Carlo Macchiavello

Tutto è possibile

Month: aprile 2016

Filtro ND, cos’è e come si sceglie e/o si usa

I filtri nel mondo Digitale

il fatto che si catturi con sensori digitali ha diffuso la leggenda metropolitana che i filtri non siano più necessari, perchè tanto si fa tutto in post… ironicamente erano nati con la pellicola che aveva una superiore gamma dinamica della maggioranza dei sensori di fotocamere e dispositivi varii, e oggi proprio sui dispositivi più “deboli” si pensa che non servano…

La luce spesso va “addomesticata” perchè troppo dura, troppo morbida, troppo angolata, troppo calda e troppo fredda, troppa in alto e poca in basso e così via…

Neutral-Density-FiltersCos’è un filtro neutro?

Un filtro ND Neutral density, è un filtro neutro lineare o sfumato che riduce la luce entrante nella lente, in modo da ridurre la luce in eccesso. In fotografia si usa per controllare la luce con esposizioni prolungate di diversi secondi, in cinematografia serve a controllare la quantità di luce con diaframma e tempi di scatto fissi.

Mi serve?

se volete controllare la vostra esposizione, e non potete controllare il sole e le nuvole, si…

Per farla breve, alle 17.00 di un giorno primaverile in riva al mare, con 200 iso e 1/48 di otturazione (otturazione cinema) per esporre correttamente la scena dobbiamo chiudere a 22 il diaframma… Non vi dico a mezzogiorno…

E per esporre correttamente il cielo servirà un ulteriore filtro ND4 sfumato per compensare la grande luminosità del cielo rispetto a al mare o al terreno.

Come funziona?

Graduated-ND-filter-effectsIl filtro neutro lineare è un elemento in vetro o resina con una capacità di assorbimento della luce progressiva in funzione della propria numerazione ND 2/4/etc più è alto è il numero e più luce può assorbire.

Il filtro neutro sfumato è un elemento in vetro o resina con una sfumatura dal neutro ad assorbimento pieno, in modo che si possa compensare inquadrature dove il cielo sarà più luminoso della parte in terra.

Filtro fisso o graduale?

In realtà servono entrambi per gli esterni, perchè il cielo spesso sarà molto più luminoso del terreno e quindi serve quello sfumato, mentre se non inquadriamo il cielo servirà facilmente quello “pieno” per compensare l’eccesso di luce.

Esiste una terza scelta, che è una variante del primo filtro, il filtro Nd variabile, un filtro ND con una doppia ghiera, che a seconda di come lo si gira fa passare più o meno luce. Il filtro ND variabile è fatto con una coppia di filtri polarizzatori.

il che significa che se è di scarsa qualità crea un brutto effetto ad X al centro dell’immaginexpGRn, e delle dominanti di vario tipo verso il verde man mano che si aumenta il filtraggio della luce. Se è di buona qualità sarà un ottimo complemento all’esposizione, ma si deve fare attenzione che essendo comunque un polarizzatore andrà a togliere alcuni riflessi sugli oggetti, togliendo parzialmente la tridimensionalità degli elementi.

Un buon filtro ND variabile è il Genustech

Perchè non si può far a meno del filtro ND?

Sia che lavoriamo con una pellicola fotografica di altissimo livello (19stop) o una camera digitale classica (8-14 stop di gamma dinamica), non avremo una camera in grado di catturare tutta la gamma dinamica dalle ombre alle alte luci nel modo corretto, perchè la realtà sarà sempre più “ricca” d’informazioni e dovendo scegliere si finisce col catturare una immagine con meno informazioni di quelle percepite dall’occhio umano, mentre usando un filtro ND sfumato, o un filtro ND classico potremo catturare una immagine più interessante e piacevole.

In fotografia catturando la luce possiamo :

  • dosare la quantità di luce aumentando o riducendo il tempo di scatto, ma questo influenza la cattura degli elementi in movimento, con tempi lenti avremo oggetti mossi, mentre con tempi veloci si congelano nello spazio.
  • dosare la luce aprendo o chiudendo il diaframma, ma questo comporta che entro certi limiti si riduca o si ampli la profondità di campo, quindi chiudendo il diaframma al massimo si estende al massimo la zona di fuoco, che non sempre è ciò che vogliamo.

In Cinematografia catturando la luce possiamo solamente cambiare il diaframma, perchè l’otturazione deve essere per la regola dei 180 gradi (otturazione a farfalla) il valore doppio dei frame al secondo, altrimenti le immagini in movimento saranno stroboscopiche.

Come potete immaginare, se volete scegliere il diaframma, e controllare quanta luce entra, l’unico modo è usare dei filtri Neutri che riducano la quantità di luce che arriva al sensore.

Io posso chiudere il diaframma, non mi interessa la dof, posso evitarli?

