Spesso si leggono diversi articoli e thread di come le HDSLR fullframe siano migliori e superiori alle concorrenti con sensori più piccoli, ma nessuno esplora realmente quali sono le differenze e soprattutto gli svantaggi dei sensori FullFrame, perchè ce ne sono diversi e NON eliminabili.

L’unico vantaggio dei sensori Fullframe è che usando obiettivi fulframe non ci sono fattori di crop e quindi un obiettivo viene usato come angolo per quello che è, non viene ridotto, ma è l’unico vero vantaggio, al contrario ci sono una marea di difetti che la maggior parte dei sostenitori dei fullframe dimenticano, o semplicemente non hanno mai fatto due esperienze sistematiche…

Quali sono gli svantaggi di un sensore FullFrame?

  1. Il sensore FullFrame usa tutta la superficie della lente, il che significa niente crop, ciò è buono, ma di contro si possono montare solo lenti eccellenti perchè altrimenti si perde di definizione lateralmente, si possono trovare aloni, fringing etc sui bordi delle immagini… quindi si deve investire non meno di un migliaio di euro per avere lenti di ottima qualità, o un buon zoom tipo un 28-70 2.8 che ne costa 1600…
    Con un sensore più piccolo si userà solo la parte centrale della lente, quindi la parte migliore, di conseguenza usando lenti di qualità medio-alta, potrete sfruttare sempre il meglio della lente.
  2. I sensori Cmos soffrono tutti di Rolling shutter, ovvero effettuano la scansione dell’immagine una linea dopo l’altra, il che significa che i movimento rotatori e le panoramiche molto veloci distorcono le immagini. Il sensore Fullframe sui movimenti panoramici veloci genera un effetto jello molto fastidioso. Più è grande il sensore più forte e disturbante è l’effetto, mentre con un sensore della metà è quasi impercettibile.
  3. I sensori fullframe posseggono rispetto ai sensori più piccoli una maggior risoluzione in pixel (fondamentale per il lato fotografico), ma che diventa un handicap per il video.
    La scalatura delle immagini dei sensori grandi delle HDSLR comporta nella maggior parte dei casi una perdita qualitativa che non avviene con i sensori più piccoli, perchè usano tecniche diverse di scaling. Sony in questo caso utilizza per la scalatura della sua camera FF un algoritmo di pixel binning e offre una buona definizione senza artefatti moires e aliasing, ma è una mosca bianca…
  4. Le macchine a sensore grande tendono per qualche ragione a surriscaldarsi di più di quelle a sensore s35 e minori. Spesso perchè nascendo per lo scatto fotografico, la raffica, non sono pensati per una ripresa continua e costante. Per esperienza personale con la variazione delle temperature, ma soprattutto dell’umidità ambientale ho riscontrato diversi problemi di surriscaldamento, mentre in situazioni più “secche” ho potuto usare camere fullframe sotto il sole di mezzogiorno senza problemi di blocco da surriscaldamento. Questo significa che mi hanno offerto una minor affidabilità lavorativa…

Quindi perchè usare i sensori fullframe?
Per non avere il problema del crop che moltiplica la lunghezza dell’angolo focale dell’obiettivo, che complica la vita quando si usano i grandangolari in ambienti stretti.

Ne vale la pena?
Adesso con l’uscita di adattatori come gli speedbooster che riducono il gap del crop con moltiplicatori di x ,058 sul m4/3 e vi regalano anche un diaframma extra di luminosità, esistono sempre meno motivi per scegliere una camera dal sensore fullframe…

Naturalmente mi immagino che qualcuno obbietterà che con le fullframe sfuoca di più che con le aps-c o le m4/3, fatevi una bella risata, poi ditegli di studiare nuovamente fotografia, e poi ripensare sulla sua affermazione.
Il mito che la fullframe sfuoca di più nasce dal fatto che quando una lente cattura la luce e la spalma su un piano focale, a parità di dimensione del piano focale (e distanza dello stesso) si altera la profondità di campo, quindi se ho una camera fullframe che proietta su un piano fullframe avrò a parità di diaframma una profondità di campo inferiore ad una lente m4/3 che proietta su un piano m4/3.

Tutto questo a patto che la lente sia pensata per il piano focale!
nella realtà la maggioranza delle lenti nasce per la dimensione del fullframe, ma poi viene proiettata col crop su piani focali di dimensioni inferiori, col semplice risultato che la profondità di campo non cambia, perchè non cambia la concentrazione della luce, ma viene semplicemente scartata.
Avete un dubbio? prendete un fisso, meccanico, un 50mm 1.4 nikon di 20 anni fa, ponetelo tramite adattatore davanti ad una 5d/a7r/7D/gh4, con le stesse impostazioni di scatto come tempi e diaframma, poi sovrapponete il tutto e scoprirete che le immagini, nonostante il crop attorno all’immagine che cattura più o meno informazioni, la profondità di campo è esattamente la stessa, perchè è la lente, la sua costruzione, come la luce attraversa le diverse lenti e la loro proiezione che definiscono l’immagine, è impossibile che il sensore possa a seconda della sua dimensione alterare a posteriori la luce…

L’inganno è legato al fatto che una volta le lenti erano pensate per il piano focale, di fare lente come le EF-s cioè frontalmente come le ef e poi con una concentrazione di luce per un formato inferiore, ma mantenendo il crop (quindi inutile fare per un formato più piccolo se comunque si butta via una parte dell’immagine) la dof resta uguale.

p1010076a dimostrazione basta guardare questa fotografia fatta con una fotocamera m4/3 (dichiarata no dof dai fanboy delle FullFrame, ma con una lente fullframe davanti, 50mm 1.4 e incredibilimente (per loro, per me è normale) ho la dof ridotta di una fullframe… come la mia sony A7r.