Blackmagic Design è una delle case più prolifiche e interessanti degli ultimi tempi, dopo aver introdotto tutte una serie di schede e strumenti video nel broadcast a costi molto bassi, ha iniziato una serie di acquisizioni di aziende sviluppatrici di software e hardware per poter creare un loro ecosistema video / cinema completo.

Dopo aver acquisito Davinci Resolve, gli scanner Cinquel, e molto altro nel 2012 iniziarono a studiare una loro linea di cineprese digitali lanciando sul mercato un prodotto molto strano (per l’epoca), la Cinema Camera 2,5k, di cui potete leggere una recensione sul mio sito.
Fu una piccola rivoluzione, come qualità, pensiero, e molto altro…
Continuarono a sviluppare la logica, producendo una cinepresa “Pocket” e la Production Camera 4K, formato che nel 2013 stava iniziando ad affermarsi come standard di mercato, iniziarono poi con la linea Ursa a sviluppare diverse camere, diventando rapidamente un marchio di cineprese digitali e non più solo di strumenti di editing e post.
La loro filosofia era / è quella di costruire un hardware solido su cui poi via firmware aggiungere e / o attivare le funzionalità magari non presenti al lancio del prodotto sul mercato.
Filosofia che a seconda delle camere può anche andare su un lungo termine, ad esempio la Production camera 4k ha ricevuto il suo (probabilmente) ultimo aggiornamento firmware nel 2017, ed è una camera del 2013, quest’anno è uscita fuori dal catalogo BMD, ma è sempre una ottima cinepresa.
Pensiamo che a Hollywood si gira ancora con la prima versione hardware della Arriflex Alexa, uscita nel 2009, possiamo immaginare come la longevità di un buon prodotto è lunga, a questo proposito mi ero divertito nel scrivere un post in relazione a questo concetto.

Oggi BMD ha come cinepresa di punta la Ursa mini Pro, una camera che è la somma delle esperienze fatte in passato, con tanti vantaggi e capacità, con un sensore migliorato in 4.6k con 15 stop di gamma dinamica, un form factor più piccolo della ursa originale (decisamente una camera da cavalletto, pesante e impegnativa), e tante altre funzionalità interessanti.

La Ursa Mini Pro è sempre una cinepresa digitale, quindi nasce per il cinema, ma ha dalla sua una serie di caratteristiche più da camera ENG, quindi tende a guardare anche un mercato Broadcast, infatti rispetto al passato ha una serie di elementi interessanti aggiuntivi come :

  • Filtro ND incorporato IRCUT pensato per la color science del sensore BMD
  • Mount intercambiale tra EF (di serie), PL, NikonF e soprattutto B4 per il broastcast
  • Display esterno di stato per il controllo
  • Comandi fisici per i controlli globali della camera mentre si agisce, senza dover per forza lavorare col touch
  • Doppio formato di registrazione: CF2 ma anche SD UHS II per registrare fino al 4k su supporti più economici e capienti, ma più diffusi e comodi per la gestione globale
  • Oltre al classico monitor di serie è disponibile opzionale un Viewfinder di alta qualità, FullHd con le funzionalità di focus, esposizione etc per poter lavorare in ogni condizione.
  • Preamplificatore audio per collegare microfoni Professionali con Phantom e una sezione microfonica interna di qualità
  • Uscite SDI in 3g, 6g, 12g, per poter mandare segnali ad ogni tipo di apparecchiatura e al massimo della banda possibile.
  • Compatibilità a ogni tipo di batteria Vmount e Gmount tramite un semplice plate, oppure utilizzando un cavo XLR supporta dal 12V al 30V da ogni tipo di fonte energetica.

Ora per chi è interessato a tutte le caratteristiche, si fa un giro sul sito Blackmagic e scopre tutto della macchina, questo post nasce in risposta alla domanda che è sorta parlando con amici interessati ad acquistare questa camera, per capire quello che potrebbe essere necessario per usarla, e quello che diventa quindi una idea di spesa minima per essere operativi con tale camera.