In generale no…

  1. Se ho un cielo luminoso e lo espongo correttamente vuol dire che sottoespongo tutte le parti medie riempendole di rumore, quindi avrò una immagine di bassa qualità
  2. Se chiudo troppo il diaframma, rischio la diffrazione, che mi fa perdere nitidezza nell’immagine. Il fatto che nel cinema e in fotografia si usino normalmente i diaframmi centrali non è casuale, ma serve sia a non avere una sfuocatura di campo tanto estrema da non tenere i fuochi durante i movimenti e poter catturare il massimo della nitidezza dalle lenti.
  3. In esterni la quantità di luce durante il giorno è spesso troppo alta per la maggior parte degli ISO applicabili in scatto o ripresa, quindi o si lavora a diaframmi chiusi, iso bassi e otturazione alta o si avrebbero immagini sovraesposte… ma l’otturazione alta in ripresa video significa immagini fortemente stroboscopiche.

Ir pollution, questa paura?

fig6_irOk abbiamo detto che i filtri ND sono il bene, ma non hanno punti deboli?
Quando si usano filtri MOLTO FORTI tipo ND16 o si sovrappongono più filtri neutri si può notare il fenomeno chiamato IrPollution, ovvero la sensibilità maggiore dei sensori digitali ai raggi Infrarossi porta a vedere negli elementi scuri un inquinamento cromatico rosso.

Il fenomeno si presenta solo a fortissime filtrature se i filtri ND non hanno il trattamento Ircut o non si è applicato un filtro IrCut alla lente, che tagliando i raggi infrarossi non si presenterà il difetto.

A seconda delle lenti, delle camere usate, ho potuto osservare il fenomeno solo in poche occasioni di filtratura molto fortemente con due ND molto pesanti, ND8 + ND16 e mettendo un buon filtro IRcut il fenomeno spariva, per cui è una preoccupazione relativa, ma si deve sapere di cosa si parla.

A seconda delle camere, Arriflex, BMD, Red etc ci sono frequenze diverse da tagliare, ad esempio le BMD lavorano meglio con un filtro che tagli le frequenze da 680nm in su.

Perchè non si deve comprare una BlackMagic Cinema Camera :-D

bmcNOMolti di noi, acquistato un nuovo giocattolo diventano un piccolo “evangelist”, termine tanto caro al marketing americano per definire quelle persone che impongono un oggetto, uno strumento decantandone lodi così tanto intensamente da farli diventare miracolosi, persino quando non lo sono, o esaltando proprietà e valori che sono presenti negli stessi identici prodotti della concorrenza, ma la loro capacità sta nel far vedere che queste capacità miracolose le hanno solo i loro prodotti, distorcendo la realtà.

Personalmente ho superato quel periodo da almeno 20 anni, a me interessa il risultato, per questo motivo se trovo uno strumento più interessante cambio, non sono legato a marchi o prodotti, nè mi pagano per pubblicizzarli, e anche quando lo ero, lavorando come demo artist, imparai che l’onestà nel presentare punti deboli e punti forti del prodotto mi distinse dagli altri, perchè non volevo imporre il prodotto, ponevo in evidenza la realtà e lasciavo a chi doveva acquistare la scelta, nel tempo ha sempre dato ottimi frutti.

Perchè tutto questo discorso? Perchè essendo passato a Blackmagic come corpo macchina in tanti non comprendono la mia scelta, e oltretutto non ne parlo in modo esageratamente positivo, come se non volessi farne l’evangelist, mentre quelli che conosco devono per forza imporre le loro scelte agli altri… li pagassero almeno… ma fa parte dell’animo umano, è stato addestrato a pagare e non essere pagato per tifare :-PP

Per questo motivo amici e conoscenti utilizzatori delle videoreflex aguzzate le orecchie e leggete tutti i motivi per cui non dovete comprare una Blackmagic Cinema Camera, vi farebbe male, lavorereste scomodi e tutte le vostre abitudini sarebbero sconvolte, e soprattutto usandola poi si inizia a pretendere di più, tutto quello che non siete abituati a fare normalmente.

