Carlo Macchiavello

Tutto è possibile

Month: settembre 2016

Zuppa di codec 2, facciamo un consommè

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Oggi posso non installare quasi nessun codec nel sistema

Fino a qualche anno fa i codec erano la dannazione di tutti coloro che lavoravano nel video e non solo, nel senso che anche chi vedeva film, scaricava dalla rete in modo più o meno lecito, era costretto a scaricare e installare codec di ogni tipo, il che spesso minava la stabilità del sistema e rendeva sempre complesso ogni passaggio, anche il più banale.

Il divx, xvid, mp4 nelle sue incarnazioni più esoteriche hanno fatto venire gli incubi a più di un encoder, senza contare spesso la caduta di qualità o lo spazio occupato inutilmente quando non si sapeva settare correttamente gli encoder.

Oggi per fortuna molti codec sono andati a morire, sostituiti dalla standardizzazione degli stessi, per cui la maggior parte dei file video che sono visti, ripresi e registrati con lo standard H264 (derivato dall’mp4) racchiusi in diversi contenitori a seconda delle scelte di chi fa l’encoding :

  • mp4 (il più standard)
  • mkv
  • m4v
  • avi
  • mov
  • mts

Tutte queste estensioni possono indicare lo stesso contenuto, ma con una scatola differente, che dentro i computer non fa grandi differenze, mentre nel momento in cui li inseriamo in lettori multimediali, televisori, lettori bluray, decoder satellitari.

Se abbiamo un computer nuovo, o abbiamo appena installato un nuovo sistema operativo pulito, spesso si tende a installare tutti i codec che pensiamo siano utili, oggi come oggi, anche e soprattutto se si fa montaggio video, è importante NON installare quasi nulla sul sistema, mantenere pulita la installazione e usare i programmi con le loro capacità di decodifica interna dei codec.

 

Devo montare dei File xxx come faccio senza installare i codec xxx ?

I moderni software di montaggio video posseggono al loro interno i codec indispensabili per la lettura dei codec h264, mpeg, etc quindi se nel sistema si inseriscono decoder differenti e magari non ottimizzati invece di semplificare il lavoro lo possono complicare o creare difetti visivi o di performance.

Adobe, Blackmagic, Apple, Avid, GrassValley hanno introdotto internamente i codec professionali per gestire filmati nei formati Prores, DnxHD/HR, CIneform, H264, H265, Mpeg2 classico e LongGop, Dv/DvCam, P2, quindi coprendo praticamente ogni tipo di camera professionale e non prodotta negli ultimi 15 anni. Non solo, spesso alcune camere con varianti di codec che per essere viste correttamente nel sistema richiedono installazioni di codec, sono già supportate dal software di editing nel modo corretto.

 

Ma per vedere i file nel sistema, finder o gestione risorse devo installare i codec, come faccio?

Utilizzando un semplice player interpiattaforma come VLC è possibile visualizzare un sacco di formati come xvid, divx, etc senza installare alcun codec aggiuntivo, ed è in grado anche di convertire in altri formati, ha diversi sistemi di playlist e proiezioni dei filmati diretta o su altri monitor, guidati da controlli da tastiera o da remoto.

Se parliamo di montaggio video è sbagliato vedere dal sistema i video, perchè ogni sistema di montaggio professionale ha il suo metodo di screening e selezione del materiale, il modo corretto per gestire l’inizio di un montaggio video è sfruttare questi strumenti di Ingest sia selezionando che organizzando per folder o tag e metadata i materiali che andiamo a selezionare.

 

Se devo importare materiale nel formato non letto dal mio programma di editing?

Esistono mille modi di convertire un file in un altro formato, usando diverse utility per convertire in formati DI, quindi formati senza perdita. Oggi come oggi accade sempre più raramente tranne quando si vuole convertire materiale di origine di vecchia data, perchè il resto dei formati sono già integrati nel sistema. Quindi utilizzare un programma che legga direttamente e converta in un formato più standard è la via più semplice per gestire questo tipo di problematiche.

Attenzione ai contenitori (vedi articolo su contenitori e codec), spesso ingannano, molti programmi di editing non leggono direttamente i file mkv, ma se facciamo un rewrap dei dati dentro un contenitore adatto potremo velocemente spostare gli stessi dati (nessuna perdita) in un contenitore più efficiente per gestirle in un NLE. Trovate la spiegazione su come farlo in questo articolo.

Ha senso usare una camera vecchia?

In un mondo veloce, dove ogni 6 mesi viene annunciata e poi rilasciata una camera nuova, l’obsolescenza tecnologica è sempre dietro l’angolo, siamo sempre con il dubbio di avere macchine vecchie, che non ci danno la qualità che ci serve, che stiamo perdendo colpi con il mondo…

Ne siamo proprio sicuri?

hateful eightNella storia del cinema e del documentario determinati modelli di cineprese sono durati decine di anni, e recentemente grazie alla passione smodata (uso il termine non a caso) del regista Quentin Tarantino, sono state riesumate leggende del cinema come le cineprese 70mm per la ripresa del suo Hateful Eight, il secondo western realizzato secondo una sua particolare visione dopo Django unchained, per tale occasione oltre che cineprese gigantesche sono state riesumate ottiche, perchè un frame così grande richiede ottiche speciali, e il cinema non ha le seghe mentali dei videomaker sul crop, perchè non si è fatto dettare le regole dalle aziende fotografiche, ha sempre usato lenti proporzionali al piano focale usato, quindi lenti corrette per il s35 che non hanno crop, contrariamente a quello che accade sulle cineprese digitali non attacco PL o passo C per montare le lenti originali per queste camere. Per la proiezione sono stati strappati alle ragnatele e alla polvere proiettori ottici che avevano visto le loro ultime pellicole con BenHur, i Dieci comandamenti e altri capolavori realizzati o presentati nello splendore del 70mm.