Dalla scatola vi uscirà una Camera nuda e cruda con il suo alimentatore a rete, quindi dobbiamo preoccuparci al minimo di attrezzarci con :

Alimentazione

Soluzione A :
Classica Vmount/Gmount + un plate adattatore è la soluzione che spesso la stessa BMD suggerisce come soluzione di partenza, offrendo il plate da brand BMD per entrambi i formati.
Una soluzione del genere offre alimentazione alla camera, l’uscita Dtap della batteria una seconda alimentazione che può esser usata per alimentare uno o più accessori collegati alla camera. Inoltre la camera stessa ha un XLR out 12v per alimentazioni di prodotti aggiuntivi.
Il vantaggio di questo sistema è che la batteria è montata direttamente sulla camera e quindi è stabilmente collegata al corpo, bilancia il peso e riduce gli elementi (cablaggi etc) volanti intorno alla camera.
Lo svantaggio è che abbiamo solo una uscita aggiuntiva se dobbiamo alimentare gli accessori a 12v.

Soluzione B :
Classica Vmount/Gmount + PLATE  con distributore di correntetipo questo Lanparte per batterie Vmount che offre la stabilità di collegare la batteria alla camera, e allo stesso tempo si ha un distributore di correnti a diversi voltaggi per poter alimentare tanti diversi accessori.

Soluzione C :
Classica Vmount/Gmount + un distributore di corrente tipo il plate della Lanparte che ci offre non solo la possibilità di montare batterie sia VMount che Gmount, ma soprattutto aggiunge una distribuzione di corrente a differenti uscite a 5, 7 e 12v, usb, per poter alimentare diversi accessori con una sola batteria.

Il vantaggio di questa soluzione è che possiamo avere con una sola batteria l’alimentazione di diversi accessori : monitor, dischi esterni, ricevitori wireless etc.

Lo svantaggio di questa soluzione è che serve un supporto a barre dove posizionare tale distributore dietro la camera, e che ci sono più fili volanti intorno alla batteria (se servono naturalmente).

 

Storage

La camera utilizza sia le Cfast2 che le SD UHS-II per registrare i filmati, naturalmente a seconda del supporto ci sono limiti di velocità di scrittura sulle due schede, per cui anche messe in doppia scrittura le schede SD non possono registrare la massima qualità in raw, però si tratta anche di capire se e quando è necessario lavorare a quel livello, dopotutto su SD è possibile anche registrare fino ad un UltraHD  a 30 fotogrammi al secondo in prores HQ, il che significa una qualità eccezionale per la maggior parte delle produzioni video.

Soluzione A : si acquistano almeno una coppia di schede SD per la registrazione continua e alternata in formato UHD prores.
Vantaggio : Soluzione economica, efficace e ci permette di lavorare con molte schede rapidamente, sia per la scrittura che per lo scarico.
Svantaggio : hanno limiti di velocità di scrittura, quindi se servisse non si può spingere al massimo la camera.

Soluzione B : si acquista una coppia di schede CFast2 certificate  così che si possano registrate tutti i formati possibili, compresi quelli Raw alla massima risoluzione 4.6k al massimo numero di frame che richiedono un datarate così alto da registrare contemporaneamente su entrambe le schede.

Vantaggio : totally freedom Svantaggio: costo delle Cfast2 certificate.

Soluzione C : SSD adapter dalle Cfast2.
Da qualche tempo sono nate soluzioni DiY con degli adattatori da Cfast2 a Sata in modo che la camera crede che ci siano le schede cfast e invece sta scrivendo su ssd efficienti ma più economici. C’è un interessante tutorial del filmaker Tom Antos su come realizzarlo al di sotto dei 100$, altrimenti c’è la soluzione già pronta della Atoch che ne costa più di 600$

Soluzione D : Blackmagic si è resa conto che il costo delle Cfast non è sceso come era previsto negli ultimi 3 anni e quindi sono usciti con una loro soluzione, un recorder SSD da collegare alle uscite 6G della Ursa Mini Pro, che permette usando un doppio Ssd di registrare anche in raw.
Vantaggio : soluzione creata su misura quindi stabile, sicuro e ottimizzata per questa camera.
Svantaggio : questa soluzione non essendo passante 6G occupa entrambi i canali SDI in uscita, quindi non si può avere l’uscita 6G monitoriale, rendendo inutile avere monitor che supporta 4k con zoom per il focus se poi devi prendere l’uscita 3g del viewfinder che è fullHD, inoltre supporta 1 solo ssd rispetto ad una soluzione DiY, quindi ci sono ovvie limitazioni di velocità di scrittura, sul supporto dei formati raw al massimo di frame e peso.