  1. tranne la pocket Non hanno la batteria intercambiabile, per cui dovete attrezzarvi con una o più batterie esterne, perchè per lavorare ha bisogno di tanta corrente.
  2. NON ha un sensore full frame, quindi normalmente con le lenti fotografiche si deve gestire un minimo di crop, equivalente al formato APS-C.
  3. NON ha il fuoco automatico continuo, per cui si lavora con il follow focus o con i fuochi manuali dopo aver preso il fuoco col bottone focus.
  4. Il formato di qualità più bassa che può registrare è il Prores Proxy, che occupa un sacco di spazio sui dischi, figuriamoci in raw…
  5. La qualità così alta crea file molto nitidi e puliti, quindi si è costretti ad usare lenti di ottima qualità, filtri di qualità e tutta l’attrezzatura va upgradata molto per alzare la qualità.
  6. Si lavora con solo un iso reale, 400 o 800 iso, gli altri sono fittizzi, e pochi, di solito 200-400-800 e alcune hanno anche il 1600 iso, se deve fare come con la pellicola, aggiungere luce, perchè… notizia sconvolgente, la pellicola cinema più sensibile è 500 asa!
  7. I supporti sono SSD ad alta velocità quindi costosi per registrare il girato.
  8. Non si possono cancellare le clip in camera, per evitare frammentazione del disco e cancellazioni errate, come nelle cineprese digitali professionali.
  9. La normalità è girare in raw log, quindi poi per usarlo dobbiamo imparare a sviluppare le immagini e fare un file proxy di lavorazione, pensare di montare direttamente il raw richiede risorse molto molto grandi.
  10. il monitor è fisso sulla camera non orientabile, come la 5d… è un problema…
  11. Il monitor prevede solo uno zoom 1:1 e pochi controlli, quindi fondamentale avere un monitor esterno, per fare fuochi e tutto il resto.
  12. Non ha automatismi di nessun tipo, dobbiamo imparare ad esporre, a fare il fuoco, a sapere come si lavora…
  13. Non si applica il denoise in camera, se esponiamo male e abbiamo rumore dobbiamo toglierlo in post
  14. Ha un corpo massiccio e pesante, quindi va riggata e applicata su cavalletti, bracci e slider di livello più alto per supportare un maggior peso e gestirlo al meglio
  15. Non scatta fotografie, quindi dovete usare una macchina fotografica o vi accontentate di frame estratti dai soli 8.9 mpx raw, come si faceva 5-7 anni fà.
  16. ha un microfono orrido solo per un audio buono per fare il sinc, ma nasce per usare audio esterno, infatti ha due ingressi mono bilanciati per entrare con un audio esterno professionale
  17. non ha un filtro ND integrato, lo si deve gestire esternamente…

insomma un sacco di brutte cose per gestire per chi è abituato alle dslr e alle telecamere… evitatela, poi finite col capire come si girano i film, perchè si deve pensare prima di girare ore di materiale a caso, illuminato male, di fare fuochi a caso che stanno davanti o dietro i soggetti e un sacco di altre cose…

il mio commento è naturalmente ironico, visto che ogni giorno i professionisti lavorano in questo modo per realizzare i film che ci colpiscono ogni giorno, e la maggior parte di questi commenti si adattano anche alle cineprese digitali più blasonate. Il più grande problema delle camere Blackmagic è il basso costo, quindi le prendono persone abituate al run & gun delle dslr o delle telecamere e si trovano di fronte ad una cinepresa, che è un prodotto nato con scopi diversi e finalità diverse di lavoro, che richiede operatività e conoscenze diverse. L’incomprensione che nasce da ciò è spesso causa della cattiva fama delle stesse. La mia riflessione è banale, se le usano su grandi set (e non solo come crash cam) vuol dire che hanno ragione di esistere anche ad alto livello.

Adattiamoci, ma come ?

testate su sensore s35

testate su sensore s35

Da diversi anni sono un amante delle lenti vintage, dalla prima mirrorless nel 2010, la gh2, che grazie al tiraggio molto basso era possibile montare lenti di altri formati senza grandi spese, ma basta un anello metallico per portare la lente alla giusta distanza dal sensore. Permette di ridare smalto alle vecchie lenti, oltre a risparmiare in molte situazioni sul costo di nuove lenti che saranno usate in manuale e quindi più comode da gestire.

Ora tutto questo è così semplice? perchè allora ci sono anelli cinesi da 10 euro e anelli americani (metabone) da 200 euro?
facciamo due riflessioni pratiche sul tutto, quando vale e quando no e come funziona il meccanismo di adattamento.

Tiraggio di un formato

Ogni formato camera lenti ha un rapporto ben preciso di distanza tra lente e piano focale, sensore o pellicola, questa distanza si chiama tiraggio della lente, e varia in modo considerevole o meno da formato a formato. Questa distanza permette la proiezione corretta dell’immagine catturata dalla lente sul piano focale. Se questa proiezione viene fatta più avanti o più indietro, la combinazione di lenti interne dell’obiettivo non lavorano più in modo corretto e si potrebbe perdere la capacità di messa a fuoco corretta.

Un anello cosa fa

Quando devo adattare una lente di un formato, ad esempio Nikon F (46,5mm) ad un formato Canon EF (44mm) devo verificare se il tiraggio me lo permette, se il tiraggio è maggiore (distanza maggiore) è possibile, perchè l’anello che mettiamo in mezzo oltre a fare da adattatore all’attacco delle baionette, aggiunge la distanza all’attacco EF (44mm) per far si che la lente Nikon F (46,5mm) sia alla giusta distanza per proiettare il fuoco correttamente. Quando si hanno lenti che invece hanno un tiraggio incompatibile, ovvero con distanza negativa, si devono mettere anelli con una lente correttiva, che tranne rari e costosissimi anelli, riducono la qualità visiva originale della lente e quindi non ne vale la pena.

In breve : un anello adattatore fornisce sia la corretta distanza della lente dal piano focale sia la baionetta per collegare correttamente l’anello alla camera su cui vogliamo montare la lente

Cosa non fa un anello

Con eccezione delle ottiche di tipo passo C, che sono per 16mm e quindi molto piccole rispetto al diametro classico delle ottiche fotografiche, un anello non può far rientrare un’ottica dentro il bocchettone della camera, sia perchè nel caso di reflex potrebbe scontrare lo specchio durante lo scatto, sia perchè la dimensione e forma non lo permetterebbero.

