zero come crop (evito di andare sulla lastra del dagherrotipo o altri formati non diffusi del largo formato, ma resto nel medio formato), il formato 24×36 rispetto ad esso ha un crop 2.4, semplice matematica calcolando la focale sulla diagonale del sensore/piano focale.

Se volete divertirvi con i calcoli trovate sul sito foto.bonavoglia.eu il calcolatore degli angoli focali in funzione dei formati.

Quindi da oggi a chi vi dice che avete un sensore con crop perchè inferiore al 24×36, fate presente che anche quello ha crop, quasi 3… che se si vuole perdere tempo dietro il concetto di crop, si deve usare un vero punto di partenza, non quello che il marketing dell’industria fotografica digitale si è inventato per comodità, perchè la maggior parte dei produttori produce al max sensori 24×36 e quindi secondo loro quello delle essere il riferimento standard.

La realtà dei fatti qual’è?
Semplice: il concetto di crop, ovvero che state tagliando/perdendo qualcosa è stato inventato dal marketing per dare un maggior valore alle macchine fotografiche digitali Fullframe, per affermare che siano migliori; giustificare un prezzo maggiore con qualcosa di tangibile, ovvero l’angolo focale maggiore. La realtà dei fatti è che da sempre in fotografia e cinematografia a seconda dei sensori e delle lenti si ha un angolo visivo differente, per leggi ottiche, e come tali non ci si è mai fatto il problema.

Di recente è avvenuta l’introduzione degli Speedbooster della Metabone, strumenti ottici che focalizzano il fascio di luce di una lente di dimensioni maggiori a quelle del piano focale su cui si proietta, recuperando angolo focale e spesso anche luminosità.

Gli speedbooster della Metabone dimostrano che volendo i vari produttori di lenti fotografiche e cinematografiche potrebbero ridurre in modo considerevole il limite dei sensori più piccoli con una focalizzazione doppia della luce, guadagnando magari uno o più stop, ma il costo di tale operazione mantenendo la qualità originale è talmente alto che nessuna azienda vuole affrontare tale operazione per le proprie lenti, pur potendolo fare in modo più agevole e solido che un adattatore esterno ad esse come il Metabone.

 

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