Carlo Macchiavello

Tutto è possibile

Month: gennaio 2015

FinalCut Pro 7, oggi non è più Pro…

Con un titolo provocatorio come questo, posso immaginare come molte persone, dai fan boy ai montatori saranno pronti a mettermi al rogo, ma… leggete bene l’articolo e vediamo chi deve essere messo al rogo…

Quando Apple creò il prodotto multimediale sotto il nome Quicktime, crearono uno strumento potentissimo, un software che è molto di più che un player, ma un insieme di librerie, codec, servizi attivi di streaming dei dati video e audio che manipolano in realtime il video nel momento in cui viene caricato in memoria. Creare un programma di montaggio basandolo sul Quicktime era semplice.

Apple diversi anni fà creò la suite Final Cut, unendo al loro programma di montaggio al programma Final Touch comprandosi l’azienda Silicon Color, nel 2006, creando un sistema di edit e finishing basati sul quicktime Prores. Final touch divenne Color.
Color supporta solo il prores, perchè non legge i codec di sistema ma ha il decoder interno.

Sistema veloce, ultraefficiente, di alta qualità, all’epoca…

Facciamo un salto avanti … nel 2009 Apple rilascia l’ultima versione di FinalCutPro 7, pacchetto a 32bit per il sistema operativo SnowLeopard a 32bit… basato su quicktime 7. Tutto funziona bene, o quasi, visto che negli ultimi update fa capolino Quicktime X, ma di default il sistema usa quicktime 7.

2015 Yosemite, Default Quicktime X, tanti utenti professionisti si sono accorti che sono cambiate le cose, i codec che prima venivano letti dal sistema, ora non sono più supportati, il player pretende di convertire ogni cosa che non sia H264 o prores… rallentando la visione dei filmati e di fatto complicando la vita a chi deve usare codec diversi da essi…

FinalCut 7 pro si basa su Quicktime 7, sulla sua capacità di gestire codec e fare da host per diversi layer di elaborazione in realtime, che sui nuovi sistemi non funziona sempre e/o correttamente…

Quicktime giustoSu Yosemite possiamo installare ancora il quicktime 7 di leopard, perchè Apple lo lascia ancora a disposizione, ma di default c’è ancora il Quicktime X, per usare correttamente il quicktime dobbiamo cliccare col tasto destro su un file mov, aprire le proprietà del file, e cambiare in basso dove c’è scritto “Apri con “

E si conferma che si userà sempre il Quicktime 7 per aprire ogni file .Mov.

Questo vi aiuta a lavorare con FinalCutPro 7, ma non risolve tutti i problemi, perchè comunque non essendo nato per i sistemi a 64bit, al massimo alloca 3 gb di ram anche se nel sistema ne abbiamo 64, il che vuol dire che si deve montare con proxy anche quando potremmo lavorare con gli originali. Inoltre ho riscontrato più di una instabilità in diverse situazioni e in particolare dove c’è movimento di file; durante l’operazione di consolidamento di un progetto di un film, il programma mi è crashato diverse volte sotto sistemi moderni, anche se appena installati, mentre con un portatile snow leopard ha risolto l’operazione senza errori o crash del programma.

Ci sono dei passi da fare nella vita, e quando si ha a che fare con i computer, qualunque sia il vostro lavoro, dovete tenervi aggiornati, non solo con i computer e i sistemi operativi, ma anche con i programmi. FinalCutPro 7 è morto nel 2009, da allora non sono stati fatti aggiornamenti, i plugin non sono più stati sviluppati, quindi progressivamente è diventato obsoleto.

Apple ha sviluppato da zero un nuovo programma : FinalCut Pro X

  1. 64bit
  2. accelerazione GPU
  3. supporto di ogni codec del sistema
  4. centinaia di plugin di supporto
  5. Concezione completamente nuova che permette un managment del materiale e del montaggio impossibile prima
  6. Supporto di ogni risoluzione
  7. Ottimizzazioni e preset per semplificare la creazione di video in situazioni con tempi stretti con news, cronaca etc
  8. Attivamente supportato da centinaia di software House esterne
  9. Integrato nel sistema, per cui diventa un gioco accedere a risorse interne quali immagini, musica, filmati
  10. Un workflow molto semplice anche nei progetti più complessi.