Rig e Handle

La camera nasce già con ampie quantità di forature standard per poter montare diversi tipi di accessori, ma come le prime camere, è un mattone in metallo e magnesio, manca del minimo per poterla riggare con maniglie, supporti a barre etc quindi serve poter aggiungere qualche elemento di comodità operativa :

Soluzione A : Shoulder rig BMD kit che offre una maniglia superiore per un trasporto comodo, una piastra inferiore su cui montare supporto a barre, poggiarla a spalla e una maniglia con rosetta standard per montare accessori laterali.
Questa soluzione offre ad una cifra molto onesta solo vantaggi come standard, ben bilanciata la posizione sulla camerae comoda per poter muovere la camera da spalla a cavalletto in un attimo.

Soluzione B : scegliere una delle tante soluzioni dei vari produttori di rig da Smallrig a Lanparte a Wooden camera a Zacuto, a seconda delle necessità.
La scelta dipende dalle esigenze personali, di ciò che si vuol fare con la camera, chi deve montarla spesso su un Ronin o altro sistema di gimbal o jib deve trovare una soluzione efficiente per togliere tutto il peso inutile, se i diversi elementi sono bloccati con le brugole al corpo macchina diventa lento il cambio e poco funzionale, oltre al fatto che col tempo diventa noioso e c’è il rischio di danneggiare le filettature montando e smontando in continuo, stringendo con forza perché non si vuol rischiare di veder cadere a terra più di 7000 euro di attrezzatura, perché serrata male.

Video Assist oltre al monitor di serie

La camera possiede già un monitor 4 pollici di riferimento dove possiamo controllare le immagini e  muoverci in buona agilità, però in alcuni casi potrebbe essere utile aggiungere un controllo esterno, la camera possiede delle uscite 3G (FHD) e 6/12G (UHD) per utilizzare diverse soluzioni sia proprietarie Blackmagic che altro. A seconda del tipo di lavori che andrete a fare avrà senso o no aggiungere le soluzioni sottostanti.

Soluzione A : Viewfinder BMD o di terze parti.
Per molti operatori è importante e utile avere un viewfinder dove poggiare l’occhio e poter lavorare in concentrazione, oltre che protetti dal sole, il che in molte situazioni è meglio del monitor.
Il viewfinder BMD è un Oled a risoluzione FHD con tanti ausilii per il fuoco e il framing in modo da rendere il più semplice possibile lavorare. L’unico vantaggio di questa soluzione è il costo alto del prodotto (ma di ottima qualità) e che è vincolato ad essere vicini alla camera, quindi in caso di utilizzo di Jib o di Gimbal questo strumento diventa inutile.

Soluzione B : Monitor esterno come il Videoassist / Ursa Studio Viewfinder/ Atomos Monitor, etc. Questa seconda soluzione offre una visione di dimensioni maggiori, può essere una soluzione per la registrazione di proxy o backup contemporanea alla registrazione raw.
Lo svantaggio è che tutte queste soluzioni sono più sensibili alla luce ambientale e quindi in presenza di forte sole diventa molto più complesso leggere le immagini.

Il resto sono i normali strumenti, ovvero le lenti, cavalletto, filtri etc, ma quelli se non abbiamo fatto salti particolari da un prodotto all’altro, possiamo riutilizzarli senza problema, ricordiamo che la ursa mini Pro è una camera più impegnativa rispetto alle precedenti, ma allo stesso tempo più parca di richieste Hardware, se la confrontiamo con la production Camera 4K come potete vedere nella lista di Pronti, partenza e via che ho fatto qualche tempo fà.