Tranne anelli più costosi come i metabone, non vengono trasmessi dati da lente a corpo macchina, perchè si tratta di anelli meccanici. Al massimo hanno un chip di trasferimento dati exif, per cui tramite la fotocamera è possibile programmare l’anello per indicare alla camera che tipo di lente è montata e il diaframma massimo, in modo che nei dati exif delle foto ci siano indicazioni di cosa è stato usato per lo scatto.

Perchè la mancanza di precisione diventa un problema

Considerato che si parla di semplici anelli metallici, perchè la precisione è importante? Perchè si sposta il piano focale, e spostandosi il piano focale, l’anello della messa a fuoco non è più corrispondente, ad esempio un anello che sia più spesso di un decimo di mm porta a perdere la messa a fuoco all’infinito, ovvero si mette a fuoco fino a 15-20 metri, e il resto è fuori fuoco. Naturalmente dipende da ottica a ottica, ma parliamo di decimi di mm…

Se la baionetta non è perfettamente salda sull’anello, quando cambiamo il fuoco l’anello balla, nel caso migliore in senso rotatorio, il che può essere fastidioso durante lo scatto, ma se usiamo le lenti per uso video diventano poco utilizzabili.

Se la baionetta dal lato lente non è perfettamente planare la lente si inclina, si parla di magari un grado, che potrebbe sembrare nulla, ma a parte il discorso di movimento dell’immagine, farebbe l’effetto delle lenti decentrabili sfuocando dai due lati perpendicolari alla decentratura…

Se volessimo fare qualcosa di più solido?

5forats2Oltre ad anelli più costosi esiste una seconda soluzione, più drastica, ma più sicura, ovvero cambiare direttamente la baionetta della lente.

L’azienda di Barcellona Leitax crea baionette sostitutive per le diverse lenti per passare da un mount all’altro in modo solido e sicuro, in pratica si svitano le viti della baionetta originale, si toglie e si monta la nuova baionetta creata a mano in CNC su misura per noi.
Soluzione un po’ più costosa, ma definitiva e soprattutto solida, sicura, precisa al millesimo di mm. Inoltre l’autore delle baionette è un entusiasta che studia e smonta e monta molte lenti, e ha trovato la possibilità di adattare lenti che in realtà hanno tiraggi minori, ad esempio alcuni modelli di Minolta Rokkor 55mm 1.2 perchè la baionetta originale lascia spazio per sostituirla con una baionetta più corta (5 decimi di mm) e montare il tutto su attacco EF. Oppure per lenti Zeiss, Leica, etc dove la lente vale quei 50-70 euro di investimento per un adattamento sicuro e stabile nel lavoro.

edmikaOppure se vogliamo usare le lenti FD Canon sul nuovo formato, esiste un artigiano Americano EdMika che crea anche lui i mount dedicati al passaggio tra i due tiraggi che di base non sono compatibili, ma sostituendo le baionette è possibile, ed è specializzato in lenti FD portate su EF.
Oggi EdMika ha aggiunta ai suoi kit di conversione anche una baionetta per la conversione da Minolta Rokkor a EF.

Voightlander 55mm 1.4 AR

Un altro prodotto molto interessante solo le lenti Voightlander, prodotte su schema Zeiss, spesso con una nitidezza superiore a molti Planar prodotti da Zeiss stessa negli anni 70, ma a costi molti più contenuti. Prodotte in più formati e baionette che possono essere adattate facilmente al formato moderno, ad esempio la baionetta QBM di Rolley può essere convertito in modo molto semplice e rapido al formato EF, basta acquistare una baionetta di conversione da siti come Leitax.com o Edmika, togliere le tre viti relative alla baionetta originale, toglierla, appoggiare la nuova baionetta, rimettere le tre viti e voilà, la lente QBM è trasformata in una lente EF, con una salda baionetta in metallo che rende il collegamente tra camera e lente robusto e duraturo.

Upgrade -> Miglioramento … mica sempre

firmware 2.4In un mondo sempre più veloce, più frenetico, sembra che l’upgrade dei prodotti sia fondamentale per lavorare, anzi indispensabile e se si rimane indietro diventa un problema…

ci sono produttori di hardware come nel caso del mobile che addirittura forzano l’upgrade ai nuovi firmware e SO scaricandoli in automatico sui device, occupando spazio, creando falsi errori di sistema all’uscita dei nuovi os per “involontariamente” causare la necessità di reset per aggiornare il sistema, e spesso impedendo che si possa tornare indietro, o portando l’utente a necessità di essere un super smanettone per tornare indietro. Sono testimone personalmente dei problemi causati da due aziende leader nel settore, che resettando i device al precedente sistema con metodi da hacker (perchè per una delle due non esiste modo di fare il downgrade, anzi viene bloccato dal server dell’azienda), si ripristinano perfettamente le funzionalità, e a dispositivo pulito, se si fa l’upgrade si blocca o si rallenta o si rende inutilizzbile il prodotto.