Ora.. a questo punto chi è da mettere al rogo?
Chi ha sviluppato Quicktime X che ha tagliato fuori centinaia di codec, la tecnologia Quicktime VR, Quicktime 3D, La possibilità di editare facilmente i filmati direttamente dal player, e molte altre cose… perchè per chi non lo sa, dal player quicktime 7 oltre a vedere un filmato voi potete in modo semplice e diretto fare le seguenti operazioni :

  • editare audio video tagliando e incollando le parti in modo preciso al frame senza ricompressione
  • aggiungere e creare un file multitraccia audio video
  • aggiungere più tracce audio e preparare un filmato multilingua come per i dvd
  • aggiungere capitoli e sotto titoli tipo un Dvd ma direttamente sul filmato QT
  • aggiungere tracce di metadata per informazioni di ogni tipo
  • stratificare più layer con anche canali alpha integrati e supportati e in diversi modi
  • estrapolare parti del filmato salvandole come filmati a parte sia come indipendenti che reference senza ricompressione
  • creazione di variazioni di filmati con filtri realtime diretti e con reference.
  • controllare circa 200 feature e parametri del filmato avviandolo con uno script.

Se volete prendervela con qualcuno, sapete con chi…

Nikon 85mm 1.8 serie H, una signora (lente) che 50 anni dopo la sua nascita offre ancora molta eleganza

85mm 1.8 Nikon serie HIn mondo digitale, dove tutto deve essere spinto all’estremo, dove ogni cosa deve essere perfetta, ogni immagine perfettamente nitida, contrastata, e accentuata, trovo molto più eleganza nelle lenti vintage di un certo tipo, che offrono si un’ottima nitidezza, ma un gusto e un’eleganza d’immagine che trovo in poche lenti moderne.

Cercavo da tempo questa lente storica, perchè si annovera come uno dei migliori 85mm mai realizzati dalla Nikon, e reso famoso dal film BlowUp di Antonioni, dove David Hemmings usava la f1 e questa lente per immortalare Vanessa Redgrave. L’aura di magia che circonda questa lente è stata amplificata dal fatto che molti fotografi famosi ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia, rendendo difficile trovarla nel mercato dell’usato a cifre abbordabili in buone condizioni.

Nikon ha prodotto questo gioiellino tra il 1964 e 1972, una lente 85mm 1.8 pensata per il ritratto, ma che esprime una luce e una piacevolezza d’immagine anche in molte altre situazioni. La lente nasce come manuale completa, corpo in solido metallo come si faceva una volta, pronte a resistere alle cannonate, e con una piacevole ghiera di messa a fuoco, fluida e adatta anche all’uso video e non solo fotografico.

Montato un adattatore da Nikon a Eos EF, è stato subito amore a prima vista, la morbidezza e allo stesso tempo il dettaglio che offre questa signorina è straordinario.

Fotografare una bella ragazza sarebbe stato troppo facile come test, nasce per questo scopo, e avrebbe regalato luce ad essa, ho preferito stressarla in altre condizioni, ovvero sulla lunga distanza, anche se un pp del mio gatto per testarne il dettaglio e la pulizia, l’ho fatto per vedere come si comporta nel piano ravvicinato.

Qualche frame estratto da uno shooting fatto con una Blackmagic 4k in raw, quindi ho scattato 24 fotogrammi al secondo in raw 16 bit salvati in log 12bit dng, sviluppati poi in Lightroom come fossero fotografie.

Ognuno di questi fotogrammi è stato catturato a 400 asa, la sensibilità nativa della camera, con diaframma tra 1.8 e 5.6 a seconda della quantità di luce disponibile, nella maggior parte dei casi ho lavorato in TA 1.8, e nonostante questo le immagini offrono una buona nitidezza. Naturalmente quelli che si vedono qui sono dei semplici jpeg dove si va a perdere un poco della nitidezza originale.