Nel frattempo Kodak, non si è fermata negli ultimi 50 anni e ha fatto pellicole più ultrasensibili per il cinema come le 500 asa, nelle quali la grana è solo percettibile in modo minimale, mentre prima era molto presente e grande come struttura dei grani, ma si resta nei 160-320 asa per ottenere il meglio dalla pellicola, in contrasto con la moda delle centinaia di migliaia di iso delle dslr per riprendere al buio scambiando la luna per il sole…

Ma il digitale è un’altra cosa, o no?

so che mi conosce si aspetta che parli del brand di camere che uso, e invece no… parlerò delle altre camere…
se facciamo una rapida ricerca riguardo agli ultimi 6-8 anni potreste scoprire come il primo modello della Red e il primo modello di Arriflex Alexa sono le principali cineprese utilizzate per girare il maggior numero di blockbuster e film d’autore di questi anni.

Queste camere, pur essendo poco luminose, 3200 asa al massimo, ma vanno usate al meglio restando intorno agli 800 asa, essendo un hardware vecchio anche se progettato e mantenuto bene da continui aggiornamenti firmware.

Terry Gillian di fronte alle Jumbo Light

Terry Gillian di fronte alle Jumbo Light

Eppure se si diciamo ad un Direttore di fotografia che avrà a disposizione una Red o una Alexa, ben impostate dal dit di turno, nessuno andrà a lamentarsi con la produzione del fatto che gli forniscono una camera antiquata…
men che meno poco luminosa… visto che il cinema serio si faceva con la pellicola 50 asa, quindi una macchina che si usa a 800asa comporta i problemi contrari, ovvero avere troppa luce per la gestione della camera.

Il nostro vanto italiano, Vittorio Storaro, conoscendo le necessità della pellicola, fece creare dal tecnico Filippo Cafolla quelle che oggi tutti conoscono come le Jumbo Light, un adattamento delle luci di un Jumbo per la corrente da studio, per avere una gamma dinamica di colore per la fotografia, la possibilità di regolarne l’intensità, e la trasportabilità.

Il cinema si fa con la luce, aggiunta, sottratta, addomesticata con filtri, non certo lavorando solo con la luce naturale. Ci sono delle eccezioni come alcuni direttori di fotografia cerchino di usare sempre e solo la luce naturale, ma questo spesso costringe a girare poche ore al giorno, in condizioni particolari, e poi andranno amplificate ed evidenziate nella fase di grading delle immagini.

Esempi anche low cost si possono trovare sui set di film come MadMax Fury Road dove oltre alle Alexa sono state usate maree di camere comprese camere low cost di diversi anni prima, eppure nessuno sullo schermo ha notato la differenza…

Quando Danny Boyle decise di girare 28 giorni dopo con una telecamera e solo la scena finale in pellicola nessuno spettatore in particolare notò la cosa o se ne lamentò, solo gli appassionati cinefili o gli addetti ai lavori sapevano che lui aveva girato il film nel 2002 con una telecamera Dv Canon XL-1S, con lenti cinematografiche con un adattatore per le lenti, e poi postprodotto dalla MPC con un loro software proprietario per ricampionare il materiale in 2k (quadruplicare la risoluzione originale) e stampato su pellicola 35mm dopo aver corretto e ottimizzato il materiale al meglio.

Naturalmente erano stati fatti diversi esperimenti sia dal direttore di fotografia che dai tecnici responsabili della successiva interpolazione, istruendo correttamente il direttore di fotografia per cosa avrebbe dovuto fare e soprattutto cosa non avrebbe dovuto fare, per evitare di evidenziare troppo i limiti della interpolazione del materiale da 720×576 al 2k (quadriplicare le informazioni), ad esempio evitare linee nette oblicue, dettagli che avrebbero scatenato moire e altre problematiche legate alla bassa risoluzione della camera.

Il fatto che lo stesso Danny Boyle per il Slumdog Millionaire avesse usato anche delle camere 16mm digitali (i prototipi delle tedesche SI2K) influenzò l’assegnazione dell’Oscar per la miglior fotografia al film, raccogliendo il primato di essere il primo film a vincerlo non girato con pellicola Kodak (la parte in negativo fu girata con pellicola Fuji) e a contenere molte parti girate in Raw digitale con codec CineformRaw.

Ora tutto questo discorso per andare dove?
beh molto semplice, diritti al concetto fondamentale che tutti vogliono tenervi nascosto :
è la storia, non la camera che usate per filmarla che conta…

chi vi dice il contrario o vi vuol vendere qualcosa, o non ha storie da raccontare…

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