Ora se siete qui è per parlare di macchine fotografiche o telecamere, già in passato mi sono dilettato nell’hacking dei firmware delle panasonic grazie al tool realizzato dall’hacker russo Vitality, sia utilizzando preset già fatti tra cui il famoso Flowmotion, sia creando varianti per conto mio, per ottimizzare la resa della panasonic GH2, eccellente vdslr che con l’hacking era in grado di competere con telecamere di fascia molto più alta.

Oggi vediamo come non sempre un upgrade equivale ad un vantaggio. Da tempo sono passato alle cineprese digitali, in particolare Blackmagic Design, ne ho sviscerato pro e contro in altri articoli, e ho espresso il mio pensiero, poi a seconda delle necessità e dei gusti possono piacere o no, per le mie necessità sono vicine alla perfezione, e per il costo che hanno superano di gran lunga i risultati.

Presa un anno e mezzo fa, quando c’era ancora un firmware molto basico, pian piano con realease firmware sempre più sofisticate la macchina è diventata un prodotto da produzione affidabile e di qualità.

Di recente avendo avuto necessità di ripresa in low light, mi sono accorto di un difetto che non avevo notato in passato, perchè non c’era…

avendo fatto delle riprese alla nipotina al buio, o meglio illuminata solo dalla luce della tv della cucina, quindi quasi al buio, ho notato un alone nero su lato sinistro molto denso, e sopra una cosa similare, ma meno intensa.

Subito mi sono inquietato, ho fatto qualche prova a diversi livelli di luce, e il problema nasceva in assenza di luce, dove pompando in post il segnale (di 5 stop) di una immagine ripresa col tappo, veniva messo in evidenza come da jpeg.

Sicuro che non fosse così in precedenza, mi sono messo a fare qualche ricerca e ho incontrato un post proprio sul sito della BMD, relativo a questo problema con il nuovo firmware…

dopo aver fatto qualche esperimento, con molta pazienza (cambiare il firmware sulla camera richiede circa 15 minuti ogni volta), ho scoperto che a seconda del firmware il risultato in low light era differente.

la versione 1.9.5 firmware 1.9.5mostra a 5stop +  una leggera forma di banding, assente in presenza di segnale luminoso. Più che naturale su una immagine del genere.

firmware 2.0.1ad una versione 2.0.1 presenta un banding un poco più pronunciato

firmware 2.4la versione 2.4 che introduce teoriche ottimizzazioni macchina (sarei propenso a pensare il contrario) e aggiunge solo le guide per i formato 1.84 e 2.40 allo schermo, che posso usare quelle del monitor esterno, o il caro vecchio foglio di acetato con i segni sul monitor di controllo, la posso evitare a piè pari.

quindi concludo che ad oggi, essere sempre aggiornati non è un bene ad ogni costo, e che bisogna saper guardare indietro, perchè quello che avrei immediatamente ricondotto ad un difetto hardware, in realtà è legato al software della macchina.

Ora immagino già che i detrattori della BMC siano già pronti con commenti di sdegno, ma li fermo informandoli che la prima Alexa che ho provato, macchina che costa 20 (venti) volte la bmpc4k al rilascio era nelle seguenti condizioni :

  • l’audio non si registrava in camera perchè il firmware non considerava gli xlr della camera
  • si registrava in prores, tre tipi, internamente solo il formato fullHD, e la registrazione 2k era disponibile solo da registratore esterno che sarebbe arrivato 6 mesi dopo
  • ogni 3-4 registrazioni una la saltava, senza dare preavviso, per cui si dovevano sempre riguardare gli shooting altrimenti si rischiava di avere delle mancanze di shooting sulle scene
  • la quantità di rumore della prima release era mostruosa, ricordo i primi girati e sembravano da dslr, perchè il black shadowing non funzionava bene e non sottraeva bene il rumore del sensore
  • ha il marchio che è una garanzia cinematografica da decine di anni, quindi le persone pretendevano, ma non se ne lamentavano sui forum, perchè con quella macchina ci lavoravano… daltronde anche le cineprese a pellicola si inceppavano, graffiavano il girato, etc.

quindi questo post non per lamentarmi del problema, del quale BMD è stata informata con dovizia di dettagli, ma per fornire una soluzione a chi deve risolvere al volo, cioè tornare indietro al firmware 1.9.5

voglio ricordare che nella vita chi si lamenta al vento, perde tempo
chi si ingegna ed evolve, va avanti e risolve 😀

Anni 80, un mito creato o veramente facevano dei film come non si fanno più?

Spesso parlando con le persone mi capita di notare come oggi il cinema oltre a non raccontare storie nuove, non lascia traccia, e non è una sensazione di nostalgia pensare agli anni 80, ma mancano proprio i film… film che lascino un segno, che rimangano scolpiti nella memoria e che segnino le generazioni. Forse è colpa dei tempi, ovvero di come oggigiorno il film è oggi al cinema, tra un mese in distribuzione dvd-bluray etc, quindi non si fa neanche più in tempo ad affezionarsi…

mah, non credo…

Ho iniziato a guardare un po’ quali film erano distribuiti negli anni 80, e beh la quantità di FILM con la F maiuscola è grande, molto grande, mentre ho difficoltà a elencare così tanti film nei tempi più recenti … E ho usato una autorità di sito come IMDB per gli elenchi…

1984

1985

giusto per citare quelli che mi sono piaciuti di più, ma in quell’anno sono usciti film come Cercasi susan disperatamente che lancia Madonna come attrice, Il colore viola di Spielberg, Il bacio della donna ragno, Le miniere di re Salomone, L’uomo con la scarpa rossa, che lanciò Tom Hanks, Spie come noi che fu campione d’incassi con Dan Akroid e Chevy Chase, L’onore dei Prizzi, D.A.R.Y.L. e ne tralascio molti altri…

1986

Per citare i più famosi…

facciamo un confronto? ok vediamo l’anno appena passato:

2014

  1. Lo Hobbit terzo capitolo sequel
  2. i guardiani della Galassia
  3. Interstellar
  4. Una notte al museo 3 sequel
  5. Hunger Games 2 sequel
  6. Tartarughe Ninja remake
  7. Scemo e più scemo 2 sequel
  8. Big Hero 6
  9. Birdman
  10. The lego movie
  11. I pinguini di Madagascar spin-off
  12. Maleficent
  13. Ape Revolution sequel-remake-retelling
  14. I mercenari 3 sequel
  15. X-men giorni di un futuro passato sequel
  16. Lucy
  17. Transformer 4 sequel
  18. CapitanAmerica 2 sequel
  19. Hercules il guerriero remake
  20. Spiderman 2 il potere di electro sequel
  21. Noah
  22. Rec4 sequel
  23. Sincity2 sequel
  24. Dracula Untold
  25. Godzilla remake
  26. 300 l’alba di un impero prequel
  27. Robocop remake
  28. I, Frankestein
  29. Wrong turnb 6… sequel
  30. Hunger Games : Il canto della rivolta parte I (sequel parte 1)

2015

 

  1. MadMax Fury road  sequel (di gran classe)
  2. Star wars il risveglio della forza sequel o retelling?
  3. Ex machina
  4. Creed sequel
  5. Operazione U.N.C.L.E. remake
  6. The hateful Eight
  7. The martian
  8. Inside Out
  9. Fast & furious 7 sequel
  10. Kingsman : Segret Service
  11. Avengers : Age of ultron sequel
  12. Hotel Transilvania 2 sequel
  13. Sicario
  14. terminator genesys Sequel
  15. ant man
  16. Jurassik World sequel
  17. Black mass
  18. Birdman
  19. Spy
  20. Big Eye
  21. Mission: Impossible – Rogue Nation sequel
  22. Piccoli brividi
  23. Insidious 3 – L’inizio prequel
  24. Humandroid
  25. Come ti rovino le vacanze remake, retelling, sequel tutto insieme
  26. Lo Hobbit La battaglia delle 5 armate sequel obbligatorio
  27. Steve jobs
  28. Southpaw
  29. Teneramente folle
  30. Everest

Nel 2014 tra primi 300 film dell’anno ci sono principalmente dei remake, dei sequel, film inutili che si basano esclusivamente su impianti visivi di effetti speciali, dai quali tolti quelli poco rimane…

Nel 2015 già va un poco meglio… piu o meno..

Ora a parte l’effetto nostalgico, o i legami sentimentali, facciamo un discorso puramente artistico o commerciale…
Se si fanno sequel, remake, retelling vuol dire che non si hanno più idee o non si vuol investire più di tanto in idee nuove.
Inoltre questo brutto vizio di cambiare, modificare, manipolare il film fino al giorno precedente alla prima mostra come ci sia una debolezza molto grande nella storia fin dall’origine.
Discorso commerciale :  sparare nel mucchio tonnellate di film fotocopia che costano boati di soldi significa essere dei pessimi investitori, perchè anche quando guadagnano il bilancio spesa guadagno se va bene è al doppio o al triplo, ma il rischio imprenditoriale iniziale nel fare questi brutti film è altissimo, infatti molti di questi film sono dei flop perchè avranno recuperato gli investimenti originali solo con la distribuzione HV, che per quanto sicura visto che si vendono i diritti prima ancora di girare i film, è alquanto deprimente…

Angolo focale vs lunghezza focale, quando il crop sembra un problema

Ultimamente trove troppe persone che vedono il crop nel modo sbagliato, complici le pubblicità delle varie case fotografiche e non, che parlano troppo di quello che non sanno, o che vogliono comunicare con troppa enfasi con i termini sbagliati al pubblico.

Se volete farvi una panciata di dati tecnici ho scritto un articolo dedicato al crop, questo è più un riassunto pratico e pragmatico del crop riguardo alle focali, angoli e lunghezze…

Quando guardiamo una lente, possiamo vedere essenzialmente due valori, la lunghezza focale e il diaframma, ovvero il primo valore indica la struttura e la forma della lente che indicano la deformazione prospettica con cui cattura il mondo circostante, mentre il secondo valore indica la dimensione massima di apertura delle lamelle che fanno entrare la luce in camera, questo controlla sia la massima luminosità che la riduzione della profondità di campo in modo inversamente proporzionale, cioè più è grande l’apertura minore è la profondità di campo.

Se poniamo una lente di fronte a un sensore di dimensione inferiore, in pratica la luce ricevuta non è quella totale raccolta dalla lente ma solo una parte (quella centrale), questo fenomeno è chiamato crop ovvero dall’inglese RITAGLIO, non deformatore, non distorsore, non campo di magia collettiva, solo RITAGLIO, perchè ritaglia solo la parte centrale dell’immagine proiettata.

Per questa ragione può si influenzare il secondo valore che influenza la quantità di luce catturata (prendendone solo una parte) ma non può in nessun modo alterare il primo valore, perchè non deforma la luce, lascia inalterata la curvatura delle lenti originali.

Quello che non si esprime mai, ma che con le vecchie regole di fotografia dove una lente era fatta per un piano focale a misura (era troppo stupido fare una lente più grande del piano focale per sprechi di luce, risorse, vetro etc, ma oggi che siamo più furbi lo facciamo spesso e volentieri), a lunghezza focale corrisponde un angolo focale, ovvero l’ampiezza angolare che la lente cattura dal mondo.

Quando si parla di crop (RITAGLIO) di una lente 50mm quello che si ritaglia è l’angolo focale, ovvero invece di avere la focale di un 50mm avremo l’angolo focale di una lente maggiore, ma la distorsione prospettica è sempre quella del 50mm.

Quando sentite parlare di usare 35mm perchè con crop 1.6 si avrà un 50mm state lontani dal sito, dal video, dalla persona, perchè significa che ignorano i principi base di ottica e di fotografia.

Come si sceglie una focale?

dipende da ciò che volete ottenere, il 50mm offre la distorsione prospettica uguale a quella della visione umana, quindi offre una immagine naturale, se scende verso i grandangoli, essi danno maggior enfasi alla prospettiva, quindi in movimento gli oggetti, soprattutto quelli laterali sembreranno muoversi, fuggire più rapidamente, e se vi avvicinate agli oggetti andranno a distorcersi. Se salite verso i teleobiettivi le prospettive si schiacciano, gli aggetti sembrano più vicini tra di loro e quindi a seconda di quello che si vuol far sembrare possono aiutare a rendere anche più piacevoli ritratti e immagini.

Naturalmente nella scelta della focale c’è sia un discorso estetico che un discorso di gusto, io non amo i grandangolari spinti, che trovo troppo televisivi, ma c’è chi ne ha fatto il suo stile vincendo tre oscar (Emmanuel Lubensky), quindi ci sono diversi fattori in gioco. Di sicuro se si fa un ritratto con un grandangolare il risultato può essere grottesco, ma se voluto… va bene… in questa immagine si vede molto bene come la distorsione del grandangolare possa alterare la forma del viso, eppure la persona è la stessa.

La focale fa la differenzaNon significa che non si debbano usare, anzi, ci sono registi che amano quel tipo di visione come il grande Terry Gilliam, che spesso usa grandangolari per enfatizzare le prospettive, oppure Samuel Raimi che nacque con grandangolari molto spinti nelle sue prime produzioni per necessità sia di costi che di gestione degli spazi, e innamoratosi di quel tipo di estetica si è portato questa estetica lungo il suo cammino a Hollywood.
Altri come Hitchcock aveva preferenze sul trittico classico 35mm, 50mm, 85mm, e saltuariamente agli zoom, abituato anche alla produzione televisiva massiva, un regista avanti con i tempi senza sacrificare la qualità dei suoi progetti.

Perchè mi piacciono le lenti prime, e ho comunque comprato un paio di zoom…

Partiamo da un presupposto fisico ottico pratico : le lenti fisse sono in media qualitativamente migliori delle equivalenti focali dentro uno zoom, per minor numero di lenti in movimento, somma di lenti, controllo delle stesse etc etc etc, e possono essere più luminose con un costo comunque contenuto.

Le lenti zoom in media sono più “lente”, meno luminsose, ma spesso sono stabilizzate, cosa che nei fissi si trova molto più raramente, e hano il vantaggio di poter offrire più focali con lo stesso obiettivo.

Se sono agli inizi cosa mi conviene scegliere?

io sono vecchia scuola, quindi per gli inizi meglio partire da lenti fisse, quindi con un costo contenuto si possono acquistare lenti fisse, anche vintage, di buona qualità, luminose, e che insegnano la grammatica dell’inquadratura e della focale, cosa che nello zoom tutti sembrano diventare ciechi di fronte ad essa.

Ma se voglio avere anche uno zoom?