BMC Black magic camera 2.5k

Classic BMC picture

Nel 2012 il mercato fu scosso da un annuncio, una macchina da presa che registrava in Raw con 13 stop di latitudine di posa a meno di 3000 dollari, con attacco Canon EF…

Oggi la camera è in uso da diverse persone nel mondo, insieme alla sorellina minore (BMC pocket) e la sorella maggiore in 4K.
Vediamo di capire a livello pratico cos’è questa macchina e come lavora, punti forti e punti deboli.

Ho lavorato come aiuto regista al film “Quaffer”, Dop Doriano Paolozza, e abbiamo utilizzato la BMC per le riprese di tutto il film in formato raw 2.5k.

Grazie a 2.4 milioni di fotogrammi registrati e circa 20 tb di dati registrati su HardDisk ho sviluppato un poco di esperienza sulla macchina e posso dare qualche giudizio sul prodotto.

La macchina in generale, come rapporto qualità prezzo è ottima, ha dalla sua una qualità eccellente per un rapporto qualità prezzo inarrivabile da nessuna camera sul mercato. Ha delle pecche che potranno correggere con aggiornamenti firmware e/o variazioni nel tempo.

Punti forti

  • In situazioni di contrasto molto alto riesce e salvare abbastanza informazioni da recuperare molto dai file RAW
  • pur avendo una ventola (rumorosa) sotto la macchina, anche dopo ore al sole a lavorare non ha sbagliato una ripresa o dato problemi di cedimento o surriscaldamento
  • la compatibilità con il formato canon EF e il supporto di diaframmi, messa a fuoco etc agevola molto nella gestione delle ottiche
  • attualmente disponibile con attacco PL, EF, m4/3 passivo
  • il corpo robusto scavato in un blocco di alluminio con diversi fori e filettature permette l’uso di accessori montati direttamente sulla camera
  • la camera prevede un uscita HD-SDI e un ingresso audio per registrare dall’esterno
  • l’uso di una batteria supplementare esterna mantiene in carica la batteria esterna, per cui prima finirete quella esterna e poi la camera userà quella interna
  • è possibili customizzare i nomi delle cartelle delle clip in modo veloce dalla camera per evitare di avere file di cartelle con nomi, date, ore e poco più… inserire metadata in modo da recuperare rapidamente le informazioni sulla clip su cui si lavora.
  • la camera non prevede la cancellazione delle clip, che per alcuni è un punto debole, io lo ritengo un punto di forza, evita la frammentazione del supporto, che comporterebbe un rischio di perdita frame durante la ripresa.
  • Registrazione raw dng 12 log da sensore a 16bit.

Punti deboli:

  • il monitor della camera è molto scuro, anche se al 100% di luminosità e con gamma colore simulata, per cui in esterni è inutilizzabile
  • la camera registra 2.5k nel formato raw DNG, mentre in DNxHD e prores registra solo in FullHD (di ottima qualità peraltro).
  • Il sensore molto piccolo (crop x 2.5) costringe all’uso di grandangolari spinti negli ambienti chiusi, il che può limitare i movimenti macchina. Anche se la versione con attacco passivo micro4/3 può usufruire dell’adattatore speedbooster della Metabone, che offre uno stop in più e un gran recupero dell’angolazione operativa.

Ad oggi la camera è in vendita per meno di 1000 euro, e chiunque voglia fare cinema in modo serio ha la possibilità con questa camera e alcune lenti o per s16 vintage, di ottima qualità e quindi con rapporto di crop più vantaggioso, o con lenti di varie produzioni realizzare prodotti di altissima qualità visiva.

Molti non comprendono perchè 2.5k cioè 2400 x 1350 pixel, la risposta è molto semplice, avete un formato 1.85 cinematografico con l’abbondanza esterna al classico 2k vi permette di stabilizzare le immagini, fare un po’ di reframing, senza perdere in qualità e nitidezza.
Blackmagic ha studiato bene sia il sensore che la scelta pratica dei formati.

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