Uno zoom richiede per avere qualità un discreto o un grande investimento, per tante ragioni. Uno zoom di buona qualità ottica costa, se poi magari si vuole anche uno zoom luminoso, il costo sale anche di dieci volte il prezzo dello zoom base, ma si ha quello che si paga.

Per zoom significa avere più focali (luminose) a disposizione con uno stabilizzatore che mi aiuti nei movimenti macchina o se devo fare riprese a mano.

Perchè non dovrei usare uno zoom all’inizio, anche se posso comprarlo?

perchè ci sono principi di ripresa che non si imparano quando si ha a disposizione uno zoom!
esempio pratico :
ho la tripletta di lenti 35-50-85mm con cui tanti maestri da hitchcock ad altri hanno girato interi film, devo fare una inquadratura e monto il 35mm, poi mi muovo con la camera indietro o avanti per trovare l’inquadratura corretta degli attori, sto attento a come posiziono la camera, a come compongo l’inquadratura perchè essendo fissa la focale, ciò che è dentro e ciò che è fuori campo contano.
La lente fissa mi obbliga a pensare, decidere, non muovere la leva dello zoom a caso per far stare tutto dentro l’inquadratura.
La lente fissa mi porta a decidere quale focale, e quindi che tipo di aspetto ed estetica applico all’inquadratura, perchè le differenti lunghezze focali alterano la prospettiva e di conseguenza l’immagine finale.

Lo zoom cosa mi fa fare?

mi piazzo in un punto e gioco con lo zoom, allargo e stringo, e faccio stare tutto quello che mi serve più meno dentro l’inquadratura, non penso al fatto che cambiando la focale sto cambiando l’estetica dell’inquadratura, che la velocità percepita di movimento degli oggetti a lato schermo cambia, allargo o restringo e via… lo zoom impigrisce e cementa la camera in una posizione perchè sembra non esserci bisogno di spostarsi.focallength

Allora lo zoom va evitato?

no, lo zoom è comodo quando si sa bene come scegliere una focale, quando si devono portare meno lenti con noi, quando si ha bisogno di una lente stabilizzata e il fisso che abbiamo non lo è.
Naturalmente un buon zoom costa, se il classico zoom da kit 18-55 3,5-5,6 costa un centinaio di euro, uno zoom più luminoso e serio come il 17-55 2.8 costante ne costa 1200 euro… ma li vale tutti, in nitidezza, qualità, luminosità, robustezza.

Sono molto pragmatico, chi inizia a fare riprese non dovrebbe usare gli zoom, per imparare a scegliere, a inquadrare, a costruire il framing, a pensare sempre prima di premere il bottone, è un’ottima scuola di pensiero e di lavoro. Senza contare che se pensa al cinema, lo zoom tranne per particolari effetti speciali non lo si usa quasi mai.

Quindi perchè comprare uno zoom, soprattutto se costoso?

  • perchè se devo fare una ripresa con un minimo di movimento con un 200mm ho bisogno di uno stabilizzatore serio, altrimenti anche il semplice respirare con la mano appoggiata alla manopola del follow focus si sente
  • perchè se devo trovare la compressione giusta della prospettiva tra l’85 e il 135 per comporre una certa immagine lo zoom mi aiuta.
  • perchè se devo lavorare in un ambiente umido, polveroso o comunque con elementi che potrebbero penetrare dentro la camera al cambio obiettivo, lo zoom mi evita questo
  • perchè se ho bisgono al volo di più focali per lavorare (documentario, news, etc) lo zoom luminoso mi permette di lavorare velocemente senza cambiare lenti
  • perchè se devo comprare tutte le focali che mi servono di luminosità 2.8 pe coprire il 70-200 2.8 spenderò di più senza trovare la stabilizzazione su tutte le lenti.
  • perchè anche lo zoom ha i suoi vantaggi.

Quindi cosa si dovrebbe scegliere?

nessuna delle due, o meglio sarebbe meglio poter possedere entrambi… spazio, budget permettendo.

Personalmente negli anni mi sono fatto il mio set di lenti prime, lenti Nikon vintage serie Nippon Kogaku, che mi piacciono per la loro particolare resa della luce, un singolo coating che in controluce non filtra completamente la luce, ma la ammorbisce e basta, che rende le immagini meno asettiche e con un carattere diverso da quelle moderne, nell’uso più cinematografico sono portato a usare queste lenti che mi coprono dal 24mm all’85mm che sono le focali classiche (24-35-50-85mm).
Ad esse unisco per praticità e pragmatismo una coppia di zoom 2.8 costanti, per coprire col 17-55 tutte le focali dal grandangolo mediamente spinto (17mm) al normale (55mm), mentre completo il tutto con il 70-200 IS II 2.8 costante tutte le altre focali fino al grandangolo spinto. In modo che dove ho necessità di stabilizzazione con la camera in movimento so di avere lenti ottime e stabilizzate in modo più che efficace. Naturalmente questo è un set che ha il suo valore, ma come per un fotografo, le macchine si cambiano, le lenti normalmente restano